sabato 25 ottobre 2008

NASCE GIOVENTU'.IT IL PORTALE DEL NUOVO MINISTERO DELLA GIOVENTU' GUIDATO DALL'ON. GIORGIA MELONI


Gioventu.it nasce per favorire il dialogo tra giovani e istituzioni. Ogni mese apriremo un Focus diverso su questioni che toccano l’universo giovanile. Su quel tema il ministero della Gioventù si apre al confronto di idee e chiede ai ragazzi di partecipare con testimonianze, riflessioni, proposte.
Si parte con il Focus su ecstasy e dintorni.
Gioventu.it nasce per diventare un utile strumento di conoscenza, per distribuire informazioni ai ragazzi che vogliono conoscere tutte le opportunità che hanno a disposizione per conquistare il proprio personale diritto al futuro.
Si parte in primavera quando, grazie alla collaborazione tra il Ministero e l’Anci, vedrà la luce finalmente la piattaforma integrata anche sul web di tutti gli sportelli Informagiovani che da anni ormai lavorano al servizio delle politiche giovanili sul territorio. I ragazzi italiani avranno così a disposizione il più grande motore di ricerca dedicato alle loro esigenze.
Gioventu.it nasce per dare pubblicità alle storie più belle dei giovani italiani. Quelle che non godono dei riflettori dell’opinione pubblica. Per fare un ritratto più vero di questa generazione, per nulla priva di difetti e contraddizioni, ma anche ricca di talento, spirito, passione civile e coraggio. Racconteremo alcune Storie di Meglio Gioventù, grazie alla penna di scrittori famosi ed anche alla vostra, se lo vorrete.
Cominceremo con la storia di Daniele Paladini scelta e raccontata da Federico Moccia.
Gioventu.it nasce per essere qualcosa di più di un tradizionale sito istituzionale. Vi troverete certamente tutte le informazioni che riguardano l’azione del dipartimento della Gioventù: tutti i bandi, i concorsi, le campagne alle quali speriamo che parteciperete. L’ambizione però è quella di coinvolgere i giovani che lo vorranno nella costruzione delle politiche che li riguardano più da vicino.
Per questo la forma scelta è quella del blog, per quanto un po’ sui generis. Sarà aperto ai commenti nelle sezioni che riguardano il Focus del mese e la Meglio Gioventù. Tutti i contributi sono ben accetti a patto che siano inerenti all’argomento trattato, che abbiano un approccio costruttivo e che mantengano un linguaggio rispettoso delle idee altrui.
Molto c’è da fare per assicurare alle giovani generazioni il diritto al futuro, per innescare il circolo virtuoso della rivoluzione del merito e per conquistare un nuovo protagonismo generazionale. Questo luogo d’incontro virtuale è pensato per compiere insieme a voi il cammino che ci aspetta. Buon viaggio

giovedì 23 ottobre 2008

COMUNICATO ALLEANZA NAZIONALE PONTINIA SULLA VICENDA DEGLI YOGURT SCADUTI SOMMINISTRATI ALLE MENSE SCOLASTICHE


In merito al recente e grave episodio della distribuzione di yogurt scaduti ai bambini della scuola materna di Borgo Pasubio AN vuole vederci chiaro.
Il fatto è veramente sconcertante, nonostante l’amministratore della TRASCO e l’assessore competente abbiano immediatamente smorzato i toni e rassicurato i genitori parlando di “semplice distrazione”. Una modo di fare però, che avrebbe potuto comportare delle conseguenze di natura medica sui bambini e legale nei confronti del comune.
La prima domanda che viene spontanea è quella di chi deve controllare le scadenze dei cibi da somministrare. E’ da tempo che l’opposizione sottolinea come manchi nel settore della mensa una persona esperta, con esperienza gestionale di refezione in grado non soltanto di avere il controllo della cucina ma anche della parte burocratica riferita al servizio.
Sarebbe interessante sapere, chi deve controllare la qualità del cibo, se i quantitativi descritti in fattura corrispondono al vero, chi è il responsabile della mensa!
Altro interrogativo al quale si dovrà dare risposta è quello che: se è vero che gli yogurt scadevano il giorno 11 ottobre, sono stati distribuiti il 15, quindi ben tre giorni dopo la scadenza e la ditta fornitrice ha assicurato che i medesimi non vengono venduti vicino alla data di scadenza e tantomeno scaduti, una domanda sorge spontanea da quanto tempo tali prodotti alimentari sono stati nelle mani della TRASCO?
Un altro aspetto di questa vicenda è la voce oramai pubblica che gli yogurt in questione non erano destinati alla mensa bensì sono stati donati per essere consumati durante uno spettacolo teatrale. A questo punto ci poniamo una domanda dove sono stati conservati visto che la TRASCO afferma come non usa tenere in magazzino i beni alimentari? Se questo non è vero esiste una fattura che attesti l’acquisto degli yogurt per le scuole nel periodo in questione?
Nonostante gli sforzi del comune nel ribadire come la mensa sia un fiore all’occhiello dell’amministrazione sono sempre più numerose le voci dei genitori che contestano la qualità e la quantità dei pasti distribuiti. Su questa vicenda Alleanza nazionale intende fare chiarezza perché come si evince da questo episodio sono troppi gli interrogativi ai quali si deve rispondere per tranquillizzare i genitori di Pontinia.

mercoledì 22 ottobre 2008

AGROALIMENTARE: UN'INTERESSANTE LEGGE CHE AUTORIZZA LA VENDITA AL DETTAGLIO DEI PROPRI PRODOTTI LOCALI


ART. 4 D.LGS. 228/2001. Esercizio dell’attività di vendita.
1. Gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.
2. La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante è soggetta a previa comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione e può essere effettuata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.
3. La comunicazione di cui al comma 2, oltre alle indicazioni delle generalità del richiedente, dell'iscrizione nel registro delle imprese e degli estremi di ubicazione dell'azienda, deve contenere la specificazione dei prodotti di cui si intende praticare la vendita e delle modalità con cui si intende effettuarla, ivi compreso il commercio elettronico.
4. Qualora si intenda esercitare la vendita al dettaglio non in forma itinerante su aree pubbliche o in locali aperti al pubblico, la comunicazione e' indirizzata al sindaco del comune in cui si intende esercitare la vendita. Per la vendita al dettaglio su aree pubbliche mediante l'utilizzo di un posteggio la comunicazione deve contenere la richiesta di assegnazione del posteggio medesimo, ai sensi dell'art. 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
5. La presente disciplina si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
6. Non possono esercitare l'attività di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di società di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato, nell'espletamento delle funzioni connesse alla carica ricoperta nella società, condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.
7. Alla vendita diretta disciplinata dal presente decreto legislativo continuano a non applicarsi le disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 4, comma 2, lettera d), del medesimo decreto legislativo n. 114 del 1998.
8. Qualora l'ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia superiore a lire 80 milioni per gli imprenditori individuali ovvero a lire 2 miliardi per le società, si applicano le disposizioni del citato decreto legislativo n. 114 del 1998.

ART. 2 quinquies LEGGE 81/2006. Modifica all’articolo 4 d.lgs. 228 del 2001.
1. All'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all'aperto nell'ambito dell'azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità non è richiesta la comunicazione di inizio attività”.

mercoledì 15 ottobre 2008

RIUNIONE A CERIARA DI SEZZE: CRESCE L'INFORMAZIONE E SALE IL CORO DEI NO ALLA TURBOGAS


Martedì sera presso il bar Panici in località Ceriara di Sezze, si è tenuta una riunione con i cittadini investiti dagli avvisi di esproprio per le opere accessorie alla Turbogas: elettrodotto e gasdotto.
Oltre al Sindaco Campoli e al consigliere Di Palma, hanno partecipato alla riunione i consiglieri comunali Paolo Torelli e Giuseppe Belli di Pontinia, nonchè i rappresentanti della Rete cittadina contro la Turbogas, Cima e Veca.
Dopo aver discusso della localizzazione della centrale e aver illustrato la mappa dei terreni coinvolti e delle linee dei tracciati dell’elettrodotto e gasdotto, la discussione si è spostata sulle considerazioni politiche e tecniche.
Il Consigliere Paolo Torelli ha ricordato che, oltre ad inquinare e a produrre tonnellate di polveri sottili e vapore acqueo, il progetto della turbogas prevedrà:
a) il consumo di circa 200.000 metri cubi di acqua all'anno; verranno prelevati milioni di litri d'acqua dai nostri acquedotti e dalle nostre falde acquifere aggravando ulteriormente lo stato idrogeologico del nostro territorio;
b) La turbogas procurerà danni all'agricoltura e zootecnia; le polveri fini ed ultra fini provocano una diminuzione della visibilità atmosferica e della luminosità assorbendo o riflettendo la luce solare; le polveri sospese provocano la formazione di nebbie e nuvole, favorendo il verificarsi dei fenomeni delle piogge acide; le polveri poi depositarsi sulle foglie formando così una patina opaca, che schermando la luce ostacola il processo della fotosintesi clorofilliana, quindi con gravi conseguenze per l'agricoltura per le colture tipiche locali e biologiche danneggiando economicamente il nostro territorio a vocazione agro-alimentare, non esisteranno più colture biologiche o marchi DOC, DOP, IGT, gli allevamenti di bestiame da macello o da latte causando deprezzamenti dei prodotti derivati;
c) la turbogas svaluterà il valore delle nostre case, dei nostri terreni e dei nostri prodotti tipici dell'agro pontino;
d) la corrente prodotta sarà immessa nella rete nazionale e non sarà donata alle nostre famiglie; inoltre c’è da ricordare che la Regione Lazio è in surplus di produzione energetica e quindi non si vede il perché si debba aggravare ulteriormente questa zona dalla presenza di centrali che non produrranno energia per questa Regione ma bensì per altre;
e) le leggi di compensazione ambientale, che prevedono la produzione dello stesso quantitativo di energia prodotta dalla turbogas attraverso centrali alimentate da fonti pulite e rinnovabili (es. solare ed eolico), saranno attuate in Calabria e Campania e non nel Lazio;
f) i cittadini ed i Comuni non riceveranno alcun soldo, poiché la Legge Marzano vieta i ristori economici o qualsiasi altra compensazione monetaria; né le famiglie riceveranno tagli al prezzo della bolletta;
g) non saranno creati posti lavoro; al massimo troveranno occupazione 7 o 8 ingegneri altamente specializzati.
Considerate tutte queste negatività occorre poi aggiungere una considerazione importantissima di tipo urbanistico: finora la Regione ha vietato la realizzazione di ogni stabile e di ogni opera accessoria, alle case già esistenti, nella zona dai Gricilli fino a Cotarda, denominandola “zona rossa” per motivi di cedimento strutturale, carsismo, smottamento…: come mai ora si potrebbero realizzare dei pali alti 50 metri per l’elettrodotto ed interrare tubi immensi per trasportare gas? Non sprofonderebbero?!
Un ultima cosa: come si può ipotizzare di realizzare due linee parallele di elettrodotto e gasdotto lunghe 8,5 Kilometri che taglierebbero molte aziende agricole in due parti e graverebbero di esproprio molte case rurali? Si è forse deciso di uccidere questa zona?

venerdì 10 ottobre 2008

SABATO 1 E DOMENICA 2 NOVEMBRE VIAGGIO IN FRIULI RICCO DI CONVEGNI, DIVERTIMENTI E VISITA ALLE FOIBE


Sabato 1 e Domenica 2 Novembre, la Federazione Provinciale di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, sta organizzando un viaggio in Friuli ricco di eventi, convegni, momenti goliardici e di riflessione e memoria per le migliaia di vittime connazionali gettate nelle Foibe dalle truppe titine. Il viaggio vuole essere un momento di riflessione su un pezzo di storia che, fino a qualche anno fa, è stato totalmente dimenticato. Almeno 10.000 persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate ed uccise a Trieste e nell’Istria controllata dai comunisti jugoslavi di Tito. Un orrore dettato dall’odio feroce e rappresentato dalle foibe, quelle voragini naturali disseminate sull'altopiano del Carso dove vennero gettati numerosi innocenti, alcuni di loro ancora in vita, accusati di essere Italiani!! La tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe oggi, finalmente, appartiene alla Nazione. La storia dei martiri, dell'esodo giuliano-dalmata, troppo a lungo rimossa, è stata ricollocata nella memoria del nostro Paese. Per sempre. Foibe e memoria. Una giornata per non dimenticare. Anzi, per ricordare e onorare. Per rileggere la storia con oggettività. Serenamente. Al di fuori e al di sopra delle ricostruzioni dei fatti imposti da una cultura dominante interessata a cancellare dalla memoria collettiva verità scomode come l'orrendo massacro di migliaia di connazionali da parte dei comunisti slavi dopo il 1943. Una storia di esodo, di dolore, di atroci massacri di massa, di pulizia etnica che ha coinvolto circa 350.000 italiani che vivevano in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Una tragedia che rappresenta una ferita forte in particolare nella nostra provincia, che è stata sede di uno dei più grandi ed importanti campi d'accoglienza per gli esuli giuliano-dalmati e che ancora oggi annovera fra le numerose etnie che ne compongono il tessuto sociale, una folta rappresentanza di famiglie protagoniste di quelle tristi pagine di storia, oggi finalmente da tutti riconosciute come tragedia nazionale, di tutti gli italiani. Il nostro sarà un cammino nel quale Azione Giovani vuole svolgere con determinazione la sua parte con un ruolo da protagonista a difesa della pace, del futuro dei nostri figli, dell’amor di Patria.Proprio la Patria sarà un altro tema al centro del nostro viaggio perché sabato assisteremo a due convegni: il primo dal tema “combattere ancora per l’Italia nell’associazionismo e nello sport, non solo in guerra” e l’altro dedicato ai “ragazzi del ’53” che lottarono a Trieste per imporre il Tricolore Italiano sulla loro città.Chiaramente, come è scolpito nel nostro DNA, non mancheranno anche momenti di puro divertimento, con un concerto musicale il sabato sera e dei momenti di svago per la città di Gorizia, dove allogeremo.La Domenica invece ci recheremo a Basovizza e poi in terreno sloveno per visitare le due Foibe più grandi, la prima dichiarata “Monumento Nazionale”, l’altra rimasta ancora aperta e quindi visitabile anche all’interno.La partenza per il viaggio è fissata per venerdì 31 ottobre a mezzanotte al parcheggio del centro commerciale Morbella a Latina.Per info ed adesioni visitate il sito internet www.azionegiovanilt.com oppure chiamatemi al 339.8255089.

giovedì 2 ottobre 2008

PER LE FAMIGLIE ARRIVANO GLI AUMENTI DEI TICKET MENSA E LA RIDUZIONE DI INVESTIMENTI PER LE SCUOLE: "VERGOGNA TOMBOLILLO"


Vorrei ricordare a tutti i genitori di bambini che frequentano l’asilo e le elementari e di ragazzi che frequentano le scuole medie, che la Giunta Tombolillo ha preparato per loro una vera e propria “sorpresa”: il bilancio di previsione 2008 prevede aumenti a carico delle famiglie per la refezione scolastica. La delibera di Giunta Municipale n. 71 del 13/05/2008 prevede un «aumento, con decorrenza ottobre 2008, della tariffa relativa al servizio di refezione scolastica di 20 centesimi di euro», nel seguente modo:

· da 2,60 per la scuola materna a 2,80 €
· da 2,90 per la scuola elementare a 3,10 €
· da 3,10 per la scuola media a 3,30 €

Alleanza Nazionale è fermamente contraria a tali aumenti che fanno lievitare la pressione fiscale sulle famiglie pontiniane che devono sostenere, oltre alle spese ordinarie, il costo per l’educazione e la formazione della prole. Così facendo si crea un discrimine per quelle coppie che intendono mettere alla luce un figlio e pertanto è come se fare un figlio diventi un sacrificio e non una gioia come invece dovrebbe essere. Pertanto presentammo un emendamento ad hoc attraverso il quale chiedemmo che sul bilancio di previsione 2008 non fosse immesso in entrata l’importo totale degli aumenti pari a 25.000 euro e, di conseguenza, fosse diminuita una voce di uscita per mantenere il “pareggio” di bilancio. Chiaramente noi chiedemmo che Sindaco ed assessori si diminuissero il loro stipendio, ma loro non approvarono il nostro emendamento e scelsero di mantenersi i 3000 € al mese per il Sindaco e i 1200 per gli assessori.
Inoltre proprio nel Consiglio comunale di lunedì sera, la maggioranza, nello storno e variazione del bilancio 2008 ha proposto ed approvato la diminuzione di molte voci di spesa destinate all’istruzione dei bambini: sono stati diminuiti 1500 euro per l’acquisto di arredi e libri per le scuole medie, 4500 per la sanificazione e vestiario delle mense e 1100 per la ludoteca, per un totale di 7100 euro in meno per bambini e ragazzi. Questi soldi si potevano spendere per i tendaggi, che invece sono stati messi a punto dai genitori e da sarti di famiglia. Inoltre la diminuzione della spesa per i libri è assurda, dal momento che si potevano mantenere per istituire un capitolo per sostenere le famiglie bisognose che non riescono ad acquistare i libri per la propria prole, come stanno facendo molti comuni in tutta Italia.Un bel regalo davvero per le famiglie: meno investimenti per i loro figli e più spese a loro carico!

lunedì 29 settembre 2008

INTERROGAZIONE CONSILIARE IN MERITO ALLA CENTRALE TURBOGAS, ALLA RICHIESTA DI ABOLIZIONE VINCOLI PTPR ED ESTERNAZIONI ASSESSORI "PRO" TURBOGAS

Questi mesi, anzi quest’ultimi due anni, sono incentrati, aimé, nel dibattito politico e sociale che riguarda l’installazione di una centrale termoelettrica denominata “Turbogas”.
Questo Consiglio Comunale, convocato dall’opposizione secondo i modi previsti dallo Statuto, ha deliberato all’unanimità la netta contrarietà al progetto presentato dalla società ACEA-Electrabel, deliberandone in modo incontrovertibile la contrarietà del Comune di Pontinia.
Ma purtroppo un successivo Consiglio Comunale ha approvato, con i voti della sola maggioranza, le osservazioni di questo Ente al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) approvando non solo delle osservazioni che noi non condividiamo circa il centro storico, ma anche la richiesta di abolizione dei vincoli nei territori della fascia nord del Comune. Approvare quella delibera, vuol dire chiedere di abolire la cosiddetta “zona rossa” non solo nei pressi dell’area della Cotarda, ma anche dove è situata la vasca di espansione e addirittura i laghetti dei Gricilli, guarda un pò proprio quella fascia geografica che sarà interessata dal passaggio del gasdotto e dell’elettrodotto aereo che uniranno la futura centrale turbogas alla centrale di smistamento di Sezze Scalo. Inoltre il tutto è stato approvato senza aver redatto in via preliminare uno studio geologico e tantomeno aver redatto una cartografia che descrivesse “su carta” gli effetti della vostra decisione.
Questa scelta l’avete giustificata, allora, affermando che è vostro intento far sviluppare a livello economico e strutturale la fascia nord del Comune e soprattutto la contrada Cotarda.
Credete veramente che la Cotarda si salvi costruendo le condizioni ideali per la realizzazione della centrale turbogas? È bastata una notizia di stampa circa la presunta diossina a Napoli e Caserta per mettere in ginocchio un intero settore agroalimentare, quello della mozzarella, e credete che la centrale Turbogas, che non sarà un semplice articolo ma una realtà ben visibile, eserciterà giovamenti sulla reputazione della zona Cotarda e zone limitrofi? Perché non avete prodotto uno studio circa le ricadute economiche e reputazionali della zona, con riguardo soprattutto al futuro valore dei terreni, degli insediamenti agricoli, artigianali ed industriali, nonché delle case abitative?
Il 26 settembre sono scaduti i termini per presentare le osservazioni circa il procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e circa gli avvisi di esproprio dei terreni interessati dal passaggio dell’elettrodotto e gasdotto: ci risulta che questo Ente non ha prodotto nessuna osservazione ufficiale, né tantomeno ha depositato nessuna memoria contraria agli appositi Enti preposti, salvo il contrario, ma a questo punto non si può accettare la mancanza assoluta di trasparenza e disponibilità degli atti amministrativi.
Inoltre, giorni fa, due assessori con deleghe “di peso”, ovvero Farris e Subiaco, Vicesindaco ed assessore alle Finanze, hanno esternato la loro volontà di non voler opporsi al progetto della centrale Turbogas e di voler eliminare i vincoli paesaggistici ed urbanistici della zona nord del Comune. Mentre tutti noi lottiamo contro questa centrale, due membri della Giunta Municipale, organo sottoposto per legge alle volontà del Consiglio Comunale, lavorano per ottenere un risultato di segno opposto a quello deliberato all’unanimità dalla massima Assise cittadina. Questo è intollerabile ed inaccettabile!
Signor sindaco, Lei saprà meglio di noi che con le pubbliche riunioni e gli articoli di giornale si possono raggiungere solo obiettivi di informazione o obiettivi propagandistici. È con gli atti amministrativi che si compiono realmente le scelte di un Ente: ad oggi questo Comune ha deliberato, ed inviato alla Regione, la volontà di eliminare i vincoli, mentre non ha prodotto nessun atto ufficiale che contrasti l’Autorizzazione Ambientale né gli avvisi di esproprio, né tantomeno che ricordi all’Ente regionale la presenza di vincoli da loro stessi istituiti. Tutto ciò è ancor più grave ed intollerabile delle esternazioni degli assessori!
Inoltre, vorremmo sapere perché Lei non ha ancora emesso una “Certificazione di rischio territoriale”, come ha fatto il suo collega di Aprilia, per sottolineare l’alto rischio che si avrà dopo l’eventuale costruzione della centrale Turbogas con la presenza di un insediamento industriale di lavorazione di ossigeno già presente in loco: praticamente potremmo assistere alla realizzazione di un complesso simile ad una bomba ad orologeria e dovremo vivere col terrore che un giorno possa scoppiare.

Premesso tutto ciò, chiediamo che gli assessori smentiscano ufficialmente le loro esternazioni rispettando la volontà del Consiglio Comunale o altrimenti sia loro rimesso l’incarico di assessori comunali.Inoltre chiediamo che il Comune, con una delibera di segno opposto, annulli la precedente delibera che chiedeva l’abolizione dei vincoli al PTPR in merito alla “zona rossa” della fascia nord del Comune, affermando inoltre che ci serviremo, tra le tante motivazioni, anche di quei vincoli, certificati con studi geologici, per opporci alla realizzazione della centrale Turbogas.

lunedì 15 settembre 2008

LA "COMMISSIONE STATUTO" MI HA CONFERITO L'ONORE DI REDIGERE LA BOZZA DEL NUOVO STATUTO DI PONTINIA: VORREI FOSSE PARTECIPATO DA TUTTI, SCRIVETEMI!


Oggi, 15/09/2008, si è riunita la Commissione Statuto e Regolamenti con all’o.d.g. la discussione dello Stuto Comunale di Pontinia. Erano presenti tutti i commissari: Dott. Calisi (presidente), Avv. Donnarumma, Ing. Medici, Dott. Subiaco, Dott. Torelli.
In prima battuta è stato convenuto che lo Statuto andasse riformulato dall’inizio poiché la copia discussa lo scorso anno è divenuta desueta nel frattempo a causa dell’entrata in vigore di diverse norme di legge nazionali di modifica del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000).
Si sono analizzate le funzioni e la necessità che rappresenta uno Statuto: lo statuto stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze e le attribuzioni degli organi dei vari enti o aziende comunali, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente. Stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone. Possono stabilirsi norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra i cittadini, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune.
Quindi si è deciso anche di determinare uno snellimento della vecchia bozza dello scorso anno attraverso una riduzione degli articoli e dei commi, senza però affievolirne l’essenza.
La Commissione ha deciso all’unanimità che l’incaricato di redigere il Nuovo Statuto Comunale debba essere il Consigliere Comunale, Dott. Paolo Torelli, il quale si raffronterà col Presidente della Commissione per la prossima convocazione per la presentazione e discussione della bozza.
Non appena disponibile, dirameremo ai cittadini ed alla stampa la data della prossima riunione affinché tutti possano partecipare alla redazione della Carta Costituzionale del Comune. Nel frattempo chiunque volesse comunicare con il Cons. Paolo Torelli può scrivergli una e-mail all’indirizzo torelli-paolo@libero.it o scrivere sul suo sito internet www.paolotorelli.blogspot.com affinché lo Statuto sia una carta partecipata e non calata solamente dall’alto. È importante la partecipazione perché con lo Statuto si dettano i principi anche per l’ambiente, per i disabili, per la tutela dell’agricoltura e dell’allevamento, ecc…

mercoledì 3 settembre 2008

CRISI SETTORE BUFALINO PROVINCIALE: COMUNE E REGIONE ASSENTI MENTRE I CASEIFICI PORTANO ALLA CHIUSURA LE AZIENDE PRODUTTRICI DI LATTE


Il comparto zootecnico provinciale bufalino sta attraversando un momento di gravissima difficoltà, situazione tra l’altro emersa in tutta la sua gravità durante le numerose riunioni assembleari promosse dal sottoscritto e dai comuni di Pontinia e limitrofi.
L’intero sistema bufalino della provincia di Latina conta un giro di affari che coinvolge in totale circa 15.000 persone: sono infatti circa 850 le famiglie titolari di un’azienda agricola produttrici di latte bufalino; 20 le famiglie titolari di caseifici di medie dimensioni; 4000 i lavoratori dipendenti presso le aziende e 3000 i dipendenti di caseifici. Si devono poi considerare tutte le famiglie titolari, e i lavoratori dipendenti, delle ditte che orbitano in tale sistema come produttrici di mangimi, foraggi, mais, materie prime, gasolio, gas, prodotti farmaceutici, prodotti tecnici per sale mungiture, trattori…
I capi bufalini totali della zona pontina sono circa 40.000, mentre quelli dell’area ciociara sono circa 20.000.
La vendita e la commercializzazione di animali “da vita” (animali giovanissimi e giovani per la riproduzione e l’accoppiamento e la successiva produzione di latte) è completamente bloccata, arrecando degli aggravi economici a quelle aziende che impostavano in tal modo la strategia d’impresa.
Gli allevatori sono alle prese da un lato con un forte incremento dei costi produttivi (gasolio, concimi, mangimi, alimentazione, in particolare mais e fieno aumentati del 50%…) con un’incidenza media del 40%, dall’altro da un mercato del latte tendente, in modo ingiustificato, al ribasso del livello dei prezzi al produttore e al rialzo del prezzo al consumatore (addirittura arrivano in questi giorni gli avvisi di disdetta del contratto di acquisto del latte da parte dei caseifici in modo unilaterale con decorrenza 15-20 settembre 2008!).
Un capo bufalino “da latte” costa mediamente 4,50 € al giorno ed ha un’incidenza sul valore capitale dell’azienda di circa 4000 € l’anno (attrezzature per la mungitura, farmaci, alimentazione…). I proventi dalla vendita di bestiame sono in questo periodo pari a zero e quelli dalla vendita di latte sono ormai insufficienti per arrivare al pareggio di bilancio.
Nel miglior delle ipotesi, numerosi allevatori della nostra Provincia si sono visti recapitare al proprio domicilio, da parte dei gestori dei centri di lavorazione e commercializzazione e dalle industrie di trasformazione di riferimento del comparto, missive nelle quali si prospetta la volontà unilaterale e priva di qualsiasi confronto di ritirare il prodotto senza un prezzo definito oppure ad un livello di prezzo fortemente ribassato (almeno del 30%).
Il latte è un prodotto fortemente deperibile che va necessariamente allontanato dall’azienda zootecnica quotidianamente per cui gli allevatori sono messi nelle condizioni di dovere accettare “supinamente” queste condizioni.
Considerato che, perdurando tale situazione, è prevedibile che il comparto bufalino sia avviato alla completa dismissione essendo moltissime aziende zootecniche “appesantite” finanziariamente a causa degli investimenti effettuati negli ultimi anni per fronteggiare la normativa comunitaria e un mercato sempre più esigente in termini di qualità di prodotto e di processo.
Tale dismissione provocherebbe gravi ripercussioni sull’intera economia provinciale con drammatiche conseguenze anche sotto l’aspetto sociale.
Inoltre c’è sentore che il livello di crescente tensione nel settore possa sfociare in manifestazioni scomposte con implicazione di ordine pubblico.
La bufala è un animale che per leggi biologiche tende a partorire in autunno e quindi a produrre maggior latte nel periodo invernale (periodo però di minor consumo di mozzarelle) determinando un surplus di produzione di latte e facendo scaturire la scelta, da parte dei caseifici, di congelare il latte o la pasta lavorata eccedenti per poi utilizzarla in estate, assieme al latte fresco, quando i consumi sono notevolmente superiori (turismo ed enogastronomia estiva). Negli anni passati, questa prassi normale vedeva i caseifici utilizzare il latte e la pasta lavorata congelati precedentemente, nel mese di aprile e terminare queste scorte. Adesso invece nei congelatori è ancora presente questa pasta facendo presumere che tale latte non può essere solo proveniente da questa zona (descritta nel regolamento CEE istitutivo del DOP bufalino) ma anche dall’estero.
Si possono avere delle soluzioni di impatto immediato come degli aiuti economici o sgravi fiscali, e delle soluzioni a medio termine come l’istituzione di controlli nazionali e locali della reale quantità di latte congelato posseduta, o delle leggi istitutive del “prezzo minimo” del costo del latte aziendale o del costo del prodotto al bancone per il consumatore. Infatti se coloro che producono mozzarella di bufala con altro latte riescono a vendere le mozzarelle a 6,00 € al Kg, coloro che sono onesti devono per forza avvicinarsi a tale prezzo creando così una spirale vorticosa a ribasso facendo crollare la qualità e favorendo la ricerca di latte non bufalino per produrre prodotti denominati però “bufalini”. Si potrebbe altrimenti creare un meccanismo di “proporzionalità bloccata” tra il prezzo del latte aziendale e quello dei prodotti al bancone.
Queste scelte spettano soprattutto per legge alle Regioni: l’assessore all’agricoltura della Campania, Cozzolino, si sta occupando di tali problemi e sta provvedendo a trovare diverse soluzioni, anche di tipo economico. L’assessore regionale del Lazio, Valentini (stesso orientamento politico del collega campano, PD), invece sta letteralmente sottovalutando l’intero problema. Gli stessi Sindaci della zona dovrebbero “sollecitare” l’assessore Valentini ma purtroppo non vogliono adempiere ai loro compiti istituzionali di rappresentanza di tutte le realtà che compongono il loro territorio evidentemente, in particolar modo il Sindaco Tombolillo!!!La Regione si deve far carico di trovare una via economica o tecnico-sanitaria per far smaltire le eccedenze congelate e poter far ripartire l’economia dei caseifici in modo tale da far cessare questo ingiustificato ed antigiuridico ribasso del prezzo del latte alle aziende produttrici o addirittura la risoluzione unilaterale del contratto di fornitura.

mercoledì 13 agosto 2008

AVVISO DI ESPROPRIO PER I TERRENI DOVE PASSERANNO L'ELETTRODOTTO E IL GASDOTTO: LOTTIAMO PER DIFENDERE LA NOSTRA TERRA, CONTRASTIAMOLI


In questi giorni mi sono recato in Comune per prendere una copia degli atti in pubblicazione all’Albo Pretorio contenenti gli avvisi di esproprio dei terreni interessati dal progetto della centrale a turbogas che la Società Acea-Electrabel di Roma intende costruire nell’area industriale di Mazzocchio. Nella cartellina vi sono contenuti tutti i nominativi dei proprietari e le particelle catastali dei loro possedimenti che saranno attraversati dal metanodotto e dall’elettrodotto, nel percorso che va da Sezze Scalo fino alla posizione dove sarebbe prevista la futura centrale.
Leggendo la lista dei terreni, ci si rende conto che gli espropri andranno a colpire piccole e medie aziende agricole adibite alla produzione di ortaggi e all’allevamento zootecnico situate nelle contrade Gricilli, Cotarda, lungo gran parte del Fiume Ufente. In questi giorni, si è appreso dalla stampa, i destinatari degli avvisi di esproprio sono venuti in Comune per protestare energicamente e preannunciando immediati ricorsi nei confronti dell’Acea..
Non si può tollerare l’idea che, dopo anni di lavoro e sacrifici finanziari per attrezzare le proprie aziende agricole o zootecniche, produttrici di eccellenze agroalimentari, un progetto incompatibile con il nostro Agro venga a compromettere il lavoro e lo sviluppo di decine di famiglie residenti nei comuni di Sezze e Pontinia.
È giusto che il Comune non resti fermo di fronte a questo gravissimo scandalo: dobbiamo istituire immediatamente un tavolo di confronto e coordinamento fra tutti i cittadini pontiniani colpiti (presso il comune o presso un luogo adeguato della zona), al fine di informarli prontamente di ogni sviluppo del procedimento e al fine di “fare quadrato” per tutelare loro e la nostra terra. Inoltre propongo di sollevarli dalle spese legali che dovranno affrontare per ricorrere al decreto di esproprio e promuovere una class action istituendo un capitolo apposito di bilancio per sostenere l’onorario professionale di un avvocato che li difenderà tutti, come se fossero un consorzio o un sindacato, perché sono tutti accomunati dallo stesso interesse giuridico a veder tutelata la loro azienda agricola o attività commerciale.
Il tempo stringe: mancano solo 15 giorni!!
Hanno accolto la proposta: mercoledì 20 agosto alle ore 19,30 presso l'aula consiliare di Pontinia ci sarà una riunione con i cittadini soggetti ad esproprio, le associazioni e i consiglieri comunali.