venerdì 10 ottobre 2008

SABATO 1 E DOMENICA 2 NOVEMBRE VIAGGIO IN FRIULI RICCO DI CONVEGNI, DIVERTIMENTI E VISITA ALLE FOIBE


Sabato 1 e Domenica 2 Novembre, la Federazione Provinciale di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, sta organizzando un viaggio in Friuli ricco di eventi, convegni, momenti goliardici e di riflessione e memoria per le migliaia di vittime connazionali gettate nelle Foibe dalle truppe titine. Il viaggio vuole essere un momento di riflessione su un pezzo di storia che, fino a qualche anno fa, è stato totalmente dimenticato. Almeno 10.000 persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate ed uccise a Trieste e nell’Istria controllata dai comunisti jugoslavi di Tito. Un orrore dettato dall’odio feroce e rappresentato dalle foibe, quelle voragini naturali disseminate sull'altopiano del Carso dove vennero gettati numerosi innocenti, alcuni di loro ancora in vita, accusati di essere Italiani!! La tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe oggi, finalmente, appartiene alla Nazione. La storia dei martiri, dell'esodo giuliano-dalmata, troppo a lungo rimossa, è stata ricollocata nella memoria del nostro Paese. Per sempre. Foibe e memoria. Una giornata per non dimenticare. Anzi, per ricordare e onorare. Per rileggere la storia con oggettività. Serenamente. Al di fuori e al di sopra delle ricostruzioni dei fatti imposti da una cultura dominante interessata a cancellare dalla memoria collettiva verità scomode come l'orrendo massacro di migliaia di connazionali da parte dei comunisti slavi dopo il 1943. Una storia di esodo, di dolore, di atroci massacri di massa, di pulizia etnica che ha coinvolto circa 350.000 italiani che vivevano in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Una tragedia che rappresenta una ferita forte in particolare nella nostra provincia, che è stata sede di uno dei più grandi ed importanti campi d'accoglienza per gli esuli giuliano-dalmati e che ancora oggi annovera fra le numerose etnie che ne compongono il tessuto sociale, una folta rappresentanza di famiglie protagoniste di quelle tristi pagine di storia, oggi finalmente da tutti riconosciute come tragedia nazionale, di tutti gli italiani. Il nostro sarà un cammino nel quale Azione Giovani vuole svolgere con determinazione la sua parte con un ruolo da protagonista a difesa della pace, del futuro dei nostri figli, dell’amor di Patria.Proprio la Patria sarà un altro tema al centro del nostro viaggio perché sabato assisteremo a due convegni: il primo dal tema “combattere ancora per l’Italia nell’associazionismo e nello sport, non solo in guerra” e l’altro dedicato ai “ragazzi del ’53” che lottarono a Trieste per imporre il Tricolore Italiano sulla loro città.Chiaramente, come è scolpito nel nostro DNA, non mancheranno anche momenti di puro divertimento, con un concerto musicale il sabato sera e dei momenti di svago per la città di Gorizia, dove allogeremo.La Domenica invece ci recheremo a Basovizza e poi in terreno sloveno per visitare le due Foibe più grandi, la prima dichiarata “Monumento Nazionale”, l’altra rimasta ancora aperta e quindi visitabile anche all’interno.La partenza per il viaggio è fissata per venerdì 31 ottobre a mezzanotte al parcheggio del centro commerciale Morbella a Latina.Per info ed adesioni visitate il sito internet www.azionegiovanilt.com oppure chiamatemi al 339.8255089.

giovedì 2 ottobre 2008

PER LE FAMIGLIE ARRIVANO GLI AUMENTI DEI TICKET MENSA E LA RIDUZIONE DI INVESTIMENTI PER LE SCUOLE: "VERGOGNA TOMBOLILLO"


Vorrei ricordare a tutti i genitori di bambini che frequentano l’asilo e le elementari e di ragazzi che frequentano le scuole medie, che la Giunta Tombolillo ha preparato per loro una vera e propria “sorpresa”: il bilancio di previsione 2008 prevede aumenti a carico delle famiglie per la refezione scolastica. La delibera di Giunta Municipale n. 71 del 13/05/2008 prevede un «aumento, con decorrenza ottobre 2008, della tariffa relativa al servizio di refezione scolastica di 20 centesimi di euro», nel seguente modo:

· da 2,60 per la scuola materna a 2,80 €
· da 2,90 per la scuola elementare a 3,10 €
· da 3,10 per la scuola media a 3,30 €

Alleanza Nazionale è fermamente contraria a tali aumenti che fanno lievitare la pressione fiscale sulle famiglie pontiniane che devono sostenere, oltre alle spese ordinarie, il costo per l’educazione e la formazione della prole. Così facendo si crea un discrimine per quelle coppie che intendono mettere alla luce un figlio e pertanto è come se fare un figlio diventi un sacrificio e non una gioia come invece dovrebbe essere. Pertanto presentammo un emendamento ad hoc attraverso il quale chiedemmo che sul bilancio di previsione 2008 non fosse immesso in entrata l’importo totale degli aumenti pari a 25.000 euro e, di conseguenza, fosse diminuita una voce di uscita per mantenere il “pareggio” di bilancio. Chiaramente noi chiedemmo che Sindaco ed assessori si diminuissero il loro stipendio, ma loro non approvarono il nostro emendamento e scelsero di mantenersi i 3000 € al mese per il Sindaco e i 1200 per gli assessori.
Inoltre proprio nel Consiglio comunale di lunedì sera, la maggioranza, nello storno e variazione del bilancio 2008 ha proposto ed approvato la diminuzione di molte voci di spesa destinate all’istruzione dei bambini: sono stati diminuiti 1500 euro per l’acquisto di arredi e libri per le scuole medie, 4500 per la sanificazione e vestiario delle mense e 1100 per la ludoteca, per un totale di 7100 euro in meno per bambini e ragazzi. Questi soldi si potevano spendere per i tendaggi, che invece sono stati messi a punto dai genitori e da sarti di famiglia. Inoltre la diminuzione della spesa per i libri è assurda, dal momento che si potevano mantenere per istituire un capitolo per sostenere le famiglie bisognose che non riescono ad acquistare i libri per la propria prole, come stanno facendo molti comuni in tutta Italia.Un bel regalo davvero per le famiglie: meno investimenti per i loro figli e più spese a loro carico!

lunedì 29 settembre 2008

INTERROGAZIONE CONSILIARE IN MERITO ALLA CENTRALE TURBOGAS, ALLA RICHIESTA DI ABOLIZIONE VINCOLI PTPR ED ESTERNAZIONI ASSESSORI "PRO" TURBOGAS

Questi mesi, anzi quest’ultimi due anni, sono incentrati, aimé, nel dibattito politico e sociale che riguarda l’installazione di una centrale termoelettrica denominata “Turbogas”.
Questo Consiglio Comunale, convocato dall’opposizione secondo i modi previsti dallo Statuto, ha deliberato all’unanimità la netta contrarietà al progetto presentato dalla società ACEA-Electrabel, deliberandone in modo incontrovertibile la contrarietà del Comune di Pontinia.
Ma purtroppo un successivo Consiglio Comunale ha approvato, con i voti della sola maggioranza, le osservazioni di questo Ente al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) approvando non solo delle osservazioni che noi non condividiamo circa il centro storico, ma anche la richiesta di abolizione dei vincoli nei territori della fascia nord del Comune. Approvare quella delibera, vuol dire chiedere di abolire la cosiddetta “zona rossa” non solo nei pressi dell’area della Cotarda, ma anche dove è situata la vasca di espansione e addirittura i laghetti dei Gricilli, guarda un pò proprio quella fascia geografica che sarà interessata dal passaggio del gasdotto e dell’elettrodotto aereo che uniranno la futura centrale turbogas alla centrale di smistamento di Sezze Scalo. Inoltre il tutto è stato approvato senza aver redatto in via preliminare uno studio geologico e tantomeno aver redatto una cartografia che descrivesse “su carta” gli effetti della vostra decisione.
Questa scelta l’avete giustificata, allora, affermando che è vostro intento far sviluppare a livello economico e strutturale la fascia nord del Comune e soprattutto la contrada Cotarda.
Credete veramente che la Cotarda si salvi costruendo le condizioni ideali per la realizzazione della centrale turbogas? È bastata una notizia di stampa circa la presunta diossina a Napoli e Caserta per mettere in ginocchio un intero settore agroalimentare, quello della mozzarella, e credete che la centrale Turbogas, che non sarà un semplice articolo ma una realtà ben visibile, eserciterà giovamenti sulla reputazione della zona Cotarda e zone limitrofi? Perché non avete prodotto uno studio circa le ricadute economiche e reputazionali della zona, con riguardo soprattutto al futuro valore dei terreni, degli insediamenti agricoli, artigianali ed industriali, nonché delle case abitative?
Il 26 settembre sono scaduti i termini per presentare le osservazioni circa il procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e circa gli avvisi di esproprio dei terreni interessati dal passaggio dell’elettrodotto e gasdotto: ci risulta che questo Ente non ha prodotto nessuna osservazione ufficiale, né tantomeno ha depositato nessuna memoria contraria agli appositi Enti preposti, salvo il contrario, ma a questo punto non si può accettare la mancanza assoluta di trasparenza e disponibilità degli atti amministrativi.
Inoltre, giorni fa, due assessori con deleghe “di peso”, ovvero Farris e Subiaco, Vicesindaco ed assessore alle Finanze, hanno esternato la loro volontà di non voler opporsi al progetto della centrale Turbogas e di voler eliminare i vincoli paesaggistici ed urbanistici della zona nord del Comune. Mentre tutti noi lottiamo contro questa centrale, due membri della Giunta Municipale, organo sottoposto per legge alle volontà del Consiglio Comunale, lavorano per ottenere un risultato di segno opposto a quello deliberato all’unanimità dalla massima Assise cittadina. Questo è intollerabile ed inaccettabile!
Signor sindaco, Lei saprà meglio di noi che con le pubbliche riunioni e gli articoli di giornale si possono raggiungere solo obiettivi di informazione o obiettivi propagandistici. È con gli atti amministrativi che si compiono realmente le scelte di un Ente: ad oggi questo Comune ha deliberato, ed inviato alla Regione, la volontà di eliminare i vincoli, mentre non ha prodotto nessun atto ufficiale che contrasti l’Autorizzazione Ambientale né gli avvisi di esproprio, né tantomeno che ricordi all’Ente regionale la presenza di vincoli da loro stessi istituiti. Tutto ciò è ancor più grave ed intollerabile delle esternazioni degli assessori!
Inoltre, vorremmo sapere perché Lei non ha ancora emesso una “Certificazione di rischio territoriale”, come ha fatto il suo collega di Aprilia, per sottolineare l’alto rischio che si avrà dopo l’eventuale costruzione della centrale Turbogas con la presenza di un insediamento industriale di lavorazione di ossigeno già presente in loco: praticamente potremmo assistere alla realizzazione di un complesso simile ad una bomba ad orologeria e dovremo vivere col terrore che un giorno possa scoppiare.

Premesso tutto ciò, chiediamo che gli assessori smentiscano ufficialmente le loro esternazioni rispettando la volontà del Consiglio Comunale o altrimenti sia loro rimesso l’incarico di assessori comunali.Inoltre chiediamo che il Comune, con una delibera di segno opposto, annulli la precedente delibera che chiedeva l’abolizione dei vincoli al PTPR in merito alla “zona rossa” della fascia nord del Comune, affermando inoltre che ci serviremo, tra le tante motivazioni, anche di quei vincoli, certificati con studi geologici, per opporci alla realizzazione della centrale Turbogas.

lunedì 15 settembre 2008

LA "COMMISSIONE STATUTO" MI HA CONFERITO L'ONORE DI REDIGERE LA BOZZA DEL NUOVO STATUTO DI PONTINIA: VORREI FOSSE PARTECIPATO DA TUTTI, SCRIVETEMI!


Oggi, 15/09/2008, si è riunita la Commissione Statuto e Regolamenti con all’o.d.g. la discussione dello Stuto Comunale di Pontinia. Erano presenti tutti i commissari: Dott. Calisi (presidente), Avv. Donnarumma, Ing. Medici, Dott. Subiaco, Dott. Torelli.
In prima battuta è stato convenuto che lo Statuto andasse riformulato dall’inizio poiché la copia discussa lo scorso anno è divenuta desueta nel frattempo a causa dell’entrata in vigore di diverse norme di legge nazionali di modifica del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000).
Si sono analizzate le funzioni e la necessità che rappresenta uno Statuto: lo statuto stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze e le attribuzioni degli organi dei vari enti o aziende comunali, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente. Stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone. Possono stabilirsi norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra i cittadini, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune.
Quindi si è deciso anche di determinare uno snellimento della vecchia bozza dello scorso anno attraverso una riduzione degli articoli e dei commi, senza però affievolirne l’essenza.
La Commissione ha deciso all’unanimità che l’incaricato di redigere il Nuovo Statuto Comunale debba essere il Consigliere Comunale, Dott. Paolo Torelli, il quale si raffronterà col Presidente della Commissione per la prossima convocazione per la presentazione e discussione della bozza.
Non appena disponibile, dirameremo ai cittadini ed alla stampa la data della prossima riunione affinché tutti possano partecipare alla redazione della Carta Costituzionale del Comune. Nel frattempo chiunque volesse comunicare con il Cons. Paolo Torelli può scrivergli una e-mail all’indirizzo torelli-paolo@libero.it o scrivere sul suo sito internet www.paolotorelli.blogspot.com affinché lo Statuto sia una carta partecipata e non calata solamente dall’alto. È importante la partecipazione perché con lo Statuto si dettano i principi anche per l’ambiente, per i disabili, per la tutela dell’agricoltura e dell’allevamento, ecc…

mercoledì 3 settembre 2008

CRISI SETTORE BUFALINO PROVINCIALE: COMUNE E REGIONE ASSENTI MENTRE I CASEIFICI PORTANO ALLA CHIUSURA LE AZIENDE PRODUTTRICI DI LATTE


Il comparto zootecnico provinciale bufalino sta attraversando un momento di gravissima difficoltà, situazione tra l’altro emersa in tutta la sua gravità durante le numerose riunioni assembleari promosse dal sottoscritto e dai comuni di Pontinia e limitrofi.
L’intero sistema bufalino della provincia di Latina conta un giro di affari che coinvolge in totale circa 15.000 persone: sono infatti circa 850 le famiglie titolari di un’azienda agricola produttrici di latte bufalino; 20 le famiglie titolari di caseifici di medie dimensioni; 4000 i lavoratori dipendenti presso le aziende e 3000 i dipendenti di caseifici. Si devono poi considerare tutte le famiglie titolari, e i lavoratori dipendenti, delle ditte che orbitano in tale sistema come produttrici di mangimi, foraggi, mais, materie prime, gasolio, gas, prodotti farmaceutici, prodotti tecnici per sale mungiture, trattori…
I capi bufalini totali della zona pontina sono circa 40.000, mentre quelli dell’area ciociara sono circa 20.000.
La vendita e la commercializzazione di animali “da vita” (animali giovanissimi e giovani per la riproduzione e l’accoppiamento e la successiva produzione di latte) è completamente bloccata, arrecando degli aggravi economici a quelle aziende che impostavano in tal modo la strategia d’impresa.
Gli allevatori sono alle prese da un lato con un forte incremento dei costi produttivi (gasolio, concimi, mangimi, alimentazione, in particolare mais e fieno aumentati del 50%…) con un’incidenza media del 40%, dall’altro da un mercato del latte tendente, in modo ingiustificato, al ribasso del livello dei prezzi al produttore e al rialzo del prezzo al consumatore (addirittura arrivano in questi giorni gli avvisi di disdetta del contratto di acquisto del latte da parte dei caseifici in modo unilaterale con decorrenza 15-20 settembre 2008!).
Un capo bufalino “da latte” costa mediamente 4,50 € al giorno ed ha un’incidenza sul valore capitale dell’azienda di circa 4000 € l’anno (attrezzature per la mungitura, farmaci, alimentazione…). I proventi dalla vendita di bestiame sono in questo periodo pari a zero e quelli dalla vendita di latte sono ormai insufficienti per arrivare al pareggio di bilancio.
Nel miglior delle ipotesi, numerosi allevatori della nostra Provincia si sono visti recapitare al proprio domicilio, da parte dei gestori dei centri di lavorazione e commercializzazione e dalle industrie di trasformazione di riferimento del comparto, missive nelle quali si prospetta la volontà unilaterale e priva di qualsiasi confronto di ritirare il prodotto senza un prezzo definito oppure ad un livello di prezzo fortemente ribassato (almeno del 30%).
Il latte è un prodotto fortemente deperibile che va necessariamente allontanato dall’azienda zootecnica quotidianamente per cui gli allevatori sono messi nelle condizioni di dovere accettare “supinamente” queste condizioni.
Considerato che, perdurando tale situazione, è prevedibile che il comparto bufalino sia avviato alla completa dismissione essendo moltissime aziende zootecniche “appesantite” finanziariamente a causa degli investimenti effettuati negli ultimi anni per fronteggiare la normativa comunitaria e un mercato sempre più esigente in termini di qualità di prodotto e di processo.
Tale dismissione provocherebbe gravi ripercussioni sull’intera economia provinciale con drammatiche conseguenze anche sotto l’aspetto sociale.
Inoltre c’è sentore che il livello di crescente tensione nel settore possa sfociare in manifestazioni scomposte con implicazione di ordine pubblico.
La bufala è un animale che per leggi biologiche tende a partorire in autunno e quindi a produrre maggior latte nel periodo invernale (periodo però di minor consumo di mozzarelle) determinando un surplus di produzione di latte e facendo scaturire la scelta, da parte dei caseifici, di congelare il latte o la pasta lavorata eccedenti per poi utilizzarla in estate, assieme al latte fresco, quando i consumi sono notevolmente superiori (turismo ed enogastronomia estiva). Negli anni passati, questa prassi normale vedeva i caseifici utilizzare il latte e la pasta lavorata congelati precedentemente, nel mese di aprile e terminare queste scorte. Adesso invece nei congelatori è ancora presente questa pasta facendo presumere che tale latte non può essere solo proveniente da questa zona (descritta nel regolamento CEE istitutivo del DOP bufalino) ma anche dall’estero.
Si possono avere delle soluzioni di impatto immediato come degli aiuti economici o sgravi fiscali, e delle soluzioni a medio termine come l’istituzione di controlli nazionali e locali della reale quantità di latte congelato posseduta, o delle leggi istitutive del “prezzo minimo” del costo del latte aziendale o del costo del prodotto al bancone per il consumatore. Infatti se coloro che producono mozzarella di bufala con altro latte riescono a vendere le mozzarelle a 6,00 € al Kg, coloro che sono onesti devono per forza avvicinarsi a tale prezzo creando così una spirale vorticosa a ribasso facendo crollare la qualità e favorendo la ricerca di latte non bufalino per produrre prodotti denominati però “bufalini”. Si potrebbe altrimenti creare un meccanismo di “proporzionalità bloccata” tra il prezzo del latte aziendale e quello dei prodotti al bancone.
Queste scelte spettano soprattutto per legge alle Regioni: l’assessore all’agricoltura della Campania, Cozzolino, si sta occupando di tali problemi e sta provvedendo a trovare diverse soluzioni, anche di tipo economico. L’assessore regionale del Lazio, Valentini (stesso orientamento politico del collega campano, PD), invece sta letteralmente sottovalutando l’intero problema. Gli stessi Sindaci della zona dovrebbero “sollecitare” l’assessore Valentini ma purtroppo non vogliono adempiere ai loro compiti istituzionali di rappresentanza di tutte le realtà che compongono il loro territorio evidentemente, in particolar modo il Sindaco Tombolillo!!!La Regione si deve far carico di trovare una via economica o tecnico-sanitaria per far smaltire le eccedenze congelate e poter far ripartire l’economia dei caseifici in modo tale da far cessare questo ingiustificato ed antigiuridico ribasso del prezzo del latte alle aziende produttrici o addirittura la risoluzione unilaterale del contratto di fornitura.

mercoledì 13 agosto 2008

AVVISO DI ESPROPRIO PER I TERRENI DOVE PASSERANNO L'ELETTRODOTTO E IL GASDOTTO: LOTTIAMO PER DIFENDERE LA NOSTRA TERRA, CONTRASTIAMOLI


In questi giorni mi sono recato in Comune per prendere una copia degli atti in pubblicazione all’Albo Pretorio contenenti gli avvisi di esproprio dei terreni interessati dal progetto della centrale a turbogas che la Società Acea-Electrabel di Roma intende costruire nell’area industriale di Mazzocchio. Nella cartellina vi sono contenuti tutti i nominativi dei proprietari e le particelle catastali dei loro possedimenti che saranno attraversati dal metanodotto e dall’elettrodotto, nel percorso che va da Sezze Scalo fino alla posizione dove sarebbe prevista la futura centrale.
Leggendo la lista dei terreni, ci si rende conto che gli espropri andranno a colpire piccole e medie aziende agricole adibite alla produzione di ortaggi e all’allevamento zootecnico situate nelle contrade Gricilli, Cotarda, lungo gran parte del Fiume Ufente. In questi giorni, si è appreso dalla stampa, i destinatari degli avvisi di esproprio sono venuti in Comune per protestare energicamente e preannunciando immediati ricorsi nei confronti dell’Acea..
Non si può tollerare l’idea che, dopo anni di lavoro e sacrifici finanziari per attrezzare le proprie aziende agricole o zootecniche, produttrici di eccellenze agroalimentari, un progetto incompatibile con il nostro Agro venga a compromettere il lavoro e lo sviluppo di decine di famiglie residenti nei comuni di Sezze e Pontinia.
È giusto che il Comune non resti fermo di fronte a questo gravissimo scandalo: dobbiamo istituire immediatamente un tavolo di confronto e coordinamento fra tutti i cittadini pontiniani colpiti (presso il comune o presso un luogo adeguato della zona), al fine di informarli prontamente di ogni sviluppo del procedimento e al fine di “fare quadrato” per tutelare loro e la nostra terra. Inoltre propongo di sollevarli dalle spese legali che dovranno affrontare per ricorrere al decreto di esproprio e promuovere una class action istituendo un capitolo apposito di bilancio per sostenere l’onorario professionale di un avvocato che li difenderà tutti, come se fossero un consorzio o un sindacato, perché sono tutti accomunati dallo stesso interesse giuridico a veder tutelata la loro azienda agricola o attività commerciale.
Il tempo stringe: mancano solo 15 giorni!!
Hanno accolto la proposta: mercoledì 20 agosto alle ore 19,30 presso l'aula consiliare di Pontinia ci sarà una riunione con i cittadini soggetti ad esproprio, le associazioni e i consiglieri comunali.

martedì 12 agosto 2008

APPROVATO IL REGOLAMENTO PER L'OCCUPAZIONE TEMPORANEA DI SUOLO PUBBLICO DA PARTE DI ATTIVITA' COMMERCIALI: "DEHORS"


Allo scorso Consiglio Comunale del 07/08/2008 l'assemblea ha votato all'unanimità il Regolamento concernente la "definizione delle modalità e dei criteri relativi alla concessione per l'occupazione del suolo pubblico o ad uso pubblico, connesse ad attività di vendita in aree all'aperto (dehors) da parte di esercizi commerciali".
Considerata la mutata vita sociale della cittadinanaza, sempre più propensa a vivere la città non in casa ma nelle vie, nelle piazze e tra gli esercizi commerciali, quest'ultimi hanno visto giustamente espandere i propri confini al di fuori delle proprie mura per continuare a garantire lo stesso servizio ad una clientela accresciuta. Le aree all'aperto (dehors) sono la logica risposta a queste esigenze: la vendita di cibo, bevande, caffè, vestiario, utensili... Queste soluzioni purtroppo non sono mai state normate a Pontinia prima d'ora e quindi il loro proliferare ha causato nel tempo una situazione di "far west" sia sotto il punto di vista estetico, sia sotto quello urbanistico e sociale. Pontinia ha conosciuto in questi anni diversi tipi di dehors ognuno con forme diverse e colori diversi; i pedoni, ma soprattutto i disabili o i genitori con carrozzine, in alcune situazioni sono stati spodestati dai marciapiedi e quasi tutte queste strutture non sono mai state formalmente autorizzate, nè registrate dalle autorità competenti.
Con questo regolamento, dedicato all'occupazione di suolo pubblico, si vuole finalmente regolamentare l'arredo urbano e, al contempo, migliorare la qualità dei dehors per un loro corretto inserimento nei diversi aspetti della scena urbana. I commercianti non vengono colpiti nè tantomeno criminalizzati, ma anzi vengono aiutati a sviluppare delle strutture di eccellenza per accogliere al meglio la clientela, rispettando le leggi statali e il decoro urbano (una bella piazza o una bella via attira più clientela locale e forestiera).
Si potranno avere le seguenti tipologie di dehors: a) tavoli e sedie o strutture espositive mobili; b) tavoli e sedie su pedana o pavimentazione mobile; c) fioriere o elementi di delimitazione di tavoli e sedie o di tavoli e sedie su pedana; d) ombrelloni a copertura delle precedenti tipologie; e) tende a sbraccio a copertura delle prime tre tipologie; f) capanno a copertura delle prime tre tipologie; g) doppia falda, doppia cappottina, padiglione a coperture delle prime tre tipologie.
Al fine di consentire il transito pedonale deve essere destinato uno spazio residuo, o dall'edificio o dal margine esterno del marciapiede, di 2 metri (art. 20 comma 3 Codice della Strada); sono ammessi passaggi di 1,50 metri se sussistono particolari caratteristiche geometriche della strada, a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone non deambulanti. Lo spazio dato in concessione di occupazione dovrà essere delimitato sui lati paralleli all'asse stradale od al verso di percorrenza dei pedoni, da strutture di delimitazione quali transenne, fioriere, graticci in legno, pali e cordoni non metallici.
La concessione per l'uso di suolo pubblico è rilasciata dal Comune previa presentazione di domanda da parte del titolare dell'attività al Settore Commercio. Per le tipologie a), b) e c) il Settore Commercio è l'unico ad intervenire nel procedimento amministrativo, mentre per le restanti tipologie tale settore convocherà una conferenza dei servizi alla presenza dei rappresentanti dei Settori Comunali coinvolti (urbanistica, sanità, lavori pubblici, Polizia Municipale...). La concessione ha validità 6 mesi, rinnovabile con un semplice foglio ogni semestre. In questo frangente abbiamo normato una semplificazione burocratica in linea con il diritto dei commercianti a non vedersi sommersi di carte per svolgere la loro attività.
Il canone di occupazione di suolo pubblico (TOSAP) è immutato rispetto alle attuali tariffe vigenti.
Dal punto di vista estetico, i dehors non potranno essere più alti di 3,50 metri e più bassi di 2,40 metri. Non si possono installare in prossimità di edifici storici o di pregio architettonico, o in prossimità di monumenti. I caratteri di scrittura delle insegne dovranno preferibilmente essere "andes" o "anastasia" caratterizzanti l'architettura razionalista di fondazione della città. Si preferiscono i colori bianco e tonalità di giallo (in attesa del regolamento estetico della città).

venerdì 8 agosto 2008

LA MAGGIORANZA VOTA "NO" LA MOZIONE DA ME PRESENTATA SUL PIANO RIFIUTI E SULL'AVVIO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Al Consiglio Comunale di Pontinia, 07/08/2008,
PREMESSO CHE: La tutela dell’ambiente e della salute portano a considerare essenziale ed imprescindibile l’organizzazione di efficienti servizi di gestione integrata del ciclo dei rifiuti, come affermato dalle direttive europee n. 442 del 1975, n. 156 del 1991, n. 12 del 2006, ribadite con la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e recepite dalla Repubblica Italiana attraverso il d.lgs. 22/1997 (Decreto Ronchi), d.lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), d.lgs. 4/2008 (recante modifiche e integrazioni al Codice dell’Ambiente) e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato;
PREMESSO CHE: L’art. 182 comma 2 del Codice dell’Ambiente (d.lgs. 152/2006) afferma che: «I rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il più possibile ridotti sia in massa che in volume, potenziando la prevenzione e le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero»;
PREMESSO CHE: Il decreto Ronchi (d.lgs. 5 febbraio 1997 n. 22) obbliga gli Enti Locali a differenziare almeno il 35% dei rifiuti solidi urbani e stabilisce che la gestione dei rifiuti costituisce attività di “pubblico interesse” e deve assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e controlli efficaci; i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente;
CONSIDERATO CHE: In Provincia di Latina non esistono dei termovalorizzatori o inceneritori e che esiste solo un luogo adibito a discarica, peraltro giunto a condizioni di emergenza perché oggettivamente saturo;
CONSIDERATO CHE: Il territorio del Comune di Pontinia si estende in larghezza ed ha la fortuna di ospitare solo il paesaggio pianeggiante. Di conseguenza le attività produttive della zona sono numerose ed hanno molti motivi perché il loro esercizio possa essere potenzialmente in crescita continua. Due sono soprattutto i settori di maggior successo e sviluppo all’interno del Comune: il primario e l’industria della lavorazione del primario (lattiero-caseario e polo agroalimentare). Tutte queste fonti di ricchezza non solo vanno sostenute e valorizzate, ma soprattutto non vanno attaccate o minacciate.
Non è possibile che in un Comune dove sono presenti moltissimi prodotti locali d’eccellenza protetti e valorizzati da importanti marchi legati alla qualità ed al luogo di produzione, si debba sempre ascoltar proposte di impianti nocivi o dibattiti sull’installazione di centrali Turbogas, cementifici o inceneritori, incompatibili con queste ricchezze genuine. Piuttosto sarebbe coerente studiare l’installazione di centrali a biogas o la valorizzazione di centri di compostaggio.
Per fortuna questa è una zona che dal punto di vista produttivo funziona, seppur affrontando numerosi problemi; possiamo definirla virtuosa sotto molti aspetti; anche dal punto di vista energetico non abbiamo problemi.
Di conseguenza la produzione dei rifiuti non è poi così tanto esigua da giustificare il comportamento inerme, perpetrato nel tempo, del Comune di Pontinia di fronte a questo delicato problema. Abbiamo ancora del tempo, non troppo però, per poter studiare una raccolta differenziata efficace, efficiente ed anche economicamente vantaggiosa. Non solo la logica, ma anche la stessa legge nazionale, impone la prevenzione e reputa un impianto di incenerimento come “extrema ratio” da utilizzare solo quando risulti obiettivamente necessario o quando si arrivi a situazioni urgenti o gravissime tipo quella di Napoli e della Regione Campania, rei di non aver attuato nessun tipo di prevenzione.
L’amministrazione comunale dovrebbe infatti iniziare a parlare di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, per ogni tipologia di rifiuto (umido, carta, plastica, vetro, lattine…). Il metodo di raccolta consigliabile è quello definito «porta a porta», poiché quello effettuato attraverso “contenitori stradali” potrebbe dare adito a negligenze da parte dei cittadini meno volenterosi. Il metodo “porta a porta” invece prevede il periodico ritiro a domicilio della spazzatura. Un esempio pratico nella nostra provincia è costituito dal Comune di Monte San Biagio nel quale si effettua la raccolta porta a porta 2 volte a settimana per ogni tipo di prodotto.
Grazie a questa scelta, i rifiuti potranno essere trattati tramite processi volti a eliminare i materiali riciclabili (vetro, metalli, carta, plastica…) destinandoli alle ditte di riciclaggio, e la frazione umida (la materia organica come gli scarti alimentari, agricoli, giardinaggio…) destinata alle centrali di compostaggio. Il prodotto restante non sarà uno scarto, ma del CDR, ovvero Combustibile Derivato da Rifiuti (ecoballe per intenderci) destinato agli inceneritori, che ha come merito quello di ridurre moltissimo la quantità delle pericolose ceneri prodotte dalla combustione.
RITENUTO CHE: Anche dal punto di vista economico questa sarebbe una scelta vantaggiosa: si avrebbe infatti un abbassamento del costo totale del trattamento del ciclo dei rifiuti perché il costo di raccolta resterebbe pressoché invariato, mentre il costo di conferimento in discarica sarebbe annullato e sostituito dai vari costi di conferimento agli appositi centri di trattamento speciale: il CDR sarebbe conferito agli appositi termovalorizzatori a prezzi inferiori perché chi lo utilizza ne trarrebbe energia elettrica e calore per le case, la frazione umida sarebbe conferita agli impianti di compostaggio ed anche in questo caso a prezzi ridottissimi perché le ditte producono il compost che è per loro una fonte di guadagno, e infine per i riciclabili vi sarebbe addirittura un piccolo guadagno derivante dalle industrie che li lavorerebbero e alle quali conferiremo la carta, il vetro, la plastica, i metalli.
Oltre a dare una mano nella salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, il primo successo dell’avvio della raccolta differenziata sarebbe rappresentato dall’abbassamento del costo totale del ciclo dei rifiuti e quindi della tassa sull’immondizia cioè della TARSU: la quota che ogni cittadino o commerciante deve pagare al Comune è data dalla moltiplicazione tra la tariffa unitaria al metro quadro e i metri quadrati posseduti sotto forma di abitazione o di attività commerciale perché secondo il d.lgs. 507/1993 “i comuni applicano questa tassa sulla base del costo totale del servizio di raccolta e successivo smaltimento dei rifiuti usando come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine rifiuti di varia natura”. Se i metri quadrati, che sono una costante, restano immutati e il costo totale del ciclo dei rifiuti diminuisce drasticamente, ecco che la tariffa unitaria scende anch’essa perché è il frutto della divisione tra il costo totale e i metri quadrati totali.

IMPEGNA LA GIUNTA: Ad approvare un Piano rifiuti comunale e un progetto di raccolta differenziata;
DELIBERA: Di dare mandato al Presidente della Commissione Ambiente di convocare tale commissione entro 15 giorni da oggi per discutere ed analizzare il Piano suddetto.
Di dare mandato al Presidente del Consiglio Comunale di convocarlo, entro 30 giorni da oggi, per discutere ed approvare in via definitiva il Piano rifiuti comunale ed il progetto di raccolta differenziata.

sabato 2 agosto 2008

CENTRALE A BIOGAS A PONTINIA: PERCHE' NO?! VANTAGGI PER AGRICOLTURA, ELETTRICITA' PER FAMIGLIE E SOLDI PER LE CASSE COMUNALI


In questi giorni si sta parlando più insistentemente di una tematica, non solo che mi sta particolarmente a cuore, ma che credo possa essere una valida opportunità di sviluppo e di rilancio economico della nostra terra pontina: l’utilizzo di biomasse o biogas per la produzione di energia elettrica.
Il piano energetico, allo studio dell’assessore Migliori, è finalmente contenuto di idee che volgono alle fonti rinnovabili ed ecocompatibili; non solo il fotovoltaico, ma anche il biogas che troverebbe l’Agro Pontino come sede ideale per la sua produzione. Il nostro territorio è fitto di stalle ed aziende zootecniche di mucche, bufale e ovini, che ogni giorno producono degli scarti organici quali letame e liquami. Questi scarti inoltre rappresentano oggi un ostacolo burocratico alle aziende perché difficilmente si riescono a smaltire altrove e difficilmente si riesce ad avere l’autorizzazione per spargerli sui propri campi, comportando non solo un limite ma a volte anche una fonte di sanzioni amministrative salate.
Con una centrale a biogas si riuscirebbe a rendere più facile la vita dell’allevatore e si renderebbe lo scarto una ricchezza produttrice un ulteriore introito per le aziende agricole che così avrebbero un piccolo sostegno in più per accrescere le proprie attività economiche che oggi purtroppo sono divenute esigue.
Inoltre si avrebbe un guadagno per l’intera collettività comunale perché si potrebbe beneficiare tutti della corrente elettrica prodotta dalla centrale a biogas.
Pontinia potrebbe accogliere una grande centrale elettrica, che possa smaltire non solo i reflui e deiezioni zootecnici locali, ma anche quelli delle altre aziende pontine: questa sarebbe una fonte ulteriore di guadagno per il Comune che si troverebbe ad essere il capofila di una struttura moderna, a bassissimo impatto ambientale, fonte di ricchezza per le casse comunali ed utilissima anche per l’intero territorio limitrofe.
Le limitazioni geografiche richieste dal Sindaco le escluderei poiché una volta tanto Pontinia potrebbe essere il capofila provinciale in un settore, che non aggraverebbe in nessun modo né l’ambiente, né l’assetto del territorio.
Perché di queste belle ed utili idee non se ne parla mai né in consiglio comunale, né tantomeno in una commissione agricoltura o ambiente? Ecco che le nostre critiche che riproponiamo in ogni occasione sono attuali e non pretestuose, ma fondatissime: solo se tutti uniti, un territorio può veramente svilupparsi e progredire!

venerdì 1 agosto 2008

P.T.P.R. - LA MAGGIORANZA NON INDIVIDUA ZONE DI ECCELLENZA AGRICOLA, AMIBIENTALE O STORICO-CULTURALE. POSSIBILE PONTINIA SIA COSI' POVERA?


Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) è uno strumento di pianificazione territoriale di settore con specifica considerazione dei valori e dei beni del patrimonio paesaggistico naturale e culturale del Lazio, fondamentale e necessario oggi per ridefinire la sfera di competenza della pianificazione paesaggistica, attraverso un più ampio approccio settoriale che comprenda e disciplini l’insieme dei beni del patrimonio naturale e culturale, quale sistema identitario della Regione Lazio intesa sia come comunità che territorio.
Gli obiettivi di qualità paesaggistica riguardano: a) linee di sviluppo compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti senza diminuire; b) salvaguardia delle aree agricole; c) riqualificazioni parti compromesse o degradate; d) recupero dei valori preesistenti; e) creazione di nuovi valori paesistici coerenti ed integrati. II perseguimento dei suddetti obiettivi avviene, in coerenza con le azioni e gli investimenti di sviluppo economico e produttivo delle aree interessate attraverso: progetti mirati, misure incentivanti di sostegno per il recupero, la valorizzazione e la gestione finalizzata al mantenimento dei paesaggi ed indicazione di idonei strumenti di attuazione.
Queste aree da tutelare e valorizzare sono riportate sulle mappe attraverso il colore «verde» (interesse ambientale), «verde scuro» (alto interesse ambientale), «giallo» (interesse agricolo), «giallo scuro» (aree di eccellenza agricola), «violetto» (aree di interesse storico-culturale).
Credo che nessuno di noi ami avere dei vincoli che blocchino la nostra vita sociale e produttiva; ed in tal senso nessuno di noi ha mai avanzato proposte in tal direzione.
Ma credo però che la maggioranza avrebbe fatto bene ad ascoltare le proposte avanzate da me e dagli altri cittadini o associazioni, che erano tutte volte solamente ad esaltare il territorio e la reputazione di Pontinia. Perché questa maggioranza non lavora per Pontinia e per il suo valore paesaggistico e storico?
Ho visto le mappe che i comuni a noi limitrofi hanno inviato alla Regione come proposta di PTPR: ebbene, Sabaudia, Terracina, Sonnino, Priverno e Sezze, sembravano delle “tavolozze” piene di colori verde, giallo e violetto; mentre Pontinia era semplicemente una distesa di colore grigio. Perché tutti i comuni limitrofi hanno richiesto alla Regione di individuare aree di eccellenza agricola ed ambientale mentre Tombolillo e la sua Giunta non ne hanno individuata nemmeno una quando invece potevano sottolineare l’importanza della nostra agricoltura, zootecnia, della produzione di latte e mozzarella IGT di bufala e di ortofrutta d’eccellenza? Perché non sono stati colorati di violetto gli ex poderi ONC che testimoniano le nostre origini, i procoi e tutte le opere di fondazione? Spero che non sia propedeutica alla realizzazione di impianti nocivi o di speculazione edilizia e quindi non compatibili con zone di eccellenza…
Infine perché queste delibere sono state tolte dal sito internet del Comune? Perché si offende il principio della trasparenza che spetta in modo sacrosanto a tutti i cittadini?
La maggioranza avrebbe fatto bene ad accogliere il principio di elevare Pontinia a città di eccellenza ambientale, agricola e storico-culturale: hanno perso un’occasione importante.
Invece è stato giusto proporre delle osservazione contro dei vincoli che bloccherebbero le nostre attività agricole, artigianali o industriali.