giovedì 22 luglio 2010

PAOLO TORELLI NELLA SEGRETERIA DELL'ON. STEFANO ZAPPALA', ASSESSORE REGIONALE AL TURISMO E MARKETING DEL "MADE IN LAZIO"

Vorrei condividere con tutti voi una notizia importantissima per me: l'assessore regionale al Turismo e Marketing del "Made in Lazio", On. Stefano Zappalà mi ha chiamato per far parte della sua segreteria personale.
Oggi ho preso ufficilmente servizio presso la segreteria situata al 3° piano della palazzina B della sede di via Cristoforo Colombo di Roma.
Chiaramente è un importante atto di stima da parte dell'Onorevole Zappalà nei miei confronti e un prestigioso momento di crescita politica e istituzionale del mio percorso intrapreso anni fa.
Spero lo sia anche per la mia città, il territorio della Provincia, chiaramente nel rispetto degli interessi più generali della Regione Lazio.
Vi porgo i miei contatti:
ptorelli@regione.lazio.it
Telefono interno ufficio: 0651683253

venerdì 9 luglio 2010

IL TERRENO EX HILME ACQUISITO AL PATRIMONIO COMUNALE PER 500.000 EURO: ORA CHIEDO UN CONSIGLIO PER DECIDERE SULLA DESTINAZIONE D'USO DA CONFERIRE

Sono estremamente contento e soddisfatto di vere aggiudicato al Patrimonio comunale il lotto della ex Hilme. Contento perchè sarà motivo di sviluppo per Pontinia e soddisfatto perchè ho votato favorevolmente all'acquisizione in consiglio comunale.
Il terreno che sullo scadere degli anni’ 50, l’allora Consiglio Comunale approvò di regalare all’imprenditore privato, che in cambio avrebbe creato nuovi posti di lavoro e quindi ricchezza locale, tornerà a produrre qualcosa di positivo, dopo anni di inattività.
Ora il Comune, per riprendere il controllo di tutto o di una parte del lotto, ha sborsato soldi per rispondere all’asta fallimentare. L’operazione ammonta a circa 500.000 euro complessivi (base d’asta, rilancio legale di 30.000 euro, tasse e imposte, smaltimento fanghi chimici presenti nei capannoni, messa in sicurezza).
Ora però, dopo aver ufficialmente speso mezzo milione di euro, occorre riflettere bene: cosa vogliamo fare di quell’area? Vogliamo sprecare questa somma dei cittadini o reinvestirla per il bene della collettività di Pontinia?
Attualmente l’area, secondo il Piano Regolatore Generale, ha indirizzo industriale. Ma sappiamo bene tutti che un Ente Pubblico non può mettersi a fare l’industriale e nemmeno l’imprenditore. Quindi se non possiamo ricreare nuovi posti di lavoro, allora la mia proposta è quella di approvare in Consiglio una variante al P.R.G. per cambiare la destinazione d’uso e quindi realizzare le condizioni per diminuire le spese delle famiglie: possiamo creare o un Farmer Market dove si attua il kilometro zero famiglie-coltivatori-pescatori per comperare i prodotti agroalimentari e marini a basso prezzo, sostenere l’economia agricola e la qualità del prodotto. Se proprio non si potrà attuare questo tipo di attività, allora largo spazio ad un polo civile e sociale: uno stabile per costituire una Comunità giovanile e magari al di sopra degli appartamenti popolari per le famiglie bisognose.
Questi sono i miei progetti, questi sono i progetti di chi non vuol fare solo opposizione, bensì proposizione di progetti per il bene della collettività e di Pontinia. Fin’ora ho partecipato attivamente all’attività del Comune e intendo continuare a farlo a pieno regime; anche se non sono membro di maggioranza, per me il cittadino, le sue esigenze e il proprio benessere vengono prima di ogni cosa!

martedì 29 giugno 2010

SI E' CONCLUSO CON SUCCESSO IL 1° FESTIVAL SPORT E FITNESS PRESSO I CAMPETTI PARROCCHIALI DI PONTINIA

da Latina Oggi (29/06/2010), di Andrea Zuccaro.
Si è concluso registrando un’ottima presenza di pubblico e appassionati, malgrado il maltempo di sabato, il primo Festival Pontino «Sport e Fitness», organizzato dalla palestra Keleos che ha visto coinvolte molte associazioni sportive di Pontinia. Il festival si è tenuto dal 25 al 27 giugno, con tre serate dedicate ai vari tornei e manifestazioni sportive, presso il parco della parrocchia Sant'Anna, intitolato a «Baden Powell». A fare gli onori di casa il sindaco Eligio Tombolillo, il delegato allo Sport del comune Fernando Ronci, il consigliere comunale Paolo Torelli e l'assessore Provinciale Enrico Tiero. Infatti il festival ha ottenuto il patrocinio del Comune, della Provincia di Latina e dell'associazione Us Acli, e ha richiamato sui prati del parco più di 500 persone provenienti da tutta la provincia. Per l'occasione è stato anche presentato un nuovo corso di fitness, la «Mazumba» di Manuela Deiana che si ispira ai movimenti dei balli latino americani perché si basa su qui ritmi. Ma sono stati molti gli sport e le associazioni che si sono susseguite in quei tre giorni, dal tennis tavolo di Marco Trombetta, al Taekwondo del Maestro Duilio De Pascalis, fino all'Handball di Antonio Trani. E visto che si parlava di fitness non potevano mancare, oltre alla citata Mazumba, anche i balli hip hop di Modulo Project di Francesca e Valentina Cristofori, quelli di gruppo del Paso di Patrizia Giannini e le varie specialità come lo spinning, l'areo-step e il kick boxing della stessa Palestra Keleos. Il pubblico, poi, oltre a prendere parte alle varie dimostrazioni ha anche partecipato ai tornei di racchettoni, calcetto e pallamano.

lunedì 28 giugno 2010

ORME PONTINE SI PRESENTA AI SOCI E LANCIA LA SFIDA: PROGRAMMI ED IDEE PER IL RILANCIO DELLA CITTA'

Quotidiano "La Provincia", di Graziano Lanzidei.
L'associazione politico culturale «Orme Pontine» ha lanciato la sfida. «Vogliamo che le persone perbene, ad eccezione dei soliti noti, indipendentemente dal loro pensiero politico, che siano essi di centrodestra o di centrosinistra, abbiano la capacità di sedersi attorno ad un progetto comune, perché Pontinia non è di una parte o dell’altra, ma di tutti. Ci appelliamo ai giovani, a tutti coloro che hanno voglia di apportare il loro contributo a tutti i politici locali che hanno voglia di ragionare fuori dagli schemi di partito, affinché si possa iniziare un confronto, che verta su temi vicini alla gente. Non vogliamo cancellare il nostro passato, ma migliorare il nostro futuro». Al tavolo della presidenza, davanti a circa 200 persone, c’erano il presidente Alessandro Marson, il vicepresidente Paolo Torelli, il segretario Tommaso Feole e il tesoriere Gianluigi Ierussi. Dure le parole di Marson, per spiegare l’esigenza del cambiamento: «alcuni politici sono ormai delle statue immobili, paralizzate, incapaci di proporre nuove iniziative e di captare nuove opportunità, molti cittadini ci hanno fatto rilevare di essere stanchi delle lotte tra partiti, degli scontri tra maggioranze e opposizioni che si susseguono. Vogliono che si amministri». Torelli, attuale consigliere comunale, ha tracciato le linee programmatiche da cui ripartire: la riqualificazione delle periferie, il rilancio del centro storico, l’organizzazione dell’area artigianale, la stesura di un nuovo piano attuativo per l’installazione delle antenne di telefonia mobile. La sfida è lanciata, ma ci vorrà un anno, lungo e difficile, per arrivare alla resa dei conti. Le Orme Pontine si sono già rimboccate le maniche, e l’hanno voluto far sapere.

lunedì 7 giugno 2010

NASCE "ORME PONTINE" PER IL RINNOVAMENTO E IL RILANCIO DI PONTINIA E DELLA SUA CLASSE POLITICA E DIRIGENTE; I PROGETTI E I CITTADINI PRIMA DI TUTTO...

L’associazione si propone quale laboratorio politico avente come scopo principale il RINNOVAMENTO della classe politica, dirigente e amministrativa del Comune di Pontinia; è prerogativa dell’associazione promuovere iniziative su tutto il territorio finalizzate in particolare alla promozione turistico culturale, allo sviluppo urbanistico e al sostegno e innovazione di tutte le realtà produttive di Pontinia.
Orme Pontine ha deciso di andare al di là dei simboli di partito, nasce con lo scopo di reclutare e formare una nuova classe dirigente capace di sbarazzarsi della scuola politica fatta per anni da volti noti della città.
Orme Pontine crede nel rilancio delle zone di Quartaccio, Cotarda, Campoioso, crede soprattutto nel loro rilancio urbanistico e viabile, crede nella riorganizzazione degli spazi funzionali ad una comunità cittadina stanziata in quelle zone al fine di favorirne il più possibile l’ aggregazione.
Riteniamo che l’attività politico amministrativa debba contraddistinguersi con iniziative importanti non basta più il recupero e valorizzazione di ciò che esiste è necessario intraprendere iniziative di straordinaria amministrazione, che sappiano far contraddistinguere Pontinia dalle altre realtà della provincia.
Siamo sostenitori che la macchina politico – amministrativa debba dar luogo alla:
1) RAZIONALLIZAZIONE delle risorse economiche: ridurre gli sprechi a favore di materie importanti per il benessere sociale e civile del cittadino;
2) TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE ATTIVA: facilità di accesso agli atti, partecipazione nelle scelte.
Siamo convinti che i giovani vanno coinvolti non solo in politica ma anche nella macchina amministrativa comunale: siamo per l’indizione di nuovi bandi e concorsi pubblici per posti di lavoro tecnici e dirigenziali all’interno della pianta organica per i nostri diplomati e laureati pontiniani.
Orme Pontine sta pianificando tutta una serie di incontri sul territorio comunale con lo scopo di ascoltare le esigenze dei cittadini punto di partenza per l’elaborazione di un programma elettorale concreto da proporre agli elettori in tempi non sospetti.
I soci fondatori sono Alessandro Marson (Presidente), Paolo Torelli (Vicepresidente),Tommaso Feole (segretario), Gigi Ierussi (tesoriere) e Federico Mirvi. Questo è solo il nucleo costituente: l'associazione infatti conta numerosi soci ordinari e sostenitori.

venerdì 28 maggio 2010

PONTINIA: OPERAZIONE TRASPARENZA, ECCO GLI STIPENDI DI SINDACO, ASSESSORI E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

All’indomani della manovra economica varata dal Governo, occorre ancora una volta interrogarsi sui costi della politica. Cioè occorre chiedersi se alcuni costi sono inevitabili oppure no. Certamente ci sono delle voci di spesa del bilancio che non possono proprio esser tagliate, anzi sono necessarie: ad esempio penso alla spesa per i servizi sociali, per l’istruzione e la cura degli edifici scolastici, per l’attenzione alle politiche ambientali e quelle per il sostegno e lo sviluppo dell’agricoltura e lo sviluppo economico e commerciale.
Ma ad esempio vi sono delle voci, gli stipendi e le indennità di sindaco e amministratori, che stonano con questo clima di giustissima austerity in un tempo di crisi. Il Governo ha ridotto del 20% i finanziamenti ai partiti, del 10% la spesa dei ministeri, gli stipendi dei giudici e quelli dei manager di stato; ha tagliato gli stipendi dei parlamentari. Allora se vediamo in casa nostra non possiamo di certo dire che nel Comune di Pontinia vi sia un comportamento coerente con la crisi economica generale, né tantomeno con il passato periodo di difficoltà economica del Comune.
Vedendo il D.M. 119 del 2000 osserviamo nell’allegato A che il Sindaco di Pontinia si è aumentato lo stipendio arrivando fino al massimo consentito dalla legge: 3098,7 euro al mese.
Di conseguenza il vicesindaco percepisce il 55% ovvero 1704,3 euro al mese.
I sei assessori della maggioranza percepiscono ognuno il 45% ovvero 1394,4 euro al mese.
Il Presidente del Consiglio Comunale percepisce il 10% ovvero 309,87 euro al mese.
Queste cifre furono tutte aumentate tra il 2006 e il 2007 non appena Tombolillo & co. vinsero le elezioni, in barba al dissesto finanziario e alle numerose promesse di campagna elettorale.
Se le sommiamo tutte, la risultanza fa paura: 13.479,27 euro al mese; 161.751,24 euro l’anno.
Questo è ciò che si spende solamente per lo stipendio di Tombolillo, Calisi, Subiaco, Bilotta, Sperlonga, Battisti, Mantova, Pedretti. Noi consiglieri comunali invece costiamo semplicemente 20 euro di gettone di presenza in Consiglio Comunale o Commissione consiliare.
Il Sindaco è anche consigliere provinciale (altri soldi pubblici). La maggioranza, coerentemente con il Governo Berlusconi e il Ministro Tremonti, deve chiedere scusa ai cittadini e ridursi gli stipendi almeno del 20%: sarebbero 32.000 euro da destinare ai cittadini e alle famiglia di Pontinia e non alle tasche loro.

domenica 9 maggio 2010

PONTINIA, SINDACO PROMUOVE UNA RACCOLTA FIRME PER TORNARE ALLA GESTIONE DELL'ACQUA PUBBLICA; PERCHE' NON DICE CHE HA FIRMATO LUI LA PRIVATIZZAZIONE?

In questi giorni il Sindaco Tombolillo e i suoi assessori stanno mettendo in atto dei teatrini a dir poco demagogici e incoerenti circa il tema della gestione del ciclo dell’acqua.
Per affrontare il tema però, occorre analizzare la legge nazionale che lo regola: ovvero la Legge Galli, politico degli anni ’90 di area centro sinistra, la stessa di Tombolillo. La Legge Galli (legge n. 36 del 1994), ha riorganizzato i servizi idrici, e all’articolo 8 parla chiaro: “i servizi idrici sono riorganizzati sulla base di Ambiti Territoriali Ottimali delimitati (A.T.O.); l’Autorità dell’ATO programma, affida in gestione e controlla il "servizio idrico integrato", cioè l'insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione in tutte le loro fasi, ivi comprese le relative tariffe. Tale autorità inoltre ha lo scopo di garantire un ottimale approvvigionamento d’acqua potabile, privilegiando la qualità ma anche salvaguardando le risorse idriche nel rispetto dell'ambiente”.
Eseguendo la legge Galli, la Regione Lazio guidata da Piero Badaloni e cioè dal centro sinistra, nel 1996 attraverso la Legge Regionale n. 6 creò i vari Ambiti Ottimali sul territorio regionale. Nel nostro caso fu creato il 4 luglio 1997 l’A.T.O. “Lazio Meridionale – Latina” al quale fu assegnato il numero progressivo regionale n.4.
Il Comune di Pontinia ha aderito all’A.T.O. “Lazio Meridionale – Latina” attraverso la delibera di Consiglio Comunale n. 60 del 22 luglio 1997 con maggioranza guidata dal Sindaco Tombolillo. Successivamente lo stesso Sindaco Tombolillo ha sottoscritto l’adesione all’A.T.O. 4 con proprio Decreto il 25 maggio 1999.
Firmare l’adesione all’ATO vuol dire, in automatico, aderire anche alla società commerciale che gestirà in concreto il “servizio idrico integrato” (S.I.I.): nella fattispecie “Acqualatina s.p.a.”.
Il tutto è confermato da una missiva del dirigente responsabile dell’ATO 4, Ing. Sergio Giovannetti, inviata al Comune e tutt’ora presente in archivio.
Oggi il Sindaco Tombolillo non deve fare demagogia: ha compiuto una scelta nel 1997, ribadita nel 1999, ed ora se ne deve assumere le responsabilità amministrative e politiche! Non deve promuovere banchetti pubblici di raccolta firme al solo scopo di prendere in giro per l’ennesima volta i cittadini. Dopo aver firmato per la Turbogas e per l’adesione all’ATO idrico, in entrambi i casi vorrebbe anche divenire paladino del NO…? E’ inaccettabile!
A Pontinia i politici dovrebbero iniziare ad avere il coraggio di ammettere la verità delle proprie scelte e si dovrebbe introdurre la cultura della trasparenza! Basta col prendere in giro la popolazione e basta con le strumentalizzazioni.

PONTINIA, BILANCIO DI PREVISIONE 2010: FINITO IL DISSESTO, SINDACO E MAGGIORANZA NON DIMINUISCONO LE TASSE E NON AUMENTANO I SERVIZI AL CITTANO

Finalmente a Pontinia non sentiremo parlar più del dissesto finanziario. Né in bene, né in male. Secondo i termini di legge sono infatti scaduti i cinque anni della durata degli effetti legali e finanziari sul Comune di Pontinia. Io non l’ho vissuto, né tantomeno approvato, ma purtroppo in Consiglio comunale ho sempre dovuto far i conti con questo fantasma che all’occorrenza veniva utilizzato a favore di una o l’altra fazione come meglio occorreva a livello mediatico.
Ora il dissesto non c’è più e quindi il Bilancio di Previsione 2010 può essere gestito al 100% dal Consiglio Comunale in ogni sua singola voce o capitolo economico senza restrizioni.
Il Sindaco Tombolillo ha certamente sempre utilizzato il dissesto come una scusa per non poter favorire i cittadini: né con una diminuzione delle tasse, né con l’aumento dei servizi al cittadino.
In questo Bilancio, approvato il 30 aprile scorso, le tasse sono rimaste invariate. La maggioranza chiaramente ne ha fatto un proprio vanto. Ma se osserviamo bene, mantener invariate le tasse si può definire un merito?
A Pontinia, i servizi a domanda quali la colonia marina, le mense scolastiche e le lampade votive cimiteriali sono coperti al 53% dal cittadino di propria tasca e solo dal 47% dal Comune. Il dato è complessivo e si ottiene facendo la media aritmetica dei valori, ma la colonia marina è completamente a carico delle famiglie e le mense scolastiche hanno raggiunto negli anni passati dei livelli alti del biglietto o ticket. Gli scorsi anni infatti la Giunta Tombolillo ha approvato gli aumenti del ticket-mensa arrivando a 2,70 € per le materne, 2,90 € per le elementari, 3,10 € per le medie. Quindi credo che parlare di tasse invariate sia un gioco di parole per ingannare i cittadini.
Passando al versante della tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU) la prospettiva si fa ancor più cupa. Nel luglio del 2007 ci riunimmo in commissione capigruppo e approvammo, d’intesa anche col Sindaco, la volontà di ridurre la TARSU al prossimo Bilancio del 2008, o se non fosse stato possibile, di rimodulare le fasce di pagamento poiché alcune categorie di commercianti pagano una somma sostenibile, mentre altri una somma spropositata (fino a 12 € al metro quadro). E al fine di rispettare ciò che ci impegnammo a sottoscrivere,affidammo al Sindaco l’onere di riconvocare ogni tre mesi la commissione capigruppo. La commissione non è più stata convocata e fino ad oggi non è stata mai ridotta o rimodulata la TARSU per nessuna categoria. E purtroppo il dato è destinato a peggiorare perché la SEP ha chiuso e quindi nei prossimi mesi conferiremo la frazione umida dei rifiuti ad Aprilia pagando un canone di conferimento più alto per ogni quintale di materia e un più alto tasso di consumo di carburante per i maggiori Kilometri che ci separano da Aprilia. Addirittura avremo quindi lo spettro dell’aumento delle tasse.
L’unica tassa che non paghiamo più è l’ICI sulla prima casa, ma grazie al Governo centrale di destra guidato da Silvio Berlusconi.
Nessuno in maggioranza però ricorda ai cittadini che si sono aumentati gli stipendi non appena hanno rivinto le elezioni comunali. Il Sindaco ora percepisce 3098,74 € al mese, il Vicesindaco 1703 €, gli Assessori 1394 €, Presidente del Consiglio 309,87 € come recita il D.M. 119 del 4 aprile 2000, tabella A.
Si vantano per aver “mantenuto invariate” le tasse… E ci mancherebbe pure che non aumentano ancora! E dove volevano arrivare? Questa maggioranza continua arrogante verso la propria strada, e per di più prosegue ignorando e calpestando famiglie e cittadini, prendendoli in giro con falsi proclami. Tutto ciò è inaccettabile!

venerdì 23 aprile 2010

DIREZIONE NAZIONALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA': ECCO IL DOCUMENTO FINALE APPROVATO DAL 93% DEI COMPONENTI

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.
Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.
Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.
Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.
Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.
In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.
Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.
Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.
In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.
Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.

giovedì 22 aprile 2010

PONTINIA, DOPO L'APPROVAZIONE DI ZONA COMMERCIALE ALL'EX HOTEL BOLIVAR, URGE PIANO DEL COMMERCIO COMUNALE, ALTRIMENTI SARA' IL FAR WEST...

Al penultimo Consiglio Comunale (lunedì 12 aprile) tra i punti all’o.d.g. abbiamo discusso quello relativo all’individuazione di aree commerciali di media struttura all’interno del quadrante B del piano delle aree commerciali di Pontinia. Il quadrante B, da non confondere con la zona B del P.R.G. (Piano Regolatore Generale), è quella compresa tra viale Europa, via don Luigi Sturzo, via Migliara 47 e le costruzioni lungo la direttrice di via Trieste.
C’è da premettere che si definisce edificio commerciale di “media struttura di vendita” un locale che sia compreso tra i 250 e i 2500 mq e che il totale di superficie disponibile per Pontinia è 2500 mq.
Non vi sono criteri per l’assegnazione di un’area ad uno o all’altro commerciante, se non il solo criterio cronologico: chi presenta prima la domanda e rispetta i criteri di P.R.G., può realizzare.
Alla luce di queste considerazioni, ho presentato un emendamento in Consiglio Comunale: a) creare all’interno del quadrante B, un sottoquadrante B1 individuato nella zona di espansione di fronte il bar Edo tra via Trieste e via Don Luigi Sturzo al quale destinare l’eventuale realizzazione commerciale. Questo perché è una zona ancora da edificare e quindi progettare con criterio e poi perché lungo via Trieste la viabilità è già fortemente compromessa e quindi non si possono ospitare ulteriori strutture commerciali senza parcheggi. La maggioranza lo ha bocciato, perché intende accogliere la proposta di una società privata che ha presentato, come ha dichiarato il Vicesindaco Luigi Subiaco sulla stampa, un progetto commerciale da realizzare al piano terra dell’ex hotel Bolivar.
A mio avviso però non ci stiamo rendendo conto che a Pontinia si stanno creando troppe zone commerciali senza un criterio generale di studio della città nel suo complesso. Infatti, abbiamo 5000 mq commerciali lungo via del Tavolato, all’interno della zona artigianale, da non computare quindi al calcolo; 500 mq all’ex hotel Bolivar; 1000 mq lungo via Marconi adiacente le scuole medie (unica zona commerciale prevista dal P.R.G.); quindi altri 1000 mq da realizzare all’interno del centro abitato dal primo o primi che li richiederanno. A tutto ciò va aggiunto il progetto del centro commerciale di Mesa.
Credo che la colpa della maggioranza sia quella di non aver creato ancora un Piano del Commercio. Io non sono contrario alla creazione di nuove aree commerciali; ma sono contrario alla creazione irrazionale delle stesse. Io sono per uno sviluppo programmato e progettato del territorio per garantire uguale sviluppo a tutte le zone ed equa concorrenza tra i vari settori commerciali.
Ad esempio: a cosa serviva creare una zona commerciale di 5000 mq all’interno della zona artigianale di via Tavolato? A cosa serviva sopprimere un hotel e creare una zona commerciale al suo posto lungo una via trafficatissima? Questa maggioranza non vuole ascoltare le mie proposte che non sono di negazione, bensì di sviluppo economico non irrazionale ma ragionato ed armonioso. Urge al più presto la trattazione in Consiglio comunale del Piano del Commercio comunale! Altrimenti siamo al Far West…