martedì 22 dicembre 2009

CAL LAZIO: SINISTRA ALLO SBANDO, NON PASSA IL BILANCIO DI PREVISIONE E LA LEGGE FINANZIARIA


Ieri ci siamo riuniti al CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) della Regione Lazio. Al primo punto dell'o.d.g. abbiamo convalidato gli atti della precedente seduta nella quale sono stati composti gli organi istituzionali interni all'ente regionale (la delegazione trattante con la Giunta Regionale e i membri della Commissione sul Patto di Stabilità interna nella quale sono stato eletto io) ed è stato espresso parere sul riordino dei servizi sociali e del terzo settore all'interno degli enti locali che compongono la Regione.
Ieri invece abbiamo affrontato un argomento fondamentale, forse il più importante: il bilancio di previsione e la legge finanziaria della Regione Lazio.
Occorre premettere un dato di fondo, necessario per comprendere lo svolgimento della seduta: il CAL è espressione degli Enti Locali che fanno parte della Regione (Comuni, Comunità Montane o di Arcipelago, Province) e quindi in questa sede noi siamo chiamati a rappresentare le esigenze e le istanze dei nostri popoli e delle nostre comunità locali prima di tutto. Certamente poi c'è un dato oggettivo che ci chiama a mostrare responsabilità e coerenza istituzionale, ovvero il saper parlare delle politiche regionali a 360°.
Ma quando si parla di Bilancio di previsione, come si fa a non analizzare soprattutto le voci rivolte allo stesso CAL e agli Enti Locali o alle attività svolte da quest'ultimi? Possiamo comprendere che questo è un periodo particolare, a causa delle vicende personali ed istituzionali dell'ex Presidente Marrazzo. Purtroppo, a causa delle sue "scappatelle" e di alcuni buchi normativi presenti nello Statuto Regionale, oggi ci troviamo ad avere un Vice Presidente che non è un "facente funzioni" e ci ritroviamo un Consiglio Regionale sciolto e una Giunta legata a gestire solo l'ordinaria amministrazione (qundi scelte tecniche e non di progettualità politica).
Ma i furbetti della Giunta Regionale (di sinistra) hanno comunque distribuito i soldi in modo politico: e quindi assistiamo a un fondo di soli 120.000 euro per il CAL (che invece è organo previsto dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto Regionale per favorire la vicinanza delle comunità locali alla Regione) e pochissime voci a favore di Province e Comuni. Il tutto nutrito da molte nuove voci milionarie a favore di Fondazioni o Associazioni "amiche" o addirittura per progetti sociali al solo scopo di mantener caldo l'elettorato in vista delle elezioni regionali di marzo 2010.
Ma questa volta qualcosa è andato storto: la maggioranza del CAL, attraverso i vari interventi personali, dimostrava un malumore trasversale verso questo comportamento inaccettabile da parte della Giunta Regionale. Ad aprire gli interventi sono stato io, come capogruppo rappresentante dei colleghi del Popolo Della Libertà, e a chiudere è stato quello del capogruppo dell'UDC che ha ribadito sostanzialmente i miei stessi concetti. Questa volta anche Rifondazione Comunista si è schierata con noi...
Ebbene, sul finire, i consiglieri del PD ed i presidenti delle associazioni rappresentanti degli enti locali che dovrebbero essere laici, ma che laici non sono (tranne il presidente ANCI che è rimasto e si è astenuto) hanno abbandonato l'aula in modo che fosse abbattuto il numero legale o quorum istituzionale e così non si votasse NO a questo bilancio sciagurato. Ma il risultato politico è il medesimo! Questa sinistra è al capolinea e ormai naviga a vista aspettando di capitolare a marzo alle elezioni regionali che vedranno la destra ritornare a guidare la nostra amata regione Lazio.

sabato 5 dicembre 2009

VOTATO IN CONSIGLIO IL NUOVO STATUTO COMUNALE: CARTA FONDAMENTALE DELL'ENTE

Lunedì sera il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità il nuovo Statuto comunale (eravamo 16 presenti; ccorre una maggioranza qualificata dei 2/3 degli eletti per far si che valga l'approvazione e quindi bastavano 15 voti).
Lo Statuto ora dovrà esser pubblicato per 30 giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (B.U.R.L.), dopodichè sarà trasmesso al Ministero dell'Interno per la trascrizione nell'elenco degli Statuti comunali d'Italia e quindi sarà efficace.
L'art. 6 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000) afferma che: "lo statuto stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze e le attribuzioni degli organi dei vari enti o aziende comunali, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente. Stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone. Possono stabilirsi norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra i cittadini, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune".
Lo Statuto di un Comune ha un valore speciale, sia da un punto di vista giuridico, che sostanziale. Dal primo punto di vista è l'atto normativo fondamentale attraverso il quale si manifesta, in modo pieno e completo, l'autonomia dell'ente. Analizzando invece il secondo aspetto, è facile comprendere che si pone come una carta programmatica della vita istituzionale dell'ente, anche se non ha valore vincolante: si possono stabilire principi e valori ispiratori del presente, ma soprattutto del futuro in favore non solo dell'istituzione Comune, ma anche della Comunità che lo compone. Può divenire quindi la Carta della garanzia del cittadino in favore di maggiore trasparenza e partecipazione politico-amministrativa.
Questo è un ottimo frutto del lavoro della Commissione per lo Statuto (della quale mi onora esser membro), nella quale maggioranza e opposizione hanno saputo dimostrare che quando, alle forzate contrapposizioni, si riesce ad anteporre l'Amore per il proprio paese e per la propria comunità, tutto è possibile!
Tra le novità istituzionali, vi è l'istituzione del Presidente del Consiglio Comunale, cioè di colui che gode di autonomi poteri di direzione dei lavori e delle attività del Consiglio, nonché di convocazione del medesimo, per garantire i poteri del Consiglio (organo di indirizzo e controllo politico della Giunta presieduta invece dal Sindaco) e pari diritto a tutti i membri di intervenire (anche il Sindaco si atterrà alle regole del Consiglio Comunale come fosse un semplice consigliere).

IN BILANCIO ANCORA TROPPI SPRECHI E NESSUN INVESTIMENTO PER PROGETTUALITA'. UN SOLO LAMPO DI LUCE: DIMINUISCONO LE SPESE LEGATE AI RIFIUTI...

All'ultimo Consiglio Comunale di lunedì sera tra i punti all'o.d.g. abbiamo affrontato anche gli assestamenti o variazioni dell'attuale bilancio d'esercizio finanziario. Purtroppo, a mio modesto avviso, si notano ancora troppi sprechi nella gestione della macchina amministrativa (telefono e bollette degli istituti pubblici o eccessivi lavori di manutenzione ordinaria che suonano come dei "rattoppi" per non intervenire invece una volta per tutte attraverso straordinaria manutenzione...) , ma soprattutto troppe voci socialmente ed economicamente importanti lasciate in un angolino con pochi spiccioli. Fa male, infatti, leggere un capitolo costituito solo da qualche centinaia d'euro all'agricoltura, proprio a Pontinia che invece ha come prima attività economica il settore primario e che potrebbe elevarsi a città delle eccellenze agroalimentari e dell'agriturismo come ulteriore sostegno alla microeconomia locale. Inoltre, come ben ricorderete attraverso le mie due mozioni consiliari, un'interrogazione scritta e una petizione popolare, ho sempre controllato il capitolo dedicato ai cani randagi: ebbene, nel 2006 eravamo a 120.000 euro di spesa, oggi siamo arrivati a 168.000 euro! E per ottenere cosa? I cani scorazzano ancora per le vie del centro...
Una nota invece che mi rende orgoglioso di sedere tra i banchi degli amministratori comunali è quella relativa alla gestione del ciclo dei rifiuti: si sono avverate le mie proiezioni che all'epoca davano adito a qualche collega di "poca fede" di deridermi. Grazie alla raccolta differenziata oggi leggiamo ben 48.000 euro in meno di spese per il conferimento in discarica dei rifiuti (poichè sono diminuiti i Kg di rifiuti indistinti che trasportavamo li) e 4.000 euro in meno per il canone dovuto al Comune di Latina in quanto ospitante la discarica stessa. Oggi questi 52.000 sono stati reinvestiti per la raccolta differenziata (un argomento che quasi si eleva a mio "dogma" personale, l'ho seguito dal primo giorno della mia elezione perchè credo fermamente nel valore "ambiente")! Oggi con questi soldi lo scarto alimentare dei nostri pasti diviene compost o fertilizzante (e non più un semplice rifiuto da gettare in discarica) e le nostre bottiglie di vetro o plastica, o i nostri giornali di carta, possono ridivenire nuove bottiglie riciclate o nuovi quaderni per i nostri ragazzi che vanno a scuola. Per il momento non possono essere utilizzati per diminuire le tasse relative ai rifiuti (la cosiddetta Tarsu), ma li stiamo utilizzando per migliorare l'ambiente e quindi le condizioni del luogo nel quale viviamo noi e vivranno i nostri figli. Nei prossimi bilanci, una volta che avremo comprato tutte le attrezzature idonee ad effettuare la raccolta differenziata, sicuramente quei soldi serviranno a diminuire la spesa collettiva per la gestione dei rifiuti e quindi, di riflesso, anche della Tarsu al fine di rendere concreto l'auspicio di dare una mano economica alle nostre famiglie. Finalmente un proclama diviene pian piano realtà! Questa è la politica che ho sempre sognato!
Infine mi sento di ammonire l'amministrazione perchè credo che ci si stia occupando solamente dell'ordinaria amministrazione e cioè ci si sta preoccupando di mantenere Pontinia "in piedi": cioè ci si occupa della pulizia delle strade, della manutenzione dei lampioni, della potatura degli alberi... Ma purtroppo non si sta sviluppando una progettualità di medio o lungo periodo! Essere politici, secondo me, vuol dire anche essere "coraggiosi" e quindi attuare politiche del coraggio, che sappiano seminare oggi e raccogliere i frutti domani con la sola aspettativa di vedere una società migliore, più giusta e più illuminata. Spero quindi che arrivi il giorno in cui non si pensi sempre e solo ad introitare risorse economiche, ma si pensi anche e soprattutto a "seminare" e ad ideare progetti di sviluppo infrastrutturale, economico e soprattutto sociale...

venerdì 20 novembre 2009

A PONTINIA ARRIVA LO SPORTELLO UNICO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE: CELERITA', SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA PER LO SVILUPPO ECONOMICO

Mercoledì scorso presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia si è tenuta la prima conferenza circa l’istituendo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP). Oltre ai funzionari locali, erano presenti anche i colleghi di Priverno, Roccagorga e Maenza poiché Pontinia sarà posta come capofila del progetto.
Il SUAP, istituito dal d.lgs. 112/1998 e di fatto introdotto dal D.P.R. 447/1998, costituisce un’innovazione significativa sia sul piano dell’organizzazione amministrativa che su quello della semplificazione procedimentale e da amministratore comunale affermo decisamente di essere orgoglioso che Pontinia si sia dotata finalmente di uno strumento così innovativo: basti pensare che lo Sportello Unico è lo strumento attraverso il quale vengono unificate, in un solo procedimento, tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione, l’avvio, la modifica o la cessazione di imprese per la produzione di beni e servizi. In questo modo, l’imprenditore, reale o aspirante, non dovrà più affrontare un percorso intricato tra enti o amministrazioni, ma troverà presso il Comune il suo unico interlocutore, che si occuperà di accentrare le procedure, acquisendo da tutti gli enti competenti le autorizzazioni necessarie e assicurando il rispetto dei tempi in linea con le esigenze dell'imprenditore.
Così facendo stiamo rendendo giustizia al concetto di “sviluppo economico” attraverso maggior trasparenza per il richiedente e per la collettività, l’eliminazione del cartaceo e degli ingombranti faldoni che occupano stanze intere e soprattutto la celerità delle fasi endoprocessuali (si pensi ad esempio all’interlocuzione con enti certificatori quali i Vigili del Fuoco, o le ASL, o le Sovraintendenze…) e quindi dell’intero procedimento amministrativo.
Inoltre si avrà un sola unità organizzativa (lo Sportello Unico appunto) e solo un responsabile del procedimento; in tema di trasparenza il procedimento sarà soggetto alle osservazioni dei soggetti portatori di interessi diffusi (solitamente associazioni); l'Amministrazione avrà il dovere di eliminare in toto quanto realizzato dall'imprenditore nel caso di dichiarazioni divergenti dal vero; l'imprenditore avrà la facoltà di realizzare il progetto in conformità con le autocertificazioni prodotte nel caso in cui vi fosse inerzia dell'unità organizzativa (principio del “silenzio-assenso”); il collaudo degli impianti deve essere eseguito da soggetti professionali estranei rispetto all'impresa, che vi provvedono con il concorso dei tecnici dell'unità organizzativa, senza peraltro che questa procedura esoneri le amministrazioni dalle loro funzioni di vigilanza e controllo; previsione di due procedure (autocertificazione e procedura semplificata) per il rilascio dell'autorizzazione.
Finalmente anche a Pontinia si fa sempre più strada l’e-government, ovvero il processo di informatizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione, voluto fortemente dal Governo Berlusconi con l’emanazione del Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005), al fine di ottimizzare il lavoro dell’Ente e di offrire soprattutto agli utenti servizi nuovi o più rapidi.
In Consiglio Comunale ho sempre proposto scelte concrete di tal portata e caratura spiegando appunto che occorre ad un certo punto fare i fatti e non solo i proclami: finalmente ecco un valido esempio del quale esser fieri.

lunedì 9 novembre 2009

9 NOVEMBRE: 20 ANNI FA CADEVA IL MURO DI BERLINO, IL MURO DELLA DISPARITA' E DELLA DISCRIMINAZIONE! OGGI LI SI RESPIRA UN DOLCE PROFUMO DI LIBERTA'

Non mi permetterò di dare giudizi sul muro, sul suo valore politico e soprattutto sociale... Lascio ad ognuno di voi le considerazioni personali e sentimentali che affioreranno dal cuore... Pubblico solo questa foto, scattata in un quartiere secondario (e non come si fa di solito inquadrando la Porta di Brandeburgo) al fine di poter meditare sul concetto di "muro" e, al contrario, di "Libertà"... Vi offrirò solo qualche dato tecnico tratto wikipedia.
Il Muro di Berlino (in tedesco Berliner Mauer), eretto dal regime comunista della Germania Est, era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento, ed era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il suo smantellamento avvenne il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento (avvenuto il 23 agosto 1989) della Cortina di Ferro da parte dell'Ungheria e del successivo esodo (via paese danubiano) di tedeschi dalla DDR (a partire dall'11 settembre dello stesso anno).
Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise, dalle guardie comuniste, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque, un cospicuo gruppo di vittime reclama che più di 200 persone furono uccise mentre cercavano di fuggire da Berlino Est per l'Ovest.
Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

giovedì 5 novembre 2009

LA CULTURA DOVREBBE ESSERE "PALESTRA PER LO SPIRITO E LA MENTE"... QUESTA MAGGIORANZA INVECE PENSA SOLO A LUCRARE: ECCO ALLORA IL CINE-TEATRO!!

In merito al Teatro Fellini di Pontinia e alla delibera votata in Consiglio Comunale la scorsa settimana, vorrei fare delle puntualizzazioni, chiedendovi chiaramente perdono se solo oggi vi scrivo...
Occorre sin da subito puntualizzare una realtà oggettiva: il Teatro Fellini è divenuto ormai una realtà provinciale e forse addirittura la prima realtà provinciale! Quindi a mio avviso sarebbe comunque occorso interloquire con la Provincia e la Regione sul da farsi. Inoltre poiché parliamo di un teatro, e quindi di un polo culturale per giovani ed adulti, a mio avviso l’assessore Sperlonga avrebbe dovuto costituire un pool di professori, cultori ed esperti di teatro e di cultura per determinare dal lato tecnico la miglior scelta possibile, e possibilmente anche la più compatibile con il contesto pontiniano. Se io fossi stato assessore alla cultura, con molta umiltà, avrei così agito.
La gestione del Teatro ha sempre rappresentato una delle poche scelte dell'Amministrazione che ho condiviso appieno! La gestione del direttore artistico, così come confermato anche dalle parole dello stesso Sindaco e dell’assessore Sperlonga nell’ultima conferenza stampa tenutasi erano di grande soddisfazione. I risultati ottenuti da Clemente Pernarella sono sotto gli occhi di tutti!!! Pontinia finalmente è divenuta “attrazione” per i cittadini dei comuni limitrofi: se il mare ci porta a Sabaudia o a Terracina, se il cibo tipico di montagna ci porta verso i monti lepini, se i centri commerciali e i cinema ci portano a Latina, Pontinia finalmente era divenuta polo di attrazione culturale anche per i non residenti.
Inoltre questo Teatro ha costituito da “sala prove” per importantissimi spettacoli poi tenutisi a Latina o altrove.
Occorre poi fare un’altra considerazione, questa volta di tipo economico: dicemmo in Commissione Capigruppo all'unanimità che non era intenzione del Comune far sborsare soldi ai giovani per usufruire dello sport e della cultura, ritenuti entrambi attività fondamentali, come "palestra per lo spirito, la mente ed il corpo", per costruire al meglio i cittadini del futuro, per tenerli lontani dalla strada e per farli formare anche a livello sociale. Quindi decidemmo di non far pagare chi usufruisse del palazzetto dello sport e del teatro.
Ora si è deciso di far pagare interamente le spese del teatro al privato che subentrerà nella gestione del futuro cine-teatro… Perché porre fine o anche soltanto ridurre questo tipo d’esperienza? Perchè sterzare il timone verso questa rotta? Tombolillo ha parlato, nella sua dichiarazione, di spirito da bonus pater familias… In poche parole, secondo loro, per sostenere la programmazione di Pernarella, servono troppi soldi! Strano che il Sindaco dica oggi cose che soltanto un mese fa non ha fatto sapere. Strano, soprattutto, visti i conti del Teatro e l’esigua somma che viene destinata. In altre città, per esperienze importanti ma meno impattanti anche a livello di pubblico, vengono spesi molti più soldi.
Credo che tutto ciò costituisca anche una scelta antistorica. Tutto il mondo va verso le multisale, perché ormai per rientrare dalle spese bisogna giocare sui grandi numeri, e invece a Pontinia si punta su una sala, non aperta tutto l’anno, che rimane chiusa addirittura non nel periodo estivo, come tutti gli altri cinema, ma a Natale quando si fanno più soldi, perché in quel periodo l’uso del Teatro spetterà al Comune o agli enti scolastici o associativi che il Comune autorizzerà ad entrarvi.
Feci una proposta poi in quella Commissione Capigruppo: "perché non si chiede alla Nuova Edilizia Srl se è il caso di inserire un multisala al futuro centro commerciale di Mesa?"
E poi un’ultima cosa: perché far cessare un apporto importante di economia a Pontinia? Molti spettatori e famiglie dopo gli spettacoli si fermavano ai ristoranti o ai bar della piazza e questo concretizzava un’ulteriore forma di guadagno per i commercianti locali. Con questa scelta sicuramente si interrompe anche questa buona situazione economica venutasi a creare!!
Si dice molto che l'essenza della scelta è basata sui gusti dei giovani... Bhè tra pochi giorni si voterà il consiglio comunale dei giovani… Aspettiamo cosa avranno da dire in merito, dato che una loro prerogativa sarà quella di emanare pareri obbligatori su tutto ciò che li coinvolgerà!

mercoledì 4 novembre 2009

IL 4 NOVEMBRE 1918 L'ITALIA VINCEVA LA PRIMA GUERRA MONDIALE: OGGI FESTA DELLE FORZE ARMATE E DELL'UNITA' NAZIONALE


INNO D'ITALIA DAL 1943 AL 1946: "LA LEGGENDA DEL PIAVE"
(di Ermete Giovanni Gaeta)

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!

giovedì 15 ottobre 2009

INDETTE LE ELEZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI: SI VOTA DOMENICA 13 DICEMBRE.

Ieri il sindaco Eligio Tombolillo ha indetto le elezioni dirette del Consiglio comunale dei giovani di Pontinia. Le operazioni di voto si svolgeranno nella sola giornata di domenica 13 dicembre.
Potranno partecipare alle elezioni i giovani di età compresa fra i 15 e i 25 anni.
Gli aventi diritto potranno votare presso i seguenti seggi:
A) Centro Sociale Anziani di via Aldo Moro,
B) Scuola Elementare Quartaccio,
C) Scuola Materna Migliara 54.
Gli interessati potranno presentare le proprie liste elettorali fino al 29 ottobre 2009, ore 12.00.
I promotori delle liste dovranno raccogliere almeno 30 firme di elettori aventi diritto al voto.

sabato 3 ottobre 2009

TRASCO SRL: LA MAGGIORANZA PERSEVERA NEI PROPRI ERRORI E NON SI ASSUME LE PROPRIE COLPE... TIRA DRITTA E FA SPALLUCCE...

Sul tema TRASCO s.r.l. questa Giunta guidata dal Sindaco Tombolillo non ha mai saputo esprimere un intervento corretto. Tutto ha inizio quando nel luglio del 2006 con il nuovo corso del centro sinistra si è scelto di ricapitalizzare la società per circa 600.000 euro complessivi. In quel caso il consiglio comunale si è trovato di fronte ad un bivio: a) ricapitalizzare e quindi azzerare i debiti e quindi far continuare a vivere quella socità; b) mettere il liquidazione la TRASCO, scioglierla e ripensare ad un nuovo modo più efficace di gestire i servizi pubblici. La maggioranza scelse la prima ipotesi.
Successivamente la società AURORA detentrice di una piccola porzione del capitale TRASCO trasferì tutti i suoi dipendenti alla medesima società e quindi si estinse cedendo al Comune le proprie quote azionarie. A quel punto la società TRASCO divenne una società a capitale completamente pubblico, cosiddetta in house providing. Il comune di Norma successivamente entrò nella società come socio titolare dell’1% e la TRASCO iniziò ad operare anche sul territorio del Comune di Norma.
Noi all’epoca chiedemmo innanzitutto di poter studiare un’eventuale ipotesi b) e cioè magari di sciogliere la TRASCO e ricostituire una cooperativa o società ad hoc con criteri più certi, più efficaci e più sicuri dato che la TRASCO perdeva ogni anno troppi capitali. Ma arrivati a quel punto allora chiedemmo che se si voleva continuare su quella via si doveva perentoriamente redigere un “piano industriale” per poter dotare la società di una rotta per la sua futura navigazione e per poter essere maggiormente controllabile da parte del c.d.a. TRASCO e dell’ente proprietario cioè del Comune di Pontinia. Inoltre dicemmo che, a fronte degli errori del passato, si doveva per forza costituire un “fondo di riserva” per eventuali calamità o per coprire manutenzioni straordinarie o per far fronte a piccole perdite di esercizio. Entrambe le cose non sono state ancora attuate! Poi fu la volta di chiarire i rapporti con il Comune di Norma che entrò nell’1% della società con soli 200 euro e a noi pareva un po’ troppo poco valutare l’intera società solo 20.000 euro perché oltre al capitale esigibile vi sono anche altri valori da considerare come le attrezzature, la qualità del personale e il cosiddetto “avviamento” (cioè il buon coordinamento funzionale dei beni aziendali considerati nel complesso e non se presi singolarmente uno ad uno). Ma fummo criticati aspramente dalla maggioranza che si difendeva accusandoci di non aver fiducia nel notaio e nel commercialista che stava seguendo l’operazione. Così Norma acquistò a poco e ringraziò! Poi fu la volta di riconoscere dei diritti all’altro socio pubblico e infatti il TAR riconobbe il diritto di eleggere un componente del comitato del controllo analogo; ma occorreva un giudice amministrativo per convincere la maggioranza che noi avevamo detto l’ennesima indicazione corretta ed efficace.
Nel frattempo per fortuna era arrivato un ottimo amministratore unico, il dott. Mauro Forcina. Attraverso di lui la società ha iniziato pian piano a strutturarsi meglio a livello manageriale, si è dotata di una completa pianta organica per il personale, si è strutturata in un ufficio tutto suo e ben organizzato. Anche i bilanci, e non solo l’organizzazione interna, iniziavano a dare ragione al dott. Forcina. In questo ultimo periodo siamo arrivati anche ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti del centro cittadino e la TRASCO ha saputo rispondere. Ma, è notizia di pochi giorni fa, l’amministratore della TRASCO ha rassegnato le proprie dimissioni. Il Sindaco ha riferito in Consiglio che il motivo è strettamente personale: sarà anche così, ma voci di corridoio fanno rilevare tutt’altro perché diversi assessori ancora non sanno che in Italia vige il decreto Bassanini e cioè la differenziazione tra organi politici (detentori del potere di indirizzo e controllo politico) e organi amministrativi (detentori della gestione della p.a.). Si dice quindi che l’amministratore sia arrivato a non sopportare più le continue ingerenze politiche e abbia così rassegnato le proprie dimissioni. Comunque vada di certo c’è il Sindaco non ha esitato un attimo ad accettare le dimissioni del dott. Forcina senza nemmeno prendere in considerazione l’opportunità di rimetterle e di chiedere un ripensamento.
A mio avviso occorre ringraziare il dott. Forcina per l’ottimo operato sia giuridico che soprattutto economico e manageriale e rimandare le colpe alla maggioranza di centro sinistra che non ha saputo credere nell’amministratore e nell’ottimo operato dei dipendenti. Al 30/06/2009 la società si ritrova in deficit di 74.694,65 euro che la maggioranza ha deciso di ripianare per il proprio 99%.
Dove sta il comitato di controllo? Cosa dice in merito al controllo di gestione? Questi signori che lo compongono evidentemente non vogliono parlare o non possono parlare… Purtroppo sono stati scelti con criteri politici come sempre: pensate un componente di tale organo è la dott.ssa commercialista Carla Amici sindaco di Roccagorda del PD, lo stesso partito del Sindaco Tombolillo e l’altro membro è il dott. Filippi l’ex segretario comunale dei tempi dell’ultima Giunta Tombolillo degli inizi del 2000. Fin quando si continuerà a seguire la logica clientelare e partitica non credo si andrà da nessuna parte. Il Sindaco se proprio vuole dare un segnale di credibilità e trasparenza nomini al loro posto due giovani laureati in economia e commercio di pontinia!
Deve cambiare musica altrimenti gli amministratori cambieranno, ma i problemi resteranno sempre i medesimi! La politica si faccia un po’ da parte e lasci gestire la società a chi di competenza secondo i dettami del codice civile e delle leggi Bassanini a tutela sia dei lavoratori che del buon stato di salute della società!