domenica 17 gennaio 2010

COSTRUIAMO UN FORTE POPOLO DELLA LIBERTA' NEL NOME DEL "RINNOVAMENTO"

Articolo pubblicato sul quotidiano La Provincia (di Graziano Lanzidei). Paolo Torelli, capogruppo di An in consiglio comunale, si è già attivato, come tutto il suo partito, il Pdl, per le elezioni regionali. La partita è importante, c’è da rappresentare al meglio il territorio e da dare un sostegno importante a Renata Polverini. «Si gioca una partita importante. Dopo anni di gestione Marrazzo, bisogna ripristinare il buon governo e cercare di valorizzare le province come Latina, da cinque anni dimenticate completamente. Il Pdl deve essere unito e coeso, solo così potremmo arrivare ad una vittoria senza ombre». A Pontinia, però, sembra che non sia ancora possibile arrivare ad un partito unico tra gli ex An e gli ex Fi. «Probabilmente questa mancata unificazione è il risultato di dissidi, relativi al passato, che sono difficilmente sanabili e che non c’entrano niente con la politica nazionale. In tutta Italia sono partiti ormai da settimane con il tesseramento per il Pdl. Qui a Pontinia, di tessera, non se n’è vista ancora una». Una velata critica alla gestione Mochi? «Probabilmente un giovane che riesce ad ottenere consensi e a essere portatore di novità, non è ben accetto. Non si può negare che una crisi del centrodestra, in questa città, c’è stata. Le ultime elezioni comunali ne sono la dimostrazione. Si è voluta scaricare la colpa su Donnarumma e su chi, in quelle elezioni, ci ha messo la faccia cercando di rappresentare il centrodestra pur non essendo responsabile di una sola delle scelte prese in passato. La colpa di quella debacle viene da lontano, ha nomi e cognomi che, però, si cerca sempre di nascondere. Sta di fatto che siamo uno dei pochi Comuni della Provincia in cui c’è un sindaco di centrosinistra». La distanza tra te e Mochi, a questo punto, è insanabile. «A me piace la politica del confronto e della pluralità. Credo che proprio attraverso il confronto democratico sia possibile crescere, a livello di progettualità e a livello di consensi. Per questo credo nel progetto del Popolo delle Libertà. Certo che fare una cena di ‘corrente’ con il simbolo del partito, qualche confusione l’ha creata. Da allora mi arrivano telefonate in cui i nostri elettori mi chiedono perché sono andato via dal Partito. Probabilmente c’è qualcosa che non va e che va sistemato. A partire dal collegamento con i vertici provinciali del Partito che rendono la sezione di Pontinia fuori dai centri decisionali».

lunedì 11 gennaio 2010

DA BUON EX COMUNISTA, IL SINDACO TOMBOLILLO IGNORA E TOLLERA ECCESSIVAMENTE I FENOMENI DI IMMIGRAZIONE E DI CLANDESTINITA'

In questi giorni, con ciò che sta accadendo in Calabria, è giusto interrogarsi sullo stato reale degli immigrati, regolari e clandestini, del nostro territorio. Purtroppo diversi cittadini pontiniani, soprattutto i residenti in condomini, raccontano di assistere a scene non corrispondenti alla legge, né tantomeno al buon senso. Infatti è sempre più frequente il fenomeno del surplus di presenze negli appartamenti da parte di comunitari o extracomunitari che, a volte, arrivano anche a vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie. Premetto sin da subito che non sono né xenofobo, né razzista! Sono semplicemente un cittadino italiano che ama rispettare la legge e l’ordine pubblico, e dato che mi sono preso la responsabilità di partecipare all’amministrazione del nostro Comune, chiedo che vengano fatte rispettare entrambe. Mi riferisco alla legge Bossi-Fini e al decreto sicurezza del Governo Berlusconi e quindi al nuovo articolo del codice penale: il reato di clandestinità.
Intendo dire chiaramente che le mie accuse non sono rivolte alle forze dell’ordine, che troppo ben fanno considerando la dotazione organica e i mezzi a loro disposizione, bensì sono rivolte esclusivamente a colui il quale spetterebbe la “regia” dei lavori di prevenzione e controllo: ovvero il Sindaco, divenuto col decreto Maroni Ufficiale di Governo. Da parte sua si sta attuando una indifferenza e tolleranza inaccettabili verso l'immigrazione clandestina. Il Decreto Maroni dello scorso anno ha conferito ai Sindaci maggiori poteri di pubblica sicurezza: ai sindaci sarà consentito di emanare ordinanze in materie che erano di competenza statale, relativamente a “incolumità pubblica” (l’integrità fisica della popolazione) e “sicurezza urbana” (bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa del rispetto delle norme che regolano la vita civile). Questo indirizzo non è casuale, ma ha un reale motivo geografico e politico: i Sindaci sono molto più vicini a conoscere le reali esigenze e potenziali emergenze del proprio territorio e quindi è stata ad essi demandata una porzione di responsabilità politica ed istituzionale. così i cittadini potranno giudicarli, senza che usino la scusante di scaricare tutto sul Governo o le forze di Polizia nazionali.
Concordo pienamente con il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il quale, in relazione ai fatti di Rosarno (prov. di RC) ha dichiarato in un’intervista a Sky TG 24 che: "Queste situazioni sono frutto di “tolleranza sbagliata”, sono stati chiusi gli occhi: nessuno ha voluto vedere una situazione che, prima ancora che un problema di ordine pubblico, poteva essere risolta con una serie di interventi degli enti locali. Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare. Dopo dieci anni senza fare nulla - e parlo delle autorità locali e territoriali - sono nate comunità di extracomunitari". In due anni, ha sottolineato ancora Maroni, "noi invece abbiamo rimpatriato 40 mila clandestini".
Il Sindaco Tombolillo, dovrebbe dirlo in campagna elettorale che in tema di immigrazione e di clandestinità, da buon ex comunista, non intende agire e reagire, né tantomeno utilizzare i nuovi poteri attribuitigli dal Governo Berlusconi.
Io personalmente chiedo a tutti i cittadini di segnalare ogni tipo di situazione potenzialmente d’emergenza in modo tale da arginare sul nascere il fenomeno. Al Sindaco chiedo: 1) di aumentare il numero dei vigili urbani, che anch’essi operano alla grande considerando che ce ne sono solo sei o sette per tutto il territorio; 2) emettere ordinanze esecutive in conformità al decreto Maroni; 3) consentire alla Protezione Civile e ad associazioni di ex appartenenti alle forze dell’ordine di svolgere pacifiche operazioni di controllo del territorio, al fine di garantire maggior sicurezza ai pontiniani, maggiore legalità, maggior tutela degli stranieri regolari ed onesti e maggior prevenzione.

martedì 22 dicembre 2009

CAL LAZIO: SINISTRA ALLO SBANDO, NON PASSA IL BILANCIO DI PREVISIONE E LA LEGGE FINANZIARIA


Ieri ci siamo riuniti al CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) della Regione Lazio. Al primo punto dell'o.d.g. abbiamo convalidato gli atti della precedente seduta nella quale sono stati composti gli organi istituzionali interni all'ente regionale (la delegazione trattante con la Giunta Regionale e i membri della Commissione sul Patto di Stabilità interna nella quale sono stato eletto io) ed è stato espresso parere sul riordino dei servizi sociali e del terzo settore all'interno degli enti locali che compongono la Regione.
Ieri invece abbiamo affrontato un argomento fondamentale, forse il più importante: il bilancio di previsione e la legge finanziaria della Regione Lazio.
Occorre premettere un dato di fondo, necessario per comprendere lo svolgimento della seduta: il CAL è espressione degli Enti Locali che fanno parte della Regione (Comuni, Comunità Montane o di Arcipelago, Province) e quindi in questa sede noi siamo chiamati a rappresentare le esigenze e le istanze dei nostri popoli e delle nostre comunità locali prima di tutto. Certamente poi c'è un dato oggettivo che ci chiama a mostrare responsabilità e coerenza istituzionale, ovvero il saper parlare delle politiche regionali a 360°.
Ma quando si parla di Bilancio di previsione, come si fa a non analizzare soprattutto le voci rivolte allo stesso CAL e agli Enti Locali o alle attività svolte da quest'ultimi? Possiamo comprendere che questo è un periodo particolare, a causa delle vicende personali ed istituzionali dell'ex Presidente Marrazzo. Purtroppo, a causa delle sue "scappatelle" e di alcuni buchi normativi presenti nello Statuto Regionale, oggi ci troviamo ad avere un Vice Presidente che non è un "facente funzioni" e ci ritroviamo un Consiglio Regionale sciolto e una Giunta legata a gestire solo l'ordinaria amministrazione (qundi scelte tecniche e non di progettualità politica).
Ma i furbetti della Giunta Regionale (di sinistra) hanno comunque distribuito i soldi in modo politico: e quindi assistiamo a un fondo di soli 120.000 euro per il CAL (che invece è organo previsto dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto Regionale per favorire la vicinanza delle comunità locali alla Regione) e pochissime voci a favore di Province e Comuni. Il tutto nutrito da molte nuove voci milionarie a favore di Fondazioni o Associazioni "amiche" o addirittura per progetti sociali al solo scopo di mantener caldo l'elettorato in vista delle elezioni regionali di marzo 2010.
Ma questa volta qualcosa è andato storto: la maggioranza del CAL, attraverso i vari interventi personali, dimostrava un malumore trasversale verso questo comportamento inaccettabile da parte della Giunta Regionale. Ad aprire gli interventi sono stato io, come capogruppo rappresentante dei colleghi del Popolo Della Libertà, e a chiudere è stato quello del capogruppo dell'UDC che ha ribadito sostanzialmente i miei stessi concetti. Questa volta anche Rifondazione Comunista si è schierata con noi...
Ebbene, sul finire, i consiglieri del PD ed i presidenti delle associazioni rappresentanti degli enti locali che dovrebbero essere laici, ma che laici non sono (tranne il presidente ANCI che è rimasto e si è astenuto) hanno abbandonato l'aula in modo che fosse abbattuto il numero legale o quorum istituzionale e così non si votasse NO a questo bilancio sciagurato. Ma il risultato politico è il medesimo! Questa sinistra è al capolinea e ormai naviga a vista aspettando di capitolare a marzo alle elezioni regionali che vedranno la destra ritornare a guidare la nostra amata regione Lazio.

sabato 5 dicembre 2009

VOTATO IN CONSIGLIO IL NUOVO STATUTO COMUNALE: CARTA FONDAMENTALE DELL'ENTE

Lunedì sera il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità il nuovo Statuto comunale (eravamo 16 presenti; ccorre una maggioranza qualificata dei 2/3 degli eletti per far si che valga l'approvazione e quindi bastavano 15 voti).
Lo Statuto ora dovrà esser pubblicato per 30 giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (B.U.R.L.), dopodichè sarà trasmesso al Ministero dell'Interno per la trascrizione nell'elenco degli Statuti comunali d'Italia e quindi sarà efficace.
L'art. 6 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000) afferma che: "lo statuto stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze e le attribuzioni degli organi dei vari enti o aziende comunali, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente. Stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone. Possono stabilirsi norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra i cittadini, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune".
Lo Statuto di un Comune ha un valore speciale, sia da un punto di vista giuridico, che sostanziale. Dal primo punto di vista è l'atto normativo fondamentale attraverso il quale si manifesta, in modo pieno e completo, l'autonomia dell'ente. Analizzando invece il secondo aspetto, è facile comprendere che si pone come una carta programmatica della vita istituzionale dell'ente, anche se non ha valore vincolante: si possono stabilire principi e valori ispiratori del presente, ma soprattutto del futuro in favore non solo dell'istituzione Comune, ma anche della Comunità che lo compone. Può divenire quindi la Carta della garanzia del cittadino in favore di maggiore trasparenza e partecipazione politico-amministrativa.
Questo è un ottimo frutto del lavoro della Commissione per lo Statuto (della quale mi onora esser membro), nella quale maggioranza e opposizione hanno saputo dimostrare che quando, alle forzate contrapposizioni, si riesce ad anteporre l'Amore per il proprio paese e per la propria comunità, tutto è possibile!
Tra le novità istituzionali, vi è l'istituzione del Presidente del Consiglio Comunale, cioè di colui che gode di autonomi poteri di direzione dei lavori e delle attività del Consiglio, nonché di convocazione del medesimo, per garantire i poteri del Consiglio (organo di indirizzo e controllo politico della Giunta presieduta invece dal Sindaco) e pari diritto a tutti i membri di intervenire (anche il Sindaco si atterrà alle regole del Consiglio Comunale come fosse un semplice consigliere).

IN BILANCIO ANCORA TROPPI SPRECHI E NESSUN INVESTIMENTO PER PROGETTUALITA'. UN SOLO LAMPO DI LUCE: DIMINUISCONO LE SPESE LEGATE AI RIFIUTI...

All'ultimo Consiglio Comunale di lunedì sera tra i punti all'o.d.g. abbiamo affrontato anche gli assestamenti o variazioni dell'attuale bilancio d'esercizio finanziario. Purtroppo, a mio modesto avviso, si notano ancora troppi sprechi nella gestione della macchina amministrativa (telefono e bollette degli istituti pubblici o eccessivi lavori di manutenzione ordinaria che suonano come dei "rattoppi" per non intervenire invece una volta per tutte attraverso straordinaria manutenzione...) , ma soprattutto troppe voci socialmente ed economicamente importanti lasciate in un angolino con pochi spiccioli. Fa male, infatti, leggere un capitolo costituito solo da qualche centinaia d'euro all'agricoltura, proprio a Pontinia che invece ha come prima attività economica il settore primario e che potrebbe elevarsi a città delle eccellenze agroalimentari e dell'agriturismo come ulteriore sostegno alla microeconomia locale. Inoltre, come ben ricorderete attraverso le mie due mozioni consiliari, un'interrogazione scritta e una petizione popolare, ho sempre controllato il capitolo dedicato ai cani randagi: ebbene, nel 2006 eravamo a 120.000 euro di spesa, oggi siamo arrivati a 168.000 euro! E per ottenere cosa? I cani scorazzano ancora per le vie del centro...
Una nota invece che mi rende orgoglioso di sedere tra i banchi degli amministratori comunali è quella relativa alla gestione del ciclo dei rifiuti: si sono avverate le mie proiezioni che all'epoca davano adito a qualche collega di "poca fede" di deridermi. Grazie alla raccolta differenziata oggi leggiamo ben 48.000 euro in meno di spese per il conferimento in discarica dei rifiuti (poichè sono diminuiti i Kg di rifiuti indistinti che trasportavamo li) e 4.000 euro in meno per il canone dovuto al Comune di Latina in quanto ospitante la discarica stessa. Oggi questi 52.000 sono stati reinvestiti per la raccolta differenziata (un argomento che quasi si eleva a mio "dogma" personale, l'ho seguito dal primo giorno della mia elezione perchè credo fermamente nel valore "ambiente")! Oggi con questi soldi lo scarto alimentare dei nostri pasti diviene compost o fertilizzante (e non più un semplice rifiuto da gettare in discarica) e le nostre bottiglie di vetro o plastica, o i nostri giornali di carta, possono ridivenire nuove bottiglie riciclate o nuovi quaderni per i nostri ragazzi che vanno a scuola. Per il momento non possono essere utilizzati per diminuire le tasse relative ai rifiuti (la cosiddetta Tarsu), ma li stiamo utilizzando per migliorare l'ambiente e quindi le condizioni del luogo nel quale viviamo noi e vivranno i nostri figli. Nei prossimi bilanci, una volta che avremo comprato tutte le attrezzature idonee ad effettuare la raccolta differenziata, sicuramente quei soldi serviranno a diminuire la spesa collettiva per la gestione dei rifiuti e quindi, di riflesso, anche della Tarsu al fine di rendere concreto l'auspicio di dare una mano economica alle nostre famiglie. Finalmente un proclama diviene pian piano realtà! Questa è la politica che ho sempre sognato!
Infine mi sento di ammonire l'amministrazione perchè credo che ci si stia occupando solamente dell'ordinaria amministrazione e cioè ci si sta preoccupando di mantenere Pontinia "in piedi": cioè ci si occupa della pulizia delle strade, della manutenzione dei lampioni, della potatura degli alberi... Ma purtroppo non si sta sviluppando una progettualità di medio o lungo periodo! Essere politici, secondo me, vuol dire anche essere "coraggiosi" e quindi attuare politiche del coraggio, che sappiano seminare oggi e raccogliere i frutti domani con la sola aspettativa di vedere una società migliore, più giusta e più illuminata. Spero quindi che arrivi il giorno in cui non si pensi sempre e solo ad introitare risorse economiche, ma si pensi anche e soprattutto a "seminare" e ad ideare progetti di sviluppo infrastrutturale, economico e soprattutto sociale...

venerdì 20 novembre 2009

A PONTINIA ARRIVA LO SPORTELLO UNICO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE: CELERITA', SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA PER LO SVILUPPO ECONOMICO

Mercoledì scorso presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia si è tenuta la prima conferenza circa l’istituendo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP). Oltre ai funzionari locali, erano presenti anche i colleghi di Priverno, Roccagorga e Maenza poiché Pontinia sarà posta come capofila del progetto.
Il SUAP, istituito dal d.lgs. 112/1998 e di fatto introdotto dal D.P.R. 447/1998, costituisce un’innovazione significativa sia sul piano dell’organizzazione amministrativa che su quello della semplificazione procedimentale e da amministratore comunale affermo decisamente di essere orgoglioso che Pontinia si sia dotata finalmente di uno strumento così innovativo: basti pensare che lo Sportello Unico è lo strumento attraverso il quale vengono unificate, in un solo procedimento, tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione, l’avvio, la modifica o la cessazione di imprese per la produzione di beni e servizi. In questo modo, l’imprenditore, reale o aspirante, non dovrà più affrontare un percorso intricato tra enti o amministrazioni, ma troverà presso il Comune il suo unico interlocutore, che si occuperà di accentrare le procedure, acquisendo da tutti gli enti competenti le autorizzazioni necessarie e assicurando il rispetto dei tempi in linea con le esigenze dell'imprenditore.
Così facendo stiamo rendendo giustizia al concetto di “sviluppo economico” attraverso maggior trasparenza per il richiedente e per la collettività, l’eliminazione del cartaceo e degli ingombranti faldoni che occupano stanze intere e soprattutto la celerità delle fasi endoprocessuali (si pensi ad esempio all’interlocuzione con enti certificatori quali i Vigili del Fuoco, o le ASL, o le Sovraintendenze…) e quindi dell’intero procedimento amministrativo.
Inoltre si avrà un sola unità organizzativa (lo Sportello Unico appunto) e solo un responsabile del procedimento; in tema di trasparenza il procedimento sarà soggetto alle osservazioni dei soggetti portatori di interessi diffusi (solitamente associazioni); l'Amministrazione avrà il dovere di eliminare in toto quanto realizzato dall'imprenditore nel caso di dichiarazioni divergenti dal vero; l'imprenditore avrà la facoltà di realizzare il progetto in conformità con le autocertificazioni prodotte nel caso in cui vi fosse inerzia dell'unità organizzativa (principio del “silenzio-assenso”); il collaudo degli impianti deve essere eseguito da soggetti professionali estranei rispetto all'impresa, che vi provvedono con il concorso dei tecnici dell'unità organizzativa, senza peraltro che questa procedura esoneri le amministrazioni dalle loro funzioni di vigilanza e controllo; previsione di due procedure (autocertificazione e procedura semplificata) per il rilascio dell'autorizzazione.
Finalmente anche a Pontinia si fa sempre più strada l’e-government, ovvero il processo di informatizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione, voluto fortemente dal Governo Berlusconi con l’emanazione del Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005), al fine di ottimizzare il lavoro dell’Ente e di offrire soprattutto agli utenti servizi nuovi o più rapidi.
In Consiglio Comunale ho sempre proposto scelte concrete di tal portata e caratura spiegando appunto che occorre ad un certo punto fare i fatti e non solo i proclami: finalmente ecco un valido esempio del quale esser fieri.

lunedì 9 novembre 2009

9 NOVEMBRE: 20 ANNI FA CADEVA IL MURO DI BERLINO, IL MURO DELLA DISPARITA' E DELLA DISCRIMINAZIONE! OGGI LI SI RESPIRA UN DOLCE PROFUMO DI LIBERTA'

Non mi permetterò di dare giudizi sul muro, sul suo valore politico e soprattutto sociale... Lascio ad ognuno di voi le considerazioni personali e sentimentali che affioreranno dal cuore... Pubblico solo questa foto, scattata in un quartiere secondario (e non come si fa di solito inquadrando la Porta di Brandeburgo) al fine di poter meditare sul concetto di "muro" e, al contrario, di "Libertà"... Vi offrirò solo qualche dato tecnico tratto wikipedia.
Il Muro di Berlino (in tedesco Berliner Mauer), eretto dal regime comunista della Germania Est, era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento, ed era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il suo smantellamento avvenne il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento (avvenuto il 23 agosto 1989) della Cortina di Ferro da parte dell'Ungheria e del successivo esodo (via paese danubiano) di tedeschi dalla DDR (a partire dall'11 settembre dello stesso anno).
Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise, dalle guardie comuniste, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque, un cospicuo gruppo di vittime reclama che più di 200 persone furono uccise mentre cercavano di fuggire da Berlino Est per l'Ovest.
Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

giovedì 5 novembre 2009

LA CULTURA DOVREBBE ESSERE "PALESTRA PER LO SPIRITO E LA MENTE"... QUESTA MAGGIORANZA INVECE PENSA SOLO A LUCRARE: ECCO ALLORA IL CINE-TEATRO!!

In merito al Teatro Fellini di Pontinia e alla delibera votata in Consiglio Comunale la scorsa settimana, vorrei fare delle puntualizzazioni, chiedendovi chiaramente perdono se solo oggi vi scrivo...
Occorre sin da subito puntualizzare una realtà oggettiva: il Teatro Fellini è divenuto ormai una realtà provinciale e forse addirittura la prima realtà provinciale! Quindi a mio avviso sarebbe comunque occorso interloquire con la Provincia e la Regione sul da farsi. Inoltre poiché parliamo di un teatro, e quindi di un polo culturale per giovani ed adulti, a mio avviso l’assessore Sperlonga avrebbe dovuto costituire un pool di professori, cultori ed esperti di teatro e di cultura per determinare dal lato tecnico la miglior scelta possibile, e possibilmente anche la più compatibile con il contesto pontiniano. Se io fossi stato assessore alla cultura, con molta umiltà, avrei così agito.
La gestione del Teatro ha sempre rappresentato una delle poche scelte dell'Amministrazione che ho condiviso appieno! La gestione del direttore artistico, così come confermato anche dalle parole dello stesso Sindaco e dell’assessore Sperlonga nell’ultima conferenza stampa tenutasi erano di grande soddisfazione. I risultati ottenuti da Clemente Pernarella sono sotto gli occhi di tutti!!! Pontinia finalmente è divenuta “attrazione” per i cittadini dei comuni limitrofi: se il mare ci porta a Sabaudia o a Terracina, se il cibo tipico di montagna ci porta verso i monti lepini, se i centri commerciali e i cinema ci portano a Latina, Pontinia finalmente era divenuta polo di attrazione culturale anche per i non residenti.
Inoltre questo Teatro ha costituito da “sala prove” per importantissimi spettacoli poi tenutisi a Latina o altrove.
Occorre poi fare un’altra considerazione, questa volta di tipo economico: dicemmo in Commissione Capigruppo all'unanimità che non era intenzione del Comune far sborsare soldi ai giovani per usufruire dello sport e della cultura, ritenuti entrambi attività fondamentali, come "palestra per lo spirito, la mente ed il corpo", per costruire al meglio i cittadini del futuro, per tenerli lontani dalla strada e per farli formare anche a livello sociale. Quindi decidemmo di non far pagare chi usufruisse del palazzetto dello sport e del teatro.
Ora si è deciso di far pagare interamente le spese del teatro al privato che subentrerà nella gestione del futuro cine-teatro… Perché porre fine o anche soltanto ridurre questo tipo d’esperienza? Perchè sterzare il timone verso questa rotta? Tombolillo ha parlato, nella sua dichiarazione, di spirito da bonus pater familias… In poche parole, secondo loro, per sostenere la programmazione di Pernarella, servono troppi soldi! Strano che il Sindaco dica oggi cose che soltanto un mese fa non ha fatto sapere. Strano, soprattutto, visti i conti del Teatro e l’esigua somma che viene destinata. In altre città, per esperienze importanti ma meno impattanti anche a livello di pubblico, vengono spesi molti più soldi.
Credo che tutto ciò costituisca anche una scelta antistorica. Tutto il mondo va verso le multisale, perché ormai per rientrare dalle spese bisogna giocare sui grandi numeri, e invece a Pontinia si punta su una sala, non aperta tutto l’anno, che rimane chiusa addirittura non nel periodo estivo, come tutti gli altri cinema, ma a Natale quando si fanno più soldi, perché in quel periodo l’uso del Teatro spetterà al Comune o agli enti scolastici o associativi che il Comune autorizzerà ad entrarvi.
Feci una proposta poi in quella Commissione Capigruppo: "perché non si chiede alla Nuova Edilizia Srl se è il caso di inserire un multisala al futuro centro commerciale di Mesa?"
E poi un’ultima cosa: perché far cessare un apporto importante di economia a Pontinia? Molti spettatori e famiglie dopo gli spettacoli si fermavano ai ristoranti o ai bar della piazza e questo concretizzava un’ulteriore forma di guadagno per i commercianti locali. Con questa scelta sicuramente si interrompe anche questa buona situazione economica venutasi a creare!!
Si dice molto che l'essenza della scelta è basata sui gusti dei giovani... Bhè tra pochi giorni si voterà il consiglio comunale dei giovani… Aspettiamo cosa avranno da dire in merito, dato che una loro prerogativa sarà quella di emanare pareri obbligatori su tutto ciò che li coinvolgerà!

mercoledì 4 novembre 2009

IL 4 NOVEMBRE 1918 L'ITALIA VINCEVA LA PRIMA GUERRA MONDIALE: OGGI FESTA DELLE FORZE ARMATE E DELL'UNITA' NAZIONALE


INNO D'ITALIA DAL 1943 AL 1946: "LA LEGGENDA DEL PIAVE"
(di Ermete Giovanni Gaeta)

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!