venerdì 28 marzo 2008

INSIEME AGLI ALLEVATORI DI PONTINIA PRESSO LA REGIONE LAZIO

Insieme ad una delegazione di allevatori di Pontinia ci siamo recati a manifestare davanti la sede della Regione Lazio a Roma. Noi di Pontinia eravamo circa 80 e insieme agli altri produttori pontini e ciociari abbiamo inscenato una bella manifestazione caratterizzata da un camioncino che ha portato una bufala davanti l'entrata di via Crisoforo Colombo. L'assessore regionale Valentini ha ricevuto i rappresentanti delle associazioni di categoria e le cariche istituzionali dei vari Comuni e province presenti.

mercoledì 26 marzo 2008

UN CONSIGLIO AD HOC PER SOSTENERE IL SETTORE LATTIERO-CASEARIO


La mozzarella di bufala è stata riconosciuta dal D.P.R. del 28 settembre 1979, come formaggio a denominazione tipica. È da rilevare che, in base a tale decreto, la parola "bufala" può essere utilizzata esclusivamente nella denominazione della mozzarella di latte bufalino. Qualora siano presenti anche minime quantità di latte bovino, il latte di bufala deve essere richiamato solo nella lista degli ingredienti (D.P.R. 13 aprile 1987). Pertanto tutte le denominazioni tipo "Mozzarella di bufala e vacca", "Mozzarella mista" o similari, sono illegali. Il 10/05/1993 è stata riconosciuta prodotto DOC attraverso un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e il regolamento CEE n. 1107 del 12/06/1996 l’ha definita come formaggio a denominazione si origine protetta “DOP”. Vi è infine da osservare la illiceità della pratica di addizionare al liquido di governo conservanti, quali acido lattico o citrico.
Inoltre Pontinia ha l’onore di essere citata nello stesso D.P.C.M. come città ufficiale dalla quale può essere prodotta la mozzarella di bufala con il marchio DOP di “Bufala Campana” e quindi Pontinia ha avuto il riconoscimento ufficiale di territorio salubre e garantito per la produzione di latte bufalino e per la sua successiva lavorazione. Infatti il settore lattiero-caseario è la punta di diamante del settore commerciale e industriale di Pontinia e dell’Agro Pontino e del quale tutti dovremmo andarne orgogliosi perché qui si produce un prodotto che rende bella l’Italia nel Mondo attraverso questo prodotto entrato ufficialmente nel “Made in Italy”.
Oggi non devono spaventare due o tre notizie, tra l’altro ancora da verificare, su presunte presenze di diossina o di altri inquinanti nel latte, innanzitutto perché il problema è legato al territorio campano e poi perché qui a Pontinia le nostre aziende sono gestite da imprenditori seri ed onesti e il latte è trasformato da aziende altrettanto serie e guidate da persone legate al territorio e alla qualità dei suoi frutti.
Quindi il mio invito è di continuare a comprare le mozzarelle di bufala qui sul nostro territorio e alla maggioranza chiedo di convocare un Consiglio Comunale per favorire un progetto di sensibilizzazione all’acquisto della mozzarella da destinare ai giovani, ai commercianti e agli acquirenti. In sostanza chiedo di restare vicini ai produttori e agli imprenditori della trasformazione al fine di esaltare Pontinia e il suo territorio per un prodotto ormai storico e di gran pregio.
Ecco perché sono due anni che dico che non si devono perseguire politiche volte alla costruzione di centrali a turbogas, a biomasse, o inceneritori o cementifici perché il settore è già in difficoltà per cause estranee, e quindi non si devono dare ulteriori spallate attraverso insediamenti che rappresentano veri e propri ecomostri. Piuttosto lottiamo per l’agricoltura e l’allevamento tipici di questa terra strappata alla palude: per me è qui che si dimostra il coraggio di un politico.

sabato 22 marzo 2008

SCUOLA ELEMENTARE QUARTACCIO: PALESTRA O CAPANNONE ARTIGIANALE? LA SPESA E' EQUA? I BAMBINI POSSONO ENTRARVI?

Grazie alla segnalazione di Peppe Anitori della Lista Civica Liberi & Forti per il PDL martedì mi recherò insieme a lui a fare un sopralluogo per verificare il corretto andamento dei lavori. Inoltre andremo in Comune a richiedere il progetto e le carte supplementari per verificare i dati tecnici e quelli economici.

venerdì 21 marzo 2008

RACCOLTA DIFFERENZIATA ANCHE PER ABBASSARE LA TARSU

Grazie alla raccolta differenziata, i rifiuti potranno essere trattati tramite processi volti a eliminare i materiali non combustibili ma riciclabili (vetro, metalli, carta, plastica) destinati alle ditte di riciclaggio, e la frazione umida (la materia organica come gli scarti alimentari, agricoli, vegetali, ecc...) destinata alle centrali di compostaggio. Il prodotto restante non sarà uno scarto, ma CDR, ovvero Combustibile Derivato da Rifiuti (ecoballe per intenderci) che ha come merito quello di ridurre moltissimo la quantità delle pericolose ceneri prodotte dalla combustione.
Anche dal punto di vista economico questa sarebbe una scelta vantaggiosa: si avrebbe infatti un abbassamento del costo totale del trattamento del ciclo dei rifiuti perché il costo di raccolta resterebbe pressoché invariato, mentre il costo di conferimento in discarica sarebbe annullato e sostituito dai vari costi di conferimento agli appositi centri di trattamento speciale: il CDR sarebbe conferito agli appositi combustori a prezzi inferiori perché chi lo utilizza ne trarrebbe energia elettrica e calore per le case, la frazione umida sarebbe conferita agli impianti di compostaggio ed anche in questo caso a prezzi ridottissimi perché le ditte producono il compost che è per loro una fonte di guadagno, e infine per i riciclabili vi sarebbe addirittura un piccolo guadagno derivante dalle industrie che li lavorerebbero e alle quali conferiremo la carta, il vetro e la plastica.
Quindi oltre a dare una mano nella salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, il primo successo dell’avvio della raccolta differenziata sarebbe rappresentato dall’abbassamento del costo totale del ciclo dei rifiuti e quindi della tassa sull’immondizia cioè della TARSU: la quota che ogni cittadino o commerciante deve pagare al Comune è data dalla moltiplicazione tra la tariffa unitaria al metro quadro e i metri quadrati posseduti sotto forma di abitazione e di attività commerciale perché secondo il d.lgs. 507 del 1993 “i comuni applicano questa tassa sulla base del costo totale del servizio di raccolta e successivo smaltimento dei rifiuti usando come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine rifiuti di varia natura”. Se i metri quadrati, che sono una costante, restano immutati e il costo totale del ciclo dei rifiuti diminuisce drasticamente, ecco che la tariffa unitaria scende anch’essa perché è il frutto della divisione tra il costo totale e i metri quadrati totali.
Questa è la soluzione che ho proposto attraverso una mozione consiliare e che dovrebbe adottare la Giunta Tombolillo se veramente vuol abbassare le tasse ai cittadini e ai commercianti di pontinia. Quando convocheranno il consiglio comunale per discutere e votare tale mozione? Basta con la scusa del dissesto: lo dice la legge e lo dice il fatto che si sono aumentati gli stipendi di ben 3 volte!!

GIUNTA TOMBOLILLO ANCORA IMMOBILE DI FRONTE AL RANDAGISMO DA ORMAI 1 ANNO

Decine di cittadini Pontiniani segnalano ormai da mesi un dilagante randagismo che si trasforma in episodi di panico sempre più frequenti. Una ragazza verso la fine di Dicembre mi ha contattato personalmente per farmi vedere i danni arrecati dai cani alla propria vettura: aveva il faro destro e la freccia completamente staccati e strappati i fili dell’elettricità. Pochi giorni fa lo è accaduto invece ad un signore di pontinia di essere azzannato fortunatamente al pantalone. I cani si riuniscono in branchi nel prato di via Marconi, o a Pontinia Nuova, o al quartiere Primavera o alla zona PEEP e, a volte spinti dalla fame, inseguono automobili, ciclisti o pedoni. Gli abitanti del centro cittadino sono ormai esasperati. Nei quartieri ormai vivono tanti cani randagi, molti dei quali sono selvatici e spesso affamati. “I genitori temono per i loro bambini; ma la paura assale anche chi, per motivi di lavoro, è costretto a uscire di casa la mattina presto o a rincasare tardi. Durante le ore notturne, infatti, le ronde dei randagi sono molto più frequenti. Addirittura sabato scorso sono stati molestati i fedeli che uscivano dalla S. Messa serale davanti la scalinata della chiesa S. Anna . Chiaramente un altro problema è quello della quiete pubblica in quanto la fame e la sete li porta evidentemente ad abbaiare giorno e notte incessantemente creando disturbi soprattutto nelle ore del sonno e collegato vi è il problema della sporcizia dei parchi e dei marciapiedi che gettano Pontinia nel degrado sanitario ed estetico: credo che un commerciante non sia contento di vedere davanti la propria entrata escrementi canini, come non lo è un cittadino che deve passeggiare guardando per terra.
Da amministratore sento l’esigenza di tutelare in ogni forma il cittadino, anche da una eventuale commissione di un illecito penale: vorrei evitare, come è accaduto in altri comuni d’Italia, che i randagi vengano maltrattati o uccisi da parte di qualche cittadino esasperato. Occorre agire subito perchè si può incorrere in una condanna penale da 6 mesi fino a 1 anno e mezzo di reclusione secondo l’art. 544 bis c.p. D’altro canto è paradossale pensare però che un cane possa agire indisturbato per il Comune senza che nessuno faccia nulla!!
L’immobilismo della Giunta Tombolillo sta esasperando i cittadini e sta piombando l’opinione pubblica nel sentimento di abbandono e di menefreghismo delle esigenze e delle richieste della collettività. Io vorrei scongiurare tutto ciò perché i cittadini troveranno in me sempre un interlocutore che li ascolti e che si faccia carico delle istanze che loro stessi richiedono.
Un altro problema legato al randagismo, che rende la vicenda ancor più odiosa, è quello economico: la spesa per il canile è già fin troppo alta ed ammonta a circa 120.000 euro l’anno. La giunta o cerca di rendere il servizio efficiente prendendo contatti con il canile che paghiamo profumatamente, o disdice il contratto così almeno riduciamo la spesa pubblica, tanto il problema sembra non tramontare. Noi dell’opposizione non abbiamo poteri esecutivi come invece godono gli assessori comunali; l’assessore alla sanità ogni mese prende il suo bello stipendio che si sono triplicati da 400 a 1200 € (sindaco da 1000 a 3000 euro): ma quando farà qualcosa per abbattere questo problema? Sono mesi ormai che ho proposto l’interrogazione consiliare, abbiamo effettuato una raccolta firme con i ragazzi di Azione Giovani e ho sollevato il problema agli uffici sanitari. Cosa hanno fatto il Sindaco e l’assessore Battisti finora per arginare questo problema? Cosa risponde in merito alla spesa di 120.000 euro? Come intende arginare questo fenomeno? Abbiamo il diritto di sapere tutte queste risposte!

sabato 23 febbraio 2008

IL POPOLO DELLA LIBERTA' VISTO DA ME...


Siamo di fronte ad un passaggio nodale della storia repubblicana, ad una svolta che creerà assetti, e un quadro politico bipolare, nuovi per dare al Paese un governo forte, legittimato pienamente dal voto dei giovani, degli adulti e degli anziani. I precursori di tale avanguardia siamo stati proprio noi giovani universitari: l’anno scorso alle elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) ci siamo presentati con un unico simbolo denominato “Studenti delle Libertà” e si è rivelata una scelta vincente: per la prima volta noi universitari di centro-destra abbiamo ottenuto una maggioranza schiacciante al consiglio nazionale mettendo in imbarazzo il ministro Fabio Mussi e l’intera sinistra italiana. La scelta di AN e di FI, in primis, e di tutte le altre forze politiche e civili, di dar vita al PDL, che potrà affermarsi nelle urne come il nuovo grande soggetto politico unitario del centrodestra, realizzando un progetto pensato durante e dopo gli anni del governo del centrodestra, è semplicemente il prodotto di ciò che pressantemente hanno richiesto le elettrici e gli elettori da anni. Soprattutto nei comuni con popolazione inferiore ai 15000 abitanti già siamo abituati a votare un sindaco rappresentato da un simbolo unico di centro-destra: è accaduto per Mochi e per Donnarumma. Alcuni militanti ex MSI o ex AN hanno paura che questa fusione possa decentrare il nuovo partito troppo al centro e che l’adesione al PPE sia una conferma di ciò: ma il Partito popolare Europeo, sia in Spagna che in Francia che in Inghilterra ha sempre racchiuso dei movimenti non solo democristiani ma anche di destra come l’Ump di Sarkozy o il partito conservatore inglese o lo stesso primo ministro Aznar in Spagna, cioè movimenti non certo di centro-destra ma con una tradizione storicamente di destra. In questo nuovo scenario Alleanza Nazionale porterà nel Popolo delle libertà gli ideali, i principi e l'identità di una destra moderna, europea che guarda avanti e non si arrocca su se stessa. La questione dei simboli, di una presunta perdita di identità, sono argomenti davvero deboli e destituiti di efficacia e fondamento. Potremmo considerare i simboli come dei semplici tappi di bottiglia ognuno con un colore diverso, perché chi veramente volesse ancora la Fiamma bene in vista, allora dovrà semplicemente continuare a farla divampare dentro di sé ogni giorno e in ogni occasione. Sono gli uomini che fanno la politica ed i partiti, e quindi saremo noi che nella nostra azione quotidiana porteremo alti i valori di quella Fiamma che non tramonteranno mai: onestà, servizio e dedizione. Ognuno di noi è chiamato a esserne protagonista: il cittadino, il militante e l’eletto rappresentante nelle sedi istituzionali di tali valori. E poi... l'identità quale dovrebbe essere? Quella di Francesco Storace che ha fatto entrare in Alleanza Nazionale assessori e personaggi che oggi sono tutti indagati e qualcuno già condannato? Se questa è l'identità che qualcuno vorrebbe allora ben venga che vada fuori dal PDL. AN non si sta annettendo a nessuno perchè la lista è stata concepita insieme dopo la caduta di Prodi e sarà sottoposta al vaglio degli italiani attraverso il battesimo delle elezioni e poi attraverso dei congressi locali, provinciali e nazionali nei quali saranno sanciti democraticamente i vari organi e le regole interne del costituendo partito. È arrivata finalmente l’ora di un vero bipolarismo all’americana che possa garantire governabilità alla nostra Nazione e che finalmente distruggerà tutti i vari cespugli che finora non hanno fatto altro che rallentare i processi di modernizzazione dello Stato inteso come apparato burocratico, lo sviluppo delle infrastrutture e il favorimento di politiche giovanili e di ricerca scientifica e tecnologica.

venerdì 22 febbraio 2008

RACCOLTA DIFFERENZIATA: DA PARTE DELLA MAGGIORANZA ARRIVA IL DIETROFRONT

Quotidiano La Provincia, di Graziano Lanzidei - Ancora un altro rinvio. Anche oggi i rifiuti del mercato del venerdì verranno portati a Borgo Montello. L'amministrazione comunale, nonostante gli sforzi quasi giornalieri dell'assessore all'Ambiente, Valterino Battisti, non riesce ad iniziare quello che, da tutti, viene considerato il processo virtuoso. L'accordo davanti al Prefetto, fino ad oggi, non ha portato a risultati concreti. La questione sembra essere peggiorata sensibilmente dopo che, nei giorni scorsi, si è assunta la consapevolezza che il Tribunale di Latina, nella causa civile intentata dal Comitato di salvaguardia ambientale di Mazzocchio contro la Sep, possa non escludere il riconoscimento di danni. A questo punto, dalla giunta Tombolillo, costituitosi parte civile davanti al Tribunale di Latina, è arrivato un brusco stop. I preparativi stanno andando avanti, ma si parla ancora di rinvio sine die. Eppure nelle prossime settimane dovrebbero decidersi cose fondamentali. Opuscoli di sensibilizzazione da stampare per le scuole, perché a Pontinia è stato deciso che una giusta campagna di informazione non è solo quella di tipo operativo. I migliori alleati che la giunta di centrosinistra vuole avere in questa grande battaglia di sensibilizzazione, sono proprio i bambini. Per cui, dalle materne fino alle elementari, ogni bambino avrà il suo volume - in stampa dovrebbero andare due diversi tipi a seconda dell'età - e inizierà a conoscere da vicino che il rispetto dell'ambiente inizia proprio da come vengono gettati e riutilizzati i rifiuti. L'assessore Battisti sembra fremere anche perché dalla Provincia sembrano arrivare segnali confortanti. "Presentateci un progetto finito e vedrete che i fondi arriveranno" questo il pensiero, in sintesi, dell'assessore Giovanchelli. C'è urgenza anche perché i vantaggi economici non sarebbero pochi. Con il solo conferimento del mercato del venerdì in Sep, con l'offerta che la stessa società ha fatto alla Trasco, il Comune arriverebbe a risparmiare ben 500 euro ogni settimana. Questo significa 25 mila euro all'anno. Poca roba, se confrontata con il bilancio complessivo della gestione dei rifiuti. Ma anche su questo versante, se si iniziasse con al differenziata, il Comune potrebbe arrivare, già dal secondo anno, a iniziare a diminuire le tasse. Tra il conferimento a Montello e quello in SEP ci sono, almeno così sembra, 240 mila euro di differenza. Il primo anno dovrebbero servire per acquistare tutto il materiale (si parla di una spesa di 300 mila euro), mentre già dal secondo potrebbero servire a diminuire le tariffe. A questo punto, visti tutti i passaggi formali espletati (Prefetto, enti competenti), ogni ritardo potrebbe significare un'ulteriore spesa per i cittadini.

mercoledì 13 febbraio 2008

PRESENTATA MOZIONE CONSILIARE PRO DIFFERENZIATA DAL CONS. TORELLI

MOZIONE CONSILIARE
PRESENTATA A NORMA DELL’ART. 30 COMMA 1 DELLO STATUTO COMUNE DI PONTINIA

PREMESSO CHE:
Il decreto Ronchi (d.lgs. 5 febbraio 1997 n. 22) obbliga gli Enti Locali a differenziare almeno il 35% dei rifiuti solidi urbani e stabilisce che la gestione dei rifiuti costituisce attività di “pubblico interesse” e deve assicurare un'elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci; i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare: senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo e per la fauna e la flora; senza causare inconvenienti da rumori o odori; senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente;

CONSIDERATO CHE:
Il territorio del Comune di Pontinia si estende in larghezza ed ha la fortuna di ospitare solo il paesaggio pianeggiante. Di conseguenza le attività produttive della zona sono numerose ed hanno molti motivi perché il loro esercizio possa essere potenzialmente in crescita continua. Due sono soprattutto i settori di maggior successo e sviluppo all’interno della Provincia: il primario e l’industria della lavorazione del primario (lattiero-caseario e polo agroalimentare). Tutte queste fonti di ricchezza non solo vanno sostenute e valorizzate, ma soprattutto non vanno attaccate o minacciate.
Non è possibile che in un Comune dove sono presenti moltissimi prodotti locali d’eccellenza, frutto della tradizione e dell’Agro Pontino, protetti e valorizzati da importanti marchi legati alla qualità ed al luogo di produzione, si debba sempre ascoltar proposte di impianti nocivi o dibattiti sull’installazione di centrali Turbogas, cementifici o inceneritori, incompatibili con queste ricchezze genuine.
Per fortuna questa è una zona che funziona; possiamo definirla virtuosa sotto molti aspetti. Dal punto di vista energetico non abbiamo problemi, e la produzione dei rifiuti non è così elevata da poterci far parlare di un termovalorizzatore, che a mio avviso è solo una “extrema ratio” da utilizzare quando si arriva a situazioni gravissime tipo quella di Napoli e dintorni.
Abbiamo ancora molto tempo per poter studiare una raccolta differenziata efficace, efficiente ed anche economicamente vantaggiosa.
L’incenerimento, da scongiurare, è un processo di combustione dei rifiuti ad alta temperatura che dà come prodotti finali gas e ceneri pericolosissime. Il calore sviluppato può essere recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica e come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento di appartamenti ad uso abitativo).
Ma l’amministrazione comunale dovrebbe invece parlare di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, per ogni tipologia di rifiuto (umido, carta, plastica, vetro, lattine…). Il metodo di raccolta consigliabile è quello definito “porta a porta”, poiché quello effettuato attraverso “contenitori stradali” potrebbe dare adito a negligenze da parte dei cittadini meno volenterosi. Il metodo “porta a porta” invece prevede il periodico ritiro a domicilio della spazzatura.
Grazie a questa scelta, i rifiuti potranno essere trattati tramite processi volti a eliminare i materiali non combustibili e riciclabili (vetro, metalli, carta) destinati alle ditte di riciclaggio, e la frazione umida (la materia organica come gli scarti alimentari, agricoli, ecc...) destinata alle centrali di compostaggio. Il prodotto restante non sarà uno scarto, ma CDR, ovvero Combustibile Derivato da Rifiuti che ha come merito quello di ridurre moltissimo la quantità delle pericolose ceneri prodotte dalla combustione.
Anche dal punto di vista economico questa sarebbe una scelta positiva. Si avrebbe infatti un abbassamento dei costi in quanto il costo-medio di conferimento in discarica è alto, mentre per il conferimento del CDR ad un apposito impianto di combustione, e per la frazione umida conferita alle industrie di compostaggio, si avrebbero dei costi sicuramente inferiori. Inoltre si avrebbe anche un guadagno per il conferimento dei riciclabili alle apposite aziende. Quindi se oggi il costo totale fosse 100 si potrebbe passare ad un costo di 30 per conferire CDR e 30 per l’umido, aggiungendo dei piccoli guadagni derivanti dai prodotti riciclabili, passando quindi da un costo totale di 100 a forse uno di 50: avremmo il doppio merito di salvaguardare l’ambiente ed il territorio pontino e di abbassare la tassa comunale sui rifiuti (TARSU). Si potrebbe infine ipotizzare l’arrivo di aziende produttrici CDR e materiali riciclati in modo da creare posti di lavoro e un’industria poco invasiva per il territorio.

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA:
Di dare mandato al Presidente del Consiglio per una prossima convocazione, entro 15 giorni, di un Consiglio Comunale ad hoc per trattare il solo punto all’o.d.g. della raccolta differenziata da effettuarsi nel Comune di Pontinia e di richiedere all’assessore all’Ambiente la presentazione di un piano rifiuti, in quella sede, che rispetti il decreto Ronchi e le norme sull’ambiente e sanità.

sabato 9 febbraio 2008

10 FEBBRAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DELLE FOIBE E DELL'ESODO GIULIANO-DALMATA


Si celebra il 10 febbraio, la giornata della memoria in ricordo all'orrore delle Foibe. Istituita nel 2002 come commemorazione nazionale, la giornata vuole essere un momento di riflessione su un pezzo di storia che, fino a qualche anno fa, è stato totalmente dimenticato. Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate ed uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai comunisti jugoslavi di Tito. Un orrore dettato dall'odio feroce e rappresentato dalle foibe, quelle voragini naturali disseminate sull'altopiano del Carso dove vennero gettati numerosi innocenti, alcuni di loro ancora in vita, accusati di essere Italiani!! Ed è proprio in memoria di queste vittime e dei numerosi esuli che noi di Azione Giovani Pontinia vogliamo ricordare! La tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe oggi, finalmente, appartiene alla Nazione. La storia dei martiri, dell'esodo giuliano-dalmata, troppo a lungo rimossa, è stata ricollocata nella memoria del nostro Paese. Per sempre. Foibe e memoria. Una giornata per non dimenticare. Anzi, per ricordare e onorare. Per rileggere la storia con oggettività. Serenamente. Al di fuori e al di sopra delle ricostruzioni dei fatti imposti da una cultura dominante interessata a cancellare dalla memoria collettiva verità scomode come l'orrendo massacro di migliaia di connazionali da parte dei comunisti slavi dopo il 1943. Una storia di esodo, di dolore, di atroci massacri di massa, di pulizia etnica che ha coinvolto circa 350.000 italiani che vivevano in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Una tragedia che rappresenta una ferita forte in particolare nella nostra provincia, che è stata sede di uno dei più grandi ed importanti campi d'accoglienza per gli esuli giuliano-dalmati e che ancora oggi annovera fra le numerose etnie che ne compongono il tessuto sociale, una folta rappresentanza di famiglie protagoniste di quelle tristi pagine di storia, oggi finalmente da tutti riconosciute come tragedia nazionale, di tutti gli italiani. Riportare alla memoria la tragedia delle foibe è un obbligo morale che si impone alla coscienza civile della Nazione nella verità e nell'aderenza critica ai fatti. Ricordare oggi le Foibe, e ricordarle tutti, senza distinzione di colori e tendenze, è circostanza che non può che far ben sperare sull'esito del difficile cammino di pacificazione intrapreso. Un cammino nel quale Azione Giovani vuole svolgere con determinazione la sua parte con un ruolo da protagonista a difesa della pace, del futuro dei nostri figli, dell'amor di Patria. Per comprendere appieno il dramma, noi di Azione Giovani, ci siamo recati il 3 e 4 Novembre scorsi in visita alla Foiba di Basovizza e vedere quelle cavità carsiche essere riempite per centinaia di metri di profondità da corpi umani: è stato un vero dramma al quale possiamo rispondere solo con il ricordo, la commemorazione, il rispetto e l’onore per quegli Italiani morti a causa della loro italianità.

giovedì 31 gennaio 2008

DISCARICHE A CIELO APERTO: NON CRIMINALIZZARE CHI SEGNALA IL DEGRADO, BENSI' CHI DIFFAMA LA NOSTRA TERRA E CHI NON INTERVIENE


Sulla vicenda delle discariche a cielo aperto, credo che a causa della strumentalizzazione dei mass media nazionale che si sono occupati del caso, si stia perdendo il giusto punto di vista. In primis va dato atto alla Rete dei cittadini contro la Turbogas di aver sollevato un problema che da tempo coinvolge il nostro territorio. Serve una nuova coscienza civica e un maggiore rispetto dell’ambiente. Non solo sulle grandi tematiche ma nella concreta azione giornaliera. E’ necessario, comunque, difendere a spada tratta l’Agro Pontino, i suoi frutti e prodotti. Non è possibile che i comportanti di alcuni cittadini disonesti e la superficialità delle autorità competenti danneggino i settori produttivi. Aziende che ogni giorno conducono la loro battaglia per la qualità come i produttori di latte e carne, di ortaggi, di verdura, le aziende lattiero-casearie e della filiera agroalimentare. Il messaggio che Pontinia è come Napoli non può passare. Non siamo in Campania. Lì una politica ottusa ha condannato i cittadini a vivere in condizioni precarie. Qui si tratta di errori individuali. Mi fa anche piacere complimentarmi con i dipendenti TRASCO e con l’amministratore Mauro Forcina, che intervengono da ben 6 mesi per ritirare i prodotti buttati qua e là per le campagne.
Il caso, che ho comunicato attraverso missiva protocollata agli assessori competenti, e che giustamente ha sollevato la Rete, spero che abbia fatto capire a tutti gli amministratori che bisogna cercare non solo di attuare una politica di prevenzione. Un prodotto che si vede di frequente, infatti, sono i pneumatici di autovetture e trattori. Si usano per coprire mais. Il costo di smaltimento è insostenibile per un qualsiasi agricoltore, figuriamoci in questa congiuntura sfavorevole. Non si tratta di giustificare un comportamento illecito, bisogna capire che c’è la necessità di incentivare i comportamenti leciti. Si deve riuscire a rendere conveniente, o quantomeno non penalizzante il rispetto della legge. Attraverso incentivi, particolari convenzioni… Lo diciamo da parecchio tempo, ma dal Comune sembra che solo ora qualcuno si sia accorto della cosa.
Le dichiarazioni del Sindaco giungono tardive e, come sempre, strumentali e demagogiche: basta sentire proclami, i cittadini vogliono i fatti. Adesso deve essere convocata quanto prima una commissione Ambiente per analizzare la situazione e vedere il da farsi. Si deve anche pensare ad un metodo che possa far desistere tali comportamenti illeciti, anche se in periferia: una video-sorveglianza delle zone sensibili e dei blocchi di cemento all’accesso delle discariche per non far accedere i camion che scaricano i vari prodotti che si trovano ora depositati.