giovedì 5 febbraio 2009

IL SENATO APPROVA IL DDL SICUREZZA, ORA PASSERA' ALLA CAMERA DEI DEPUTATI


L'Aula di Palazzo Madama ha approvato il disegno di legge Sicurezza. Il testo, che ora dovrà passare all'esame della Camera, prevede la tassa per il permesso di soggiorno da fissare in una cifra che potrà andare dagli 80 ai 200 euro.
I medici potranno denunciare alle autorità gli stranieri irregolari: è stata cancellata la norma secondo la quale il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche.
I clochard che vivono in Italia dovranno essere iscritti in un registro che verrà istituito presso il ministero dell'Interno: sarà prevista la schedatura dei senza fissa dimora da avviare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.
Gli enti locali saranno legittimati ad avvalersi della collaborazione di ronde cittadine: associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale. Ma le ronde cittadine non potranno girare armate e non potranno cooperare nello svolgimento dell'attività di presidio del territorio.

venerdì 16 gennaio 2009

NAPOLITANO, NUOVE FORZE IN POLITICA. APPELLO AI GIOVANI: PREPARATEVI A SOSTITUIRE GLI INCAPACI


(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 GEN - Giorgio Napolitano ha incoraggiato i giovani a prepararsi a sostituire i politici e gli amministratori ritenuti incapaci. Ai rappresentanti degli studenti dell'Universita' di Reggio Calabria ha detto: "Preparatevi a sostituirli. E' essenziale un rinnovamento generazionale nella politica e nell'amministrazione e questo non si decide per decreto ma attraverso un vostro sforzo, un impegno, che bisogna a tutti i costi provocare in un sistema che e' ancora molto chiuso".

giovedì 15 gennaio 2009

IL COMPARTO PROVINCIALE ZOOTECNICO BUFALINO STA ATTRAVERSANDO UNA CRISI MAI COSI' GRAVE: UNIAMOCI PER RISOLVERLA! E' LA 1° ECONOMIA DI QUESTA ZONA


Il comparto zootecnico provinciale bufalino sta attraversando un momento di gravissima difficoltà, situazione tra l’altro emersa in tutta la sua gravità durante le numerose riunioni assembleari promosse dal sottoscritto e dai comuni di Pontinia e limitrofi.
L’intero sistema bufalino della provincia di Latina conta un giro di affari che coinvolge in totale circa 15.000 persone (per Alitalia si parla di circa 18.000 dipendenti!): sono infatti circa 850 le famiglie titolari di un’azienda agricola produttrici di latte bufalino; 20 le famiglie titolari di caseifici di medie dimensioni; 4000 i lavoratori dipendenti presso le aziende e 3000 i dipendenti di caseifici. Si devono poi considerare tutte le famiglie titolari, e i lavoratori dipendenti, delle ditte che orbitano in tale sistema come produttrici di mangimi, foraggi, mais, materie prime, gasolio, gas, prodotti farmaceutici, prodotti tecnici per sale mungiture, trattori, etc… nonché i dott. veterinari.
I capi bufalini totali della zona pontina sono circa 40.000.
La vendita e la commercializzazione di animali “da vita” (animali giovanissimi e giovani per la riproduzione e l’accoppiamento e la successiva produzione di latte) è completamente bloccata, arrecando degli aggravi economici a quelle aziende che impostavano in tal modo la strategia d’impresa.
Gli allevatori hanno dovuto affrontare da un lato fortissimi incrementi dei costi produttivi (gasolio, concimi, mangimi, alimentazione, in particolare mais e fieno aumentati del 50%…) con un’incidenza media del 40%, dall’altro un mercato del latte tendente, in modo ingiustificato, al ribasso del livello dei prezzi al produttore e al rialzo del prezzo al consumatore.
Un capo bufalino “da latte” costa mediamente 4,50 € al giorno ed ha un’incidenza sul valore capitale dell’azienda di circa 4000 € l’anno (attrezzature per la mungitura, farmaci, alimentazione…). I proventi dalla vendita di bestiame sono in questo periodo pari a zero e quelli dalla vendita di latte sono ormai insufficienti per arrivare al pareggio di bilancio.
Nel miglior delle ipotesi, numerosi allevatori della nostra Provincia si sono visti recapitare al proprio domicilio, da parte dei caseifici, missive nelle quali si prospetta la volontà unilaterale e priva di qualsiasi confronto di ritirare il prodotto senza un prezzo definito oppure ad un livello di prezzo fortemente ribassato (almeno del 30-35% in meno). Questo atteggiamento è assunto da tutti i caseifici della zona, tant’è che possiamo parlare di un vero e proprio “cartello”.
Il latte è un prodotto fortemente deperibile che va necessariamente allontanato dall’azienda zootecnica quotidianamente per cui gli allevatori sono messi nelle condizioni di dovere accettare “obbligatoriamente” queste condizioni.
Considerato che, perdurando tale situazione, è prevedibile che il comparto bufalino sia avviato alla completa dismissione essendo moltissime aziende zootecniche “appesantite” finanziariamente a causa degli investimenti effettuati negli ultimi anni per fronteggiare la normativa comunitaria e un mercato sempre più esigente in termini di qualità di prodotto e di processo.
Tale dismissione provocherebbe gravi ripercussioni sull’intera economia provinciale con drammatiche conseguenze anche sotto l’aspetto sociale.
Inoltre c’è sentore che il livello di crescente tensione nel settore possa sfociare in manifestazioni scomposte con implicazione di ordine pubblico.
La bufala è un animale che per leggi biologiche tende a partorire in autunno e quindi a produrre maggior latte nel periodo invernale (periodo però di minor consumo di mozzarelle) determinando un surplus di produzione di latte e facendo scaturire la scelta, da parte dei caseifici, di congelare il latte o la pasta lavorata eccedenti per poi utilizzarla in estate, assieme al latte fresco, quando i consumi sono notevolmente superiori (turismo ed enogastronomia estiva). Negli anni passati, questa prassi normale vedeva i caseifici utilizzare il latte e la pasta lavorata, congelati precedentemente, nei mesi primaverili ed estivi e terminare queste scorte. Adesso invece nei congelatori è ancora presente questa pasta facendo presumere che: tale latte non può essere solo proveniente da questa zona (descritta nel regolamento CEE istitutivo del DOP bufalino) ma anche dall’estero, o altrimenti che siano concorsi diversi eventi esterni che hanno prodotto un calo delle vendite (prezzi troppo alti per i consumatori o eventi mediatici come la vicenda della diossina nel casertano).
Si possono avere delle soluzioni di impatto immediato come degli aiuti economici o sgravi fiscali, e delle soluzioni a medio termine come l’istituzione di controlli nazionali e locali della reale quantità di latte congelato posseduta, o delle leggi istitutive del “prezzo minimo” del costo del latte aziendale o del costo del prodotto al bancone per il consumatore. Infatti se coloro che producono mozzarella di bufala con altro latte riescono a vendere le mozzarelle a 6,00 € al Kg, coloro che sono onesti devono per forza avvicinarsi a tale prezzo creando così una spirale vorticosa a ribasso facendo crollare la qualità e favorendo la ricerca di latte non bufalino per produrre prodotti denominati però “bufalini”. Si potrebbe altrimenti creare un meccanismo di “proporzionalità bloccata” tra il prezzo del latte aziendale e quello dei prodotti al bancone (tanto aumenta uno, tanto aumenta l’altro e viceversa).
Queste scelte spettano soprattutto per legge alle Regioni: l’assessore all’agricoltura della Campania, Cozzolino, si è occupato di tali problemi e sta provvedendo a trovare diverse soluzioni, anche di tipo economico, ma il problema sembra risiedere proprio nella provenienza del latte: l’assessore infatti ha incontrato i produttori e ha offerto loro di “comprare”, a spese della Regione Campania, prodotti lavorati (mozzarelle o formaggi) per poter smaltire le eccedenze, a patto che il latte fosse tutto italiano, anzi fosse tutto pontino o campano (uniche zone d’Italia di provenienza del latte di bufala). La trattativa sembra si sia arenata perché la condizione non fosse rispettabile…
L’assessore regionale del Lazio, Daniela Valentini (stesso orientamento politico del collega campano, PD), invece sta letteralmente sottovalutando l’intero problema. Gli stessi Sindaci della zona dovrebbero “sollecitare” l’assessore Valentini ma purtroppo non vogliono adempiere ai loro compiti istituzionali di rappresentanza di tutte le realtà che compongono il loro territorio evidentemente, in particolar modo il Sindaco Tombolillo! L’assessore locale all’agricoltura sarebbe Bilotta, ma finora in 2 anni e mezzo non ha mai affrontato nessun tema agricolo! La Regione si deve far carico di trovare una via economica o tecnico-sanitaria per far smaltire le eccedenze congelate, stanare gli speculatori e poter far ripartire l’economia dell’intero settore bufalino (aziende produttrici – caseifici), legata alla lavorazione giornaliera del latte fresco di giornata, in modo tale da far cessare questo ingiustificato ed antigiuridico ribasso del prezzo del latte alle aziende produttrici o addirittura la risoluzione unilaterale del contratto di fornitura, poiché il nostro latte è sano e i nostri capi bufalini non hanno mai accusato alcuna patologia. Inoltre in questa Regione il latte è tutto di derivazione locale e quindi si incontrerebbero minori problemi per riproporre la medesima soluzione prospettata dall’assessore campano Cozzolino.
Se riusciamo a dirottare parte dei 129 milioni d'euro che il Ministro Zaia ha ricevuto dall'Unione Europea per far fronte alle crisi agroalimentari, potremmo utilizzarli per far smaltire il latte o la pasta congelati per poi farli lavorare e destinarli agli indigenti o alle mense ospedaliere o militari o istituzionali (il semilavorato congelato è assolutamente genuino). Questa prassi, il Ministro, l'ha applicata per il Parmigiano Regiano e il Grana Padano il 15 ottobre 2008: ha acquistato 120000 forme di parmigiano pari a 50 milioni d'euro per far ripartire la macchina di lavorazione del latte fresco. L'importante è far ripartire il ciclo giornaliero della lavorazione del latte fresco per far ripartire le vendite e il valore del latte per le aziende agricole bufaline.
È chiaro che in tutto ciò si deve far particolare attenzione ad eventuali speculazioni da parte dei caseifici: al banco le mozzarelle vengono vendute come sempre, cioè come quando il litro di latte veniva pagato circa 1,10 euro al litro; oggi che lo pagano 0,85 – 0,95 euro al litro perché la mozzarella è sempre allo stesso prezzo al Kg? Intanto dell’intera faccenda, oltre che ad essere avvisati e documentati i vari politici di ogni livello, sarà informata l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (antitrust) perché “fare cartello” viola le direttive europee e la legge 287/1990, la Procura della Repubblica di Latina per ravvisare se questo comportamento realizzi una figura di reato, la Questura di Latina per incentivare un’azione di controlli a tappeto presso i caseifici per smascherare gli eventuali “furbetti” e per allertare le forze dell’ordine perché molti agricoltori ormai si sentono spacciati e non hanno più nulla da perdere ed infine la Prefettura affinché faccia ciò che i Sindaci locali e gli onorevoli di zona non hanno saputo fare finora: creare uno stato di crisi e invocare l’aiuto del Governo Nazionale.

sabato 20 dicembre 2008

SANTO NATALE 2008 - GIUNTA TOMBOLILLO AL GIRO DI BOA: FACCIAMO UN BILANCIO DI QUESTI 2,5 ANNI


È tempo di bilanci e di pagelle per gli amministratori e gli eventi che hanno caratterizzato Pontinia nell’occasione delle Festività natalizie e dell’arrivo dell’anno nuovo, nonché della metà legislatura (siamo al giro di boa per la Giunta Tombolillo).
Innanzitutto partirei dal sottolineare la nascita e la crescita del movimento giovanile di Alleanza Nazionale arrivato a quasi 100 iscritti. Abbiamo organizzato un incontro con un ingegnere dell’Enel per presentare i progetti di energia fotovoltaica e di pannelli per il solare-termico; abbiamo fatto una raccolta di firme per il canile e a favore di una verifica della spesa di 120.000 euro l’anno per contrastare il randagismo che invece è diffuso e presente qui a Pontinia. Il gruppo, o meglio, la Comunità locale, che ho fondato, sta lottando da sempre per tutelare la vocazione agroalimentare di questo territorio e non certo quella industriale rappresentata da Turbogas e impianti simili. Oggi vedo realizzarsi sempre più il sogno di vedere i miei coetanei partecipare attivamente alla vita politica della città: il movimento si accresce sempre più ed oggi si è dato un nuovo presidente: si tratta di Marzia Abruzzese eletta per acclamazione.
Dall’Amministrazione comunale invece arrivano sempre gli stessi segnali e messaggi: spaccature interne alla Giunta e decisioni che tardano ad arrivare. Il vero problema di questa maggioranza è proprio che non decide: su molte tematiche importanti, come i servizi sociali, il centro anziani commissariato, la protezione civile commissariata, la raccolta differenziata, l’abbassamento delle imposte comunali, il piano del traffico cittadino, il piano del commercio comunale, la Giunta ha scelto di non scegliere! La raccolta differenziata, che porterebbe soldi nelle casse del Comune, e sarebbe al contempo un’azione a favore dell’ambiente di Pontinia, invece non è nemmeno presa in considerazione; anzi è motivo di umiliazione e spodestamento dell’assessore Battisti che più volte ci ha provato a dare un segnale di inizio. Questo è un chiaro messaggio di una politica “strana” a dir poco inspiegabile ed ingiustificabile. Ci dispiace continuare ad assistere a scene come quella del compleanno di Pontinia, nella quale il Vicesindaco parlava ai ragazzi in favore di opere come la turbogas e l’inceneritore nella nostra zona, mentre l’intero consiglio comunale ha votato la propria contrarietà al progetto turbogas.
Inoltre c’è sempre da mantenere alta la guardia sul progetto presentato dalla telecom di installazione di ben 6 antenne per rete UMTS in centro cittadino e che la maggioranza ha approvato. Noi non vogliamo quei soldi in cambio di inquinamento elettromagnetico. Vogliamo piuttosto un piano delle antenne logico e razionale che porti il Comune a compiere scelte ponderate e studiate a priori.
Da parte di Alleanza Nazionale, non posso far altro che dichiararmi soddisfatto del lavoro svolto finora da me e dal mio collega di Gruppo Roberto Di Trapano per le azioni e le proposte che siamo riusciti a far accogliere dalla maggioranza. Finora ci stiamo impegnando affinché i cittadini siano i primi ad essere interessati dalle scelte dell’amministrazione; gli interessi collettivi crediamo che debbano essere i primi ad essere accolti e soddisfatti. Lo abbiamo dimostrato votando, talvolta, assieme alla maggioranza delle deliberazioni che facevano gli interessi della collettività e non di pochi. La nostra azione si è mossa e continuerà a viaggiare su 6 direttrici fondamentali:
- agricoltura: abbiamo ottenuto che nel progetto del centro commerciale sia inserita un’area di ben 1200 mq per la vendita diretta dei nostri prodotti tipici locali favorendo un prezzo equo per l’agricoltore e per il consumatore e la freschezza del prodotto; inoltre è nostra premura presentare un progetto per creare uno sportello dell’agricoltore per favorirlo nella sua attività agricola e burocratica e per recepire al meglio tutti i finanziamenti disponibili dall’UE e dalla Regione;
- sicurezza: siamo soddisfatti delle prossime realizzazioni della rotatoria di quartaccio e della migliara 47 all’incrocio con il Tavolato, approvate dalla Giunta Provinciale e sostenute dall’assessore provinciale ai lavori pubblici di A.N. Salvatore De Monaco; inoltre chiederemo che sia potenziato il corpo di Polizia Municipale per aumentare il prezioso lavoro che svolgono giornalmente e per affiancare il lavoro delle forze di polizia locali; infine chiediamo che si giunga alla conclusione della vicenda commissariamento della protezione civile affinchè democraticamente si giunga all’elezione di un direttivo e di un presidente, perché è troppo importante il lavoro quotidianamente questa organizzazione di volontari svolge per i cittadini;
- sviluppo della città: siamo soddisfatti di aver votato favorevolmente l’intento di realizzare un centro commerciale nell’area dove oggi c’è il rudere della ex Mira Lanza poiché saranno creati nuovi posti di lavoro e quindi stipendi per i giovani e i disoccupati della nostra comunità che vivranno maggiormente Pontinia e non dovranno recarsi sempre fuori, e perché la nostra agricoltura, che rappresenta la prima fonte di ricchezza locale, potrà avere un luogo dove vendere i propri prodotti a prezzi più equi. Seguiremo, inoltre, molto da vicino la situazione del terreno ex Hilme, perché il Comune la acquisisca e la destini a case popolari in centro per le famiglie più bisognose;
- politiche giovanili: appena sarà approvato il disegno di legge del Ministro Giorgia Meloni sull’istituzione delle “comunità giovanili” chiederemo al Comune di predisporre un locale pubblico e un progetto per recepire i fondi economici già stanziati in finanziaria al fine di aggregare i ragazzi in luoghi dove si fanno attività culturali, informatiche, musicali e ludiche al fine di creare al meglio i “cittadini del domani”;
- politiche sociali: chiediamo al comune di porre fine al commissariamento del centro sociale anziani e di condurli democraticamente alle elezioni del nuovo direttivo perché crediamo fortemente nello sviluppo di una situazione sociale e culturale agiata dell’anziano; inoltre chiediamo che siano rivolti più fondi per le politiche rivolte ai diversamente abili ed ai disabili, favorendo magari il preziosissimo lavoro svolto da associazioni private quali “La Rete” che ogni giorno si dedica alla condizione psichica e sportiva del disabile.
- tutela del territorio: dopo esser riusciti a dirottare le scelte della maggioranza verso il NO alla turbogas, chiedendo un apposito consiglio comunale, ora vogliamo che il nostro territorio sia sempre più valorizzato e protetto perché le aziende agricole, le imprese artigianali, i caseifici, i vivai, devono essere la vera attrattiva della nostra terra immersa tra il mare e la collina.
Certamente non mi crogiolerò, ma continuerò a garantire l’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini, perché quello fatto finora deve rappresentare solo le radici della mia missione da consigliere comunale.
Prometto che continuerò nella lotta in favore dell’abbassamento delle tasse comunali, da qualcuno promesso ma da nessuno ancora operato.
Rivolgendo a tutti i concittadini un augurio di un dolce Natale con le proprie Famiglie ringrazio tutti gli operatori pubblici che ogni giorno si adoperano affinché Pontinia sia un po’ migliore di come l’abbiamo trovata. Ringrazio tutti i cittadini che mi sostengono e mi danno forza, i dipendenti comunali e della TRASCO, gli operatori della Protezione Civile e tutte le Forze dell’Ordine e i Vigili Urbani, il Parroco e gli educatori dell’Azione Cattolica e degli Scout e i giornalisti che ci danno voce e ci fanno “entrare” nelle case delle persone attraverso la carta stampata.

mercoledì 10 dicembre 2008

AZIONE GIOVANI SCENDE IN PIAZZA INDIPENDENZA DOMENICA 14 DICEMBRE ORE 10,00 PER TUTELARE PONTINIA E L'AGRO PONTINO, CONTRO LA TURBOGAS


Azione Giovani Pontinia (movimento giovanile di Alleanza Nazionale presieduto dal Consigliere Comunale Paolo Torelli) vi ricorda che, oltre ad inquinare e a produrre tonnellate di polveri sottili, calore atmosferico e vapore acqueo, il progetto della centrale elettrica Turbogas prevedrà: 1) il consumo di circa 200.000 metri cubi di acqua all’anno prelevati dai nostri acquedotti e dalle nostre falde acquifere aggravando lo stato idrogeologico del nostro territorio;
2) la turbogas procurerà danni all’agricoltura e alla zootecnia; le polveri fini ed ultra fini provocano una diminuzione della visibilità atmosferica e della luminosità assorbendo o riflettendo la luce solare; le polveri sospese provocano la formazione di nebbie e nuvole, favorendo il verificarsi dei fenomeni delle piogge acide; le polveri depositandosi sulle foglie formano una patina opaca, che ostacola il processo della fotosintesi clorofilliana, quindi con gravi conseguenze per le colture tipiche locali e biologiche;
3) sarà danneggiato il nostro territorio a vocazione agro-alimentare; non potranno più esistere colture biologiche o prodotti ortofrutticoli tipici insigniti di marchi di qualità italiani o europei come il DOC, DOP, IGT; gli allevamenti di bestiame da macello o da latte vedranno diminuire il loro pregio; il nostro latte e i prodotti caseari saranno deprezzati; gli olivi e i vigneti non saranno più considerati come eccellenze;
4) la turbogas svaluterà il valore delle nostre case e dei nostri terreni;
5) la corrente prodotta sarà immessa nella rete nazionale e non sarà donata alle nostre famiglie che continueranno a pagare la solita bolletta energetica;
6) la Regione Lazio è in surplus di produzione energetica e quindi non si vede il perché si debba aggravare ulteriormente questa zona dalla presenza di centrali che non produrranno energia per questa Regione ma bensì per altre;
7) le leggi di compensazione ambientale, che prevedono la produzione dello stesso quantitativo di energia prodotta dalla turbogas attraverso centrali alimentate da fonti pulite e rinnovabili (es. solare ed eolico), saranno attuate in Calabria e Campania e non nel Lazio;
8) i cittadini ed i Comuni non riceveranno alcun soldo, poiché la Legge Marzano vieta i ristori economici o qualsiasi altra compensazione monetaria; né le famiglie riceveranno tagli al prezzo della bolletta;
9) non saranno creati posti di lavoro; al massimo troveranno occupazione 7 o 8 ingegneri altamente specializzati.
Considerate tutte queste negatività, occorre poi aggiungere una considerazione importantissima di tipo urbanistico: finora la Regione ha vietato la realizzazione di ogni struttura, agricola o artigianale, e di ogni opera accessoria alle case già esistenti, nella zona compresa dai Gricilli fino a Cotarda, denominandola “zona rossa” per motivi di cedimento strutturale, carsismo, smottamento: come mai ora si potrebbero realizzare dei pali alti 50 metri per l’elettrodotto ed interrare tubi immensi per trasportare gas? Non sprofonderebbero? Come si può ipotizzare la realizzazione di due linee parallele di elettrodotto e gasdotto lunghe 8,5 Km che taglierebbero molte aziende agricole in due parti e graverebbero di esproprio molte case rurali? Si è forse deciso di uccidere questa zona?

domenica 7 dicembre 2008

CENTRO COMMERCIALE: SONO PIU' LE POSITIVITA' CHE LE NEGATIVITA'. VI SPIEGO IL PERCHE': RAGIONIAMO INSIEME.

In questi giorni si sta dibattendo in Comune l'opportunità della realizzazione di un centro commerciale sull'Appia all'interno dell'ex sito della Miralanza. Il progetto lo ha presentato la società "Nuova edilizia" di Mirano (VE).
Nell'area dove oggi è visibile l'ex stabilimento della Miralanza, secondo l'art. 25 delle N.T.A. (Norme Tecniche di Attuazione) del P.R.G. di Pontinia, possono essere realizzate strutture per "servizi privati di uso pubblico" quali ostelli, autoparchi, impianti sportivi, attrezzature commerciali di medie e grandi strutture, attrezzature per il ristoro. Quindi non si dovrà effettuare nessuna variante urbanistica per poter realizzare il centro commerciale.
Subito occorre considerare che l'area dove oggi è ben visibile il rudere della ex fabbrica è stato bonificato e messo in sicurezza da un punto di vista ecologico, con la rimozione e lo smaltimento di eternit e sostanze tossiche e saponi, e da un punto di vista strutturale.
Inoltre il rudere scomparirà e l'intera area sarà riqualificata grazie alla costruzione del centro commerciale che sarà realizzato rispettando i canoni architettonici dell'arte razionalista tipica della fondazione di Pontinia e la riqualificazione del verde con la piantumazione di molti nuovi alberi.
Chiunque volesse realizzare il centro commerciale, dovrà rispettare le seguenti garanzie invalicabili, approvate dal Consiglio Comunale del 05/12/2008:
1) all'interno del centro commerciale sarà destinata un'area di ben 1200 mq per la vendita dei nostri prodotti tipici per realizzare la cosiddetta filiera corta agroalimentare o il “kilometro zero” tra produttore locale e consumatore;
2) la società destinerà al Comune 7,00 euro per ogni metro cubo realizzato, sottoforma di opere o interventi pubblici; restano fermi gli ulteriori obblighi relativi ai versamenti sul contributo sul costo di costruzione e sugli oneri di urbanizzazione, come per legge dovuti; inoltre il centro pagherà ogni anno circa 300,000 euro di ICI commerciale alle casse comunali da spendere per i cittadini e per la città;
3) saranno creati, solo nell'ipermercato, circa 380 posti di lavoro per ragazzi, ragazze, uomini e donne inoccupati o disoccupati; attraverso apposito protocollo d'intesa saranno assunti cittadini di Pontinia, nei limiti stabiliti dalla legge;
4) il prezzo per i commercianti di Pontinia sarà ribassato del 10% per l'acquisto o l'affitto dei locali per una quota pari almeno al 15% dei locali totali del centro.
Riflettendo un po’ sull'eventualità della realizzazione del centro commerciale e sulle offerte presentate credo che, tirando le somme, questo centro rappresenti più un’opportunità che una minaccia. Sicuramente creerà dei problemi al commercio locale e del centro cittadino, ma lavorando tutti insieme possiamo trovare i giusti strumenti per attenuare al massimo le ripercussioni del centro commerciale sui commercianti pontiniani che non intendono acquisire uno spazio al suo interno. Ad esempio, e questa è la mia proposta, si potrebbero utilizzare i proventi dell'imposta ICI per attuare degli sgravi fiscali in favore dei commercianti del centro cittadino; attraverso i 7,00 euro per ogni metro cubo di realizzazione, invece, si potranno creare delle attrattive, degli abbellimenti alle vie centrali e una sorta di "centro commerciale all'aperto" per attenuare gli eventuali effetti negativi del centro commerciale.
Mantenendo costante l’attenzione verso i commercianti del centro cittadino, occorre valutare però le numerose positività che rappresenta questa nuova struttura:
a) durante la realizzazione saranno coinvolte molte ditte di Pontinia nei lavori e saranno poi creati altri posti di lavoro come i commessi all’interno dei singoli negozi, bar, pub, ristoranti, i guardiani, i giardinieri e le ditte di pulizia;
b) si potranno creare degli indotti anche di tipo turistico con il mausoleo di Clesippo di epoca romana, le costruzioni dell'era della bonifica, la visita di Pontinia quale esempio vivente di arte razionalista, il museo di Piana delle Orme a pochi kilometri, i giardini di Ninfa, l’Abbazia di Fossanova, il Parco Nazionale del Circeo, le cittadine medievali dei Monti Lepini e l'indotto alberghiero per quei tour che trascorreranno delle notti da noi;
c) vorrei sottolineare l’importantissima opportunità che viene offerta agli agricoltori di Pontinia di vendere i loro prodotti tipici locali, la quale rappresenta una vera e propria boccata di ossigeno per l’intero territorio a forte vocazione agroalimentare e per un settore che troppo sta soffrendo ingiustamente perché il lavoro è costante e serio, ma gli introiti inspiegabilmente calano. Inoltre da un lato l’agricoltura trarrà un beneficio, dall’altro le famiglie potranno acquistare un prodotto fresco e certificato dalla conoscibilità dell’identità del produttore e a prezzi sicuramente ribassati in confronto a quelli attualmente praticati nelle alimentari (se oggi il produttore vende 1 Kg di carote a 20 centesimi d'euro alla grande distribuzione e il consumatore lo acquista a 2 euro al dettaglio, nel centro agroalimentare il prezzo di vendita diretta sarà di 80 centesimi).
I ragazzi di Pontinia finalmente potranno trascorrere delle serate nel proprio territorio comunale; anzi vedremo anche arrivare sicuramente altri giovani dai comuni vicini. Se la sera i locali di intrattenimento resteranno aperti si riuscirà a mantenere i risparmi dei giovani qui a Pontinia e inoltre saranno ridotti i kilometri di guida, poichè non si recheranno più per forza a Latina, Sabaudia o Terracina per trovare un pò di svago o divertimento.
Attualmente credo che il compito di un amministratore comunale sia quello di perseguire il vantaggio per la maggior parte della comunità locale e con la realizzazione del centro è sicuramente perseguita. Noi potremmo essere come Ponzio Pilato e scaricare ogni decisione in capo al Sindaco ed alla maggioranza poiché siamo all’opposizione, invece vogliamo offrire tutto il nostro contributo e la nostra vigilanza affinché questa diventi sempre più un’opportunità invece che una minaccia o una semplice speculazione. Certamente non saremo passivi nei confronti della società realizzatrice del centro, ma chiederemo che le garanzie offerte siano rispettate e possibilmente aumentate a vantaggio dei cittadini di Pontinia, e soprattutto delle zone limitrofi al costituendo centro, in termini economici ed occupazionali, altrimenti saremo contrari ad una conquista da parte di estranei del nostro territorio.
Inoltre vigileremo affinchè sia affrontato nel migliore dei modi il tema della viabilità, di concerto con l'ANAS (organo competente per le stade statali come l'Appia).
Per fare un paragone: la turbogas arreca solo danni in cambio di nessuna utilità; il centro commerciale, con le dovute attenzioni, invece rappresenta quasi l’esatto opposto: crea nuovi posti di lavoro e quindi nuovi stipendi che saranno spesi nella nostra zona e quindi sarà arricchito il nostro circuito commerciale locale!

mercoledì 12 novembre 2008

ONORE AI CADUTI DI NASSIRIYA, ALLA PATRIA ITALIA


Nel mese di marzo 2003 inizia l'operazione "Iraqi Freedom" (OIF), o seconda guerra del golfo, da parte di una coalizione composta principalmente degli eserciti britannico e statunitense e da altri Stati. Il 1 maggio 2003 la guerra è ufficialmente finita, anche se di fatto gli eserciti stranieri non hanno mai avuto il controllo pieno del territorio, subendo enormi perdite dovute ad attacchi ricorrenti. La risoluzione ONU n.1483 del 22 maggio 2003 approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite invita tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dell'Iraq, favorendo la sicurezza del popolo iracheno e lo sviluppo della nazione. L'Italia partecipa attraverso la missione "Antica Babilonia" fornendo forze armate dislocate nel sud del Paese, con base principale a Nassiriya, sotto la guida inglese. La missione italiana è iniziata il 15 luglio 2003 ed è un operazione militare con finalità di peacekeeping (mantenimento della pace), che ha i seguenti obbiettivi: ricostruzione del "comparto sicurezza" iracheno attraverso l'assistenza per l'addestramento e l'equipaggiamento delle forze, a livello centrale e locale, sia nel contesto della NATO sia sul piano bilaterale; creazione e mantenimento della necessaria cornice di sicurezza; concorso al ripristino di infrastrutture pubbliche ed alla riattivazione dei servizi essenziali; rilevazioni radiologiche, biologiche e chimiche; concorso all'ordine pubblico; polizia militare; concorso alla gestione aeroportuale; concorso alle attività di bonifica, con l'impiego anche della componente cinofila; controllo del territorio e contrasto alla criminalità. La missione termina il 1 dicembre 2006.Il 12 novembre 2003 avviene il primo grave attentato di Nassiriya. Alle ore 10:40 ora locale, le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base militare italiana, provocando l'esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra militari e civili. Il tentativo di Andrea Filippa, di guardia all'ingresso della base "Maestrale", di fermare, con il mitragliatore pesante in dotazione, i due kamikaze che erano alla guida del camion risulta vano, anzi, gli attentatori risposero al fuoco con i kalashnikov. I primi soccorsi furono prestati dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare un documentario sui soldati italiani in missione. L'attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono: a) i carabinieri: Sottotenente Giovanni Cavallaio; Sottotenente Enzo Fregasi; Sottotenente Filippo Merlino; Sottotenente Alfonso Trincone; Maresciallo aiutante Massimiliano Bruno; Maresciallo aiutante Alfio Ragazzi; Maresciallo capo Daniele Ghigne; Brigadiere Giuseppe Coletta; Brigadiere Ivan Ghitti; Vice brigadiere Domenico Intravaia; Appuntato Horatio Majorana; Appuntato Andrea Filippa; b) i militari dell'esercito: Capitano Massimo Ficuciello; Maresciallo capo Silvio Olla; Caporal maggiore capo scelto Emanuele Ferraro; Primo caporal maggiore Alessandro Carrisi; Caporal maggiore Pietro Petrucci; c) i civili: Dottor Stefano Rolla (regista); Signor Marco Beci (cooperatore internazionale).Inoltre provoca circa 140 feriti.

OGGI COME IERI RICORDO GLI EROI DELLA PATRIA: GRAZIE RAGAZZI!!!

venerdì 7 novembre 2008

CAL: PAOLO TORELLI UNICO CANDIDATO DELLA PROVINCIA PER LA LISTA "IL POPOLO NEGLI ENTI LOCALI" FASCIA DEMOGRAFICA 5000-15000 ABITANTI


Il Consiglio delle Autonomie Locali, la “seconda Camera” della Regione Lazio, sarà il luogo istituzionale dove siederanno, fianco a fianco, il Sindaco di Roma e i cinque Presidenti delle province laziali, insieme ai sindaci dei capoluoghi e agli amministratori dei comuni laziali, siano essi città o piccoli centri montani. Obiettivo di questa istituzione, prevista dallo Statuto della Regione Lazio e disciplinata dalla L.R. 1/2007, è realizzare una cerniera tra i diversi livelli di governo locale, per porre fine ad un centralismo regionale che, troppo spesso, non ha consentito di ben interpretare le esigenze e le potenzialità dei territori e garantire l’effettiva partecipazione degli enti locali all’attività della Regione.
Siamo gli unici in Italia a far votare, per l’elezione di 17 rappresentanti dei Comuni, l’intero corpo elettorale costituito dai consiglieri di tutte le comunità del Lazio. Saranno circa 6000 gli amministratori comunali che avranno diritto al voto.
Il prossimo 11 novembre si voterà per l’elezione dei 17 componenti elettivi del Consiglio delle Autonomie Locali, da parte dei Consigli comunali del Lazio, non capoluoghi di provincia, sulla base di liste ripartite per classi demografiche. A tal fine, il Presidente del Consiglio comunale provvederà a convocare un consiglio comunale per l’11 novembre, avente per ordine del giorno l’elezione dei componenti del Consiglio delle Autonomie Locali. Gli aventi diritto al voto sono il Sindaco ed i consiglieri comunali.
Ciascun elettore esprime il proprio voto apponendo un segno corrispondente alla lista prescelta, inoltre possono essere espresse fino a 2 (due) preferenze nelle apposite righe a fianco della lista di appartenenza.
Nel caso di mancato svolgimento delle elezioni presso il Comune d’appartenenza, i Sindaci ed i consiglieri elettori potranno esercitare il loro diritto di voto dalle ore 15 alle ore 18 del giorno 12 novembre presso le sedi del Genio Civile di Latina in Piazza del Popolo n. 5.
Sono l’unico amministratore della nostra provincia presente nella lista denominata “il Popolo negli enti locali”: TORELLI PAOLO, per la classe demografica comuni tra i 5.000 e 15.000 abitanti.

martedì 4 novembre 2008

ROGO HILME: MASSIMA ATTENZIONE ALLE POSSIBILI SPECULAZIONI. SIA DESTINATA A SCOPI SOCIALI: COMUNITA' GIOVANILI E CASE POPOLARI

In merito all’incendio dello stabilimento ormai inattivo della Hilme di Pontinia, la fabbrica di componenti elettronici fallita nel maggio 2006, occorre fare chiarezza e dedicare molta attenzione. La struttura di viale Italia, finita in macerie, a causa di un violento rogo, dovrà essere messa all’asta il prossimo 11 dicembre dal tribunale fallimentare. Pesanti i danni recati al reparto di foratura meccanica della vecchia fabbrica, lì dove nascevano gli elettrodomestici e computer prodotti fin dal 1956 dalla Circe, divenuta poi Ducati, quindi Zanussi e infine Hilme. L’intrusione di estranei all’interno del complesso industriale di viale Italia non è cosa nuova: risultano infatti frequenti le denunce di furto presentate dagli ex proprietari del sito, protetto da recinzioni ormai avulse.
Le prime indagini confermano la natura dolosa dell’incendio che nella notte tra sabato e domenica ha distrutto parte dello stabilimento della ex Hilme. Ma, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri di Pontinia e dai vigili del fuoco, non sarebbero professionisti gli autori del rogo che ha mandato in fumo il reparto meccanico dell’azienda produttrice di componenti elettronici fallita nel 2006. La mano dolosa all’origine delle fiamme sarebbe quindi quella dei vandali che già in passato si erano introdotti nella struttura per compiere furti o danneggiamenti.
Restano tuttavia i dubbi legati all’assenza di precedenti atti incendiari di grande portata a cui collegare l’episodio che domenica mattina ha colto di sorpresa tutta Pontinia.
Chiedo all’amministrazione di prestare la massima attenzione e vigilanza sull’accaduto poiché l’elemento che desta più di una perplessità è la prossima convocazione dell’asta fallimentare del sito della Hilme dell’11 dicembre: in attesa che i carabinieri e la magistratura emettano un verdetto definitivo sulla natura dell’episodio e sugli eventuali responsabili, chiedo al Sindaco di convocare il Consiglio Comunale per evitare che si adombrino possibili speculazioni sul sito della Hilme e per discutere la futura destinazione urbanistica dell’area.
Già al precedente Consiglio Comunale io, Di Trapano e Belli abbiamo espresso timori circa la possibilità di tramutare l’indirizzo della zona in “edificabile”. Io propongo di dare un segnale forte a chiunque abbia solo pensato di poter approfittare dei giovamenti economici di questo rogo: dobbiamo approvare una variante urbanistica per destinare quella zona a scopi sociali, magari destinandola alla creazione di un zona residenziale popolare (PEEP zona 167), che in consiglio mi è stato risposto alla mia interrogazione che si può fare, con al pian terreno un locale da destinare alla creazione di una “comunità giovanile” attraverso i finanziamenti del Ministero della gioventù, contenuti nel decreto del nuovo Ministro On. Giorgia Meloni presentato in C.d.M.

4 NOVEMBRE: FESTA DELLE FORZE ARMATE E FESTA DEL POPOLO ITALIANO

Il 4 Novembre è una data storica per l'Italia. Novant'anni orsono, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'UNITA' D'ITALIA. Un cammino lungo, durato settant'anni, dalla Prima Guerra d'Indipendenza in avanti. Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popolazione di tutte le regioni d'Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un'unica Bandiera le sorti della penisola.