venerdì 28 maggio 2010

PONTINIA: OPERAZIONE TRASPARENZA, ECCO GLI STIPENDI DI SINDACO, ASSESSORI E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

All’indomani della manovra economica varata dal Governo, occorre ancora una volta interrogarsi sui costi della politica. Cioè occorre chiedersi se alcuni costi sono inevitabili oppure no. Certamente ci sono delle voci di spesa del bilancio che non possono proprio esser tagliate, anzi sono necessarie: ad esempio penso alla spesa per i servizi sociali, per l’istruzione e la cura degli edifici scolastici, per l’attenzione alle politiche ambientali e quelle per il sostegno e lo sviluppo dell’agricoltura e lo sviluppo economico e commerciale.
Ma ad esempio vi sono delle voci, gli stipendi e le indennità di sindaco e amministratori, che stonano con questo clima di giustissima austerity in un tempo di crisi. Il Governo ha ridotto del 20% i finanziamenti ai partiti, del 10% la spesa dei ministeri, gli stipendi dei giudici e quelli dei manager di stato; ha tagliato gli stipendi dei parlamentari. Allora se vediamo in casa nostra non possiamo di certo dire che nel Comune di Pontinia vi sia un comportamento coerente con la crisi economica generale, né tantomeno con il passato periodo di difficoltà economica del Comune.
Vedendo il D.M. 119 del 2000 osserviamo nell’allegato A che il Sindaco di Pontinia si è aumentato lo stipendio arrivando fino al massimo consentito dalla legge: 3098,7 euro al mese.
Di conseguenza il vicesindaco percepisce il 55% ovvero 1704,3 euro al mese.
I sei assessori della maggioranza percepiscono ognuno il 45% ovvero 1394,4 euro al mese.
Il Presidente del Consiglio Comunale percepisce il 10% ovvero 309,87 euro al mese.
Queste cifre furono tutte aumentate tra il 2006 e il 2007 non appena Tombolillo & co. vinsero le elezioni, in barba al dissesto finanziario e alle numerose promesse di campagna elettorale.
Se le sommiamo tutte, la risultanza fa paura: 13.479,27 euro al mese; 161.751,24 euro l’anno.
Questo è ciò che si spende solamente per lo stipendio di Tombolillo, Calisi, Subiaco, Bilotta, Sperlonga, Battisti, Mantova, Pedretti. Noi consiglieri comunali invece costiamo semplicemente 20 euro di gettone di presenza in Consiglio Comunale o Commissione consiliare.
Il Sindaco è anche consigliere provinciale (altri soldi pubblici). La maggioranza, coerentemente con il Governo Berlusconi e il Ministro Tremonti, deve chiedere scusa ai cittadini e ridursi gli stipendi almeno del 20%: sarebbero 32.000 euro da destinare ai cittadini e alle famiglia di Pontinia e non alle tasche loro.

domenica 9 maggio 2010

PONTINIA, SINDACO PROMUOVE UNA RACCOLTA FIRME PER TORNARE ALLA GESTIONE DELL'ACQUA PUBBLICA; PERCHE' NON DICE CHE HA FIRMATO LUI LA PRIVATIZZAZIONE?

In questi giorni il Sindaco Tombolillo e i suoi assessori stanno mettendo in atto dei teatrini a dir poco demagogici e incoerenti circa il tema della gestione del ciclo dell’acqua.
Per affrontare il tema però, occorre analizzare la legge nazionale che lo regola: ovvero la Legge Galli, politico degli anni ’90 di area centro sinistra, la stessa di Tombolillo. La Legge Galli (legge n. 36 del 1994), ha riorganizzato i servizi idrici, e all’articolo 8 parla chiaro: “i servizi idrici sono riorganizzati sulla base di Ambiti Territoriali Ottimali delimitati (A.T.O.); l’Autorità dell’ATO programma, affida in gestione e controlla il "servizio idrico integrato", cioè l'insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione in tutte le loro fasi, ivi comprese le relative tariffe. Tale autorità inoltre ha lo scopo di garantire un ottimale approvvigionamento d’acqua potabile, privilegiando la qualità ma anche salvaguardando le risorse idriche nel rispetto dell'ambiente”.
Eseguendo la legge Galli, la Regione Lazio guidata da Piero Badaloni e cioè dal centro sinistra, nel 1996 attraverso la Legge Regionale n. 6 creò i vari Ambiti Ottimali sul territorio regionale. Nel nostro caso fu creato il 4 luglio 1997 l’A.T.O. “Lazio Meridionale – Latina” al quale fu assegnato il numero progressivo regionale n.4.
Il Comune di Pontinia ha aderito all’A.T.O. “Lazio Meridionale – Latina” attraverso la delibera di Consiglio Comunale n. 60 del 22 luglio 1997 con maggioranza guidata dal Sindaco Tombolillo. Successivamente lo stesso Sindaco Tombolillo ha sottoscritto l’adesione all’A.T.O. 4 con proprio Decreto il 25 maggio 1999.
Firmare l’adesione all’ATO vuol dire, in automatico, aderire anche alla società commerciale che gestirà in concreto il “servizio idrico integrato” (S.I.I.): nella fattispecie “Acqualatina s.p.a.”.
Il tutto è confermato da una missiva del dirigente responsabile dell’ATO 4, Ing. Sergio Giovannetti, inviata al Comune e tutt’ora presente in archivio.
Oggi il Sindaco Tombolillo non deve fare demagogia: ha compiuto una scelta nel 1997, ribadita nel 1999, ed ora se ne deve assumere le responsabilità amministrative e politiche! Non deve promuovere banchetti pubblici di raccolta firme al solo scopo di prendere in giro per l’ennesima volta i cittadini. Dopo aver firmato per la Turbogas e per l’adesione all’ATO idrico, in entrambi i casi vorrebbe anche divenire paladino del NO…? E’ inaccettabile!
A Pontinia i politici dovrebbero iniziare ad avere il coraggio di ammettere la verità delle proprie scelte e si dovrebbe introdurre la cultura della trasparenza! Basta col prendere in giro la popolazione e basta con le strumentalizzazioni.

PONTINIA, BILANCIO DI PREVISIONE 2010: FINITO IL DISSESTO, SINDACO E MAGGIORANZA NON DIMINUISCONO LE TASSE E NON AUMENTANO I SERVIZI AL CITTANO

Finalmente a Pontinia non sentiremo parlar più del dissesto finanziario. Né in bene, né in male. Secondo i termini di legge sono infatti scaduti i cinque anni della durata degli effetti legali e finanziari sul Comune di Pontinia. Io non l’ho vissuto, né tantomeno approvato, ma purtroppo in Consiglio comunale ho sempre dovuto far i conti con questo fantasma che all’occorrenza veniva utilizzato a favore di una o l’altra fazione come meglio occorreva a livello mediatico.
Ora il dissesto non c’è più e quindi il Bilancio di Previsione 2010 può essere gestito al 100% dal Consiglio Comunale in ogni sua singola voce o capitolo economico senza restrizioni.
Il Sindaco Tombolillo ha certamente sempre utilizzato il dissesto come una scusa per non poter favorire i cittadini: né con una diminuzione delle tasse, né con l’aumento dei servizi al cittadino.
In questo Bilancio, approvato il 30 aprile scorso, le tasse sono rimaste invariate. La maggioranza chiaramente ne ha fatto un proprio vanto. Ma se osserviamo bene, mantener invariate le tasse si può definire un merito?
A Pontinia, i servizi a domanda quali la colonia marina, le mense scolastiche e le lampade votive cimiteriali sono coperti al 53% dal cittadino di propria tasca e solo dal 47% dal Comune. Il dato è complessivo e si ottiene facendo la media aritmetica dei valori, ma la colonia marina è completamente a carico delle famiglie e le mense scolastiche hanno raggiunto negli anni passati dei livelli alti del biglietto o ticket. Gli scorsi anni infatti la Giunta Tombolillo ha approvato gli aumenti del ticket-mensa arrivando a 2,70 € per le materne, 2,90 € per le elementari, 3,10 € per le medie. Quindi credo che parlare di tasse invariate sia un gioco di parole per ingannare i cittadini.
Passando al versante della tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU) la prospettiva si fa ancor più cupa. Nel luglio del 2007 ci riunimmo in commissione capigruppo e approvammo, d’intesa anche col Sindaco, la volontà di ridurre la TARSU al prossimo Bilancio del 2008, o se non fosse stato possibile, di rimodulare le fasce di pagamento poiché alcune categorie di commercianti pagano una somma sostenibile, mentre altri una somma spropositata (fino a 12 € al metro quadro). E al fine di rispettare ciò che ci impegnammo a sottoscrivere,affidammo al Sindaco l’onere di riconvocare ogni tre mesi la commissione capigruppo. La commissione non è più stata convocata e fino ad oggi non è stata mai ridotta o rimodulata la TARSU per nessuna categoria. E purtroppo il dato è destinato a peggiorare perché la SEP ha chiuso e quindi nei prossimi mesi conferiremo la frazione umida dei rifiuti ad Aprilia pagando un canone di conferimento più alto per ogni quintale di materia e un più alto tasso di consumo di carburante per i maggiori Kilometri che ci separano da Aprilia. Addirittura avremo quindi lo spettro dell’aumento delle tasse.
L’unica tassa che non paghiamo più è l’ICI sulla prima casa, ma grazie al Governo centrale di destra guidato da Silvio Berlusconi.
Nessuno in maggioranza però ricorda ai cittadini che si sono aumentati gli stipendi non appena hanno rivinto le elezioni comunali. Il Sindaco ora percepisce 3098,74 € al mese, il Vicesindaco 1703 €, gli Assessori 1394 €, Presidente del Consiglio 309,87 € come recita il D.M. 119 del 4 aprile 2000, tabella A.
Si vantano per aver “mantenuto invariate” le tasse… E ci mancherebbe pure che non aumentano ancora! E dove volevano arrivare? Questa maggioranza continua arrogante verso la propria strada, e per di più prosegue ignorando e calpestando famiglie e cittadini, prendendoli in giro con falsi proclami. Tutto ciò è inaccettabile!

venerdì 23 aprile 2010

DIREZIONE NAZIONALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA': ECCO IL DOCUMENTO FINALE APPROVATO DAL 93% DEI COMPONENTI

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.
Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.
Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.
Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.
Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.
In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.
Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.
Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.
In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.
Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.

giovedì 22 aprile 2010

PONTINIA, DOPO L'APPROVAZIONE DI ZONA COMMERCIALE ALL'EX HOTEL BOLIVAR, URGE PIANO DEL COMMERCIO COMUNALE, ALTRIMENTI SARA' IL FAR WEST...

Al penultimo Consiglio Comunale (lunedì 12 aprile) tra i punti all’o.d.g. abbiamo discusso quello relativo all’individuazione di aree commerciali di media struttura all’interno del quadrante B del piano delle aree commerciali di Pontinia. Il quadrante B, da non confondere con la zona B del P.R.G. (Piano Regolatore Generale), è quella compresa tra viale Europa, via don Luigi Sturzo, via Migliara 47 e le costruzioni lungo la direttrice di via Trieste.
C’è da premettere che si definisce edificio commerciale di “media struttura di vendita” un locale che sia compreso tra i 250 e i 2500 mq e che il totale di superficie disponibile per Pontinia è 2500 mq.
Non vi sono criteri per l’assegnazione di un’area ad uno o all’altro commerciante, se non il solo criterio cronologico: chi presenta prima la domanda e rispetta i criteri di P.R.G., può realizzare.
Alla luce di queste considerazioni, ho presentato un emendamento in Consiglio Comunale: a) creare all’interno del quadrante B, un sottoquadrante B1 individuato nella zona di espansione di fronte il bar Edo tra via Trieste e via Don Luigi Sturzo al quale destinare l’eventuale realizzazione commerciale. Questo perché è una zona ancora da edificare e quindi progettare con criterio e poi perché lungo via Trieste la viabilità è già fortemente compromessa e quindi non si possono ospitare ulteriori strutture commerciali senza parcheggi. La maggioranza lo ha bocciato, perché intende accogliere la proposta di una società privata che ha presentato, come ha dichiarato il Vicesindaco Luigi Subiaco sulla stampa, un progetto commerciale da realizzare al piano terra dell’ex hotel Bolivar.
A mio avviso però non ci stiamo rendendo conto che a Pontinia si stanno creando troppe zone commerciali senza un criterio generale di studio della città nel suo complesso. Infatti, abbiamo 5000 mq commerciali lungo via del Tavolato, all’interno della zona artigianale, da non computare quindi al calcolo; 500 mq all’ex hotel Bolivar; 1000 mq lungo via Marconi adiacente le scuole medie (unica zona commerciale prevista dal P.R.G.); quindi altri 1000 mq da realizzare all’interno del centro abitato dal primo o primi che li richiederanno. A tutto ciò va aggiunto il progetto del centro commerciale di Mesa.
Credo che la colpa della maggioranza sia quella di non aver creato ancora un Piano del Commercio. Io non sono contrario alla creazione di nuove aree commerciali; ma sono contrario alla creazione irrazionale delle stesse. Io sono per uno sviluppo programmato e progettato del territorio per garantire uguale sviluppo a tutte le zone ed equa concorrenza tra i vari settori commerciali.
Ad esempio: a cosa serviva creare una zona commerciale di 5000 mq all’interno della zona artigianale di via Tavolato? A cosa serviva sopprimere un hotel e creare una zona commerciale al suo posto lungo una via trafficatissima? Questa maggioranza non vuole ascoltare le mie proposte che non sono di negazione, bensì di sviluppo economico non irrazionale ma ragionato ed armonioso. Urge al più presto la trattazione in Consiglio comunale del Piano del Commercio comunale! Altrimenti siamo al Far West…

PONTINIA, TEATRO FELLINI: NULLA DI FATTO, BANDO E TRATTATIVA PRIVATA ENTRAMBI NAUFRAGATI. ERA SOLO UNA SCUSA PER CACCIARE PERNARELLA?

La gestione del Teatro Fellini ha sempre rappresentato una delle poche scelte del Comune che ho condiviso appieno. La gestione del direttore artistico Clemente Pernarella è stata sempre di alto profilo e ha prodotto grande soddisfazione; i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti! In Giunta hanno sostenuto di tutto pur di sorreggere la cacciata di Pernarella: hanno addirittura affermato che non andava bene che la maggior parte del pubblico fosse non residente. Perché è stato scelto di porre fine o anche soltanto ridurre questo tipo d’esperienza? Che male c’è se parte degli spettatori sono residenti altrove? Semmai sarà un vantaggio: sarebbe l’unica volta nella quale Pontinia diviene polo di attrazione culturale ed economico.
Successivamente hanno trovato altre scuse: Tombolillo ha parlato infatti, nella sua dichiarazione, di spirito da bonus pater familias… In poche parole, secondo loro, per sostenere la programmazione di Pernarella, servivano troppi soldi e non era eticamente possibile pensare di sostenere un’attività in costante perdita economica. Strano, soprattutto, visti i conti del Teatro e l’esigua somma che veniva destinata. In altre città, per esperienze importanti ma meno impattanti anche a livello di pubblico, vengono spesi molti più soldi. E comunque stiamo parlando di cultura, non di attività marginali.
Hanno forzatamente voluto approvare quel bando che avrebbe portato il teatro a divenire un cine-teatro. Innanzitutto credo che quella sia stata una scelta antistorica perché tutto il mondo va verso le multisale, perché ormai per rientrare dalle spese bisogna giocare sui grandi numeri, e invece a Pontinia si è puntato su una sala, non aperta tutto l’anno, che rimane chiusa addirittura non nel periodo estivo, come tutti gli altri cinema, ma a Natale quando si fanno più soldi, perché in quel periodo l’uso del Teatro spetterà al Comune o agli enti scolastici o associativi che il Comune autorizzerà ad entrarvi. Oltretutto il bando è andato deserto, nessuno ha risposto a quelle richieste tecnicamente e soprattutto economicamente impossibili per un imprenditore privato. Alla luce di questi due eventi, ribadisco che non possiamo permetterci il lusso di svendere un bene come il Fellini dopo averlo pagato, con soldi pubblici, diversi milioni di euro.
Non vorrei pensar a male: non vorrei cioè che ogni scusa, fittizia, sia stata utile pur di cacciare Pernarella… In fin dei conti pare che il nuovo direttore Sparagna prende gli stessi soldi di Pernarella… Quindi?
Allora ho provato, come sempre a trovare una soluzione alternativa, perché odio fare la critica sterile; feci una proposta in commissione capigruppo: perché non si chiede alla Nuova Edilizia Srl se è il caso di inserire una multisala al futuro centro commerciale di Mesa? In questo modo si riporterebbe cultura teatrale nel luogo adatto, si farebbe arrivare il cinema anche a Pontinia e si riporterebbe in auge l’indotto economico favorevole ai commercianti del centro cittadino.

venerdì 16 aprile 2010

PRIMO GIORNO DELLA POLVERINI: LA NEO PRESIDENTE E' ANDATA A MESSA, HA INCONTRATO I DIPENDENTI E HA SISTEMATO IL SUO UFFICIO. POI GLI AUGURI AL PAPA.

(da "Il Messaggero", Roma) - La Messa, poi la benedizione nel suo ufficio e la sistemazione di qualche amuleto sugli scaffali. Ecco il primo giorno da presidente della Regione per Renata Polverini “proclamata” ufficialmente ieri dall’Ufficio elettorale della Corte d’Appello vincitrice delle regionali.
Renata Polverini si è incontrata con alcuni dipendenti della Regione nella piccola cappella della sede regionale di via Cristoforo Colombo. Con lei c'era la madre, la signora Giovanna e la neo eletta consigliera, Isabella Rauti (moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno). La messa è stata officiata da don Achim Schutz, che nella sua omelia ha citato un passo del Vangelo secondo Giovanni con un invito «a coltivare la terra». «Chi riesce ad autoeducarsi - ha detto il cappellano della Regione Lazio - e a contribuire alla formazione del genere umano compie un atto di culto». Dopo la messa Don Achim Schutz ha accompagnato Polverini nel suo nuovo ufficio per la benedizione. Sulla parete dietro la scrivania del presidente è stato affisso il crocifisso che prima si trovava al comitato elettorale di via Imbriani. Intanto sugli scaffali ancora vuoti dello studio di Polverini sono arrivati i primi amuleti: qualche cornetto rosso portafortuna, di quelli che hanno accompagnato il presidente nella sua campagna elettorale.
La giunta? Ne parlerò quando sarà pronta. «Stiamo lavorando molto più di quanto in questi giorni non sia apparso. Non è il caso di dare percentuali, avrei potuto parlarne in tutti questi giorni, non l’ho fatto e non ho intenzione di farlo adesso. Lo farò quando sarà pronta». Così il presidente della Regione Lazio Renata Polverini a margine dell’incontro con i dipendenti dell’Ente, ha risposto a chi le chiedeva in quale percentuale fosse già pronta la giunta regionale.
Fini-Berlusconi? Me ne occuperò dopo. «Appena è finita tutta la procedura di insediamento ovviamente mi occuperò anche di questo. Al momento non sono abbastanza informata». Così la governatrice del Lazio Renata Polverini, a margine di un incontro con i dipendenti della Regione, ha risposto in merito ai contrasti emersi in seno al PdL, tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini, e all’eventualità che quest’ultimo crei gruppi autonomi.
«Il cambiamento dobbiamo farlo insieme. Quello che verrà di buono sarà merito di tutti». Così il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, si è rivolta ai dipendenti della Regione che ha incontrato nella prima giornata dopo il suo insediamento. Rivolgendosi ai lavoratori, che a centinaia sono accorsi per incontrarla, Polverini ha proseguito tra gli applausi: «Per 27 anni ho fatto la sindacalista e ho deciso di iniziare incontrando voi. Io darò il massimo ma vi chiederò il massimo. Dobbiamo, tutti insieme, aprire questa regione, affinché torni nella disponibilità delle persone».
«Non mi chiuderò nelle mie stanze - ha proseguito Polverini - non mi renderò irraggiungibile, ma manterrò il contatto con voi e con i cittadini. Oggi, come tutti i giorni a venire, mangeremo insieme a mensa». Tra gli impegni della giornata, la Polverini continuerà incontrando altri dipendenti regionali in via Cristoforo Colombo e la visita agli edifici che ospitano gli uffici regionali in Via del Giorgione e Via Capitan Bavastro.
Gli impiegati: Marrazzo ci ha fatto vergognare. Dopo lo scandalo che ha travolto l’ex presidente Piero Marrazzo e, «insieme a lui tutta la Regione», sperano in una «svolta» e in una «nuova luce» con la neo-governatrice Renata Polverini. Tra le centinaia di dipendenti della Regione che questa mattina hanno incontrato la presidente sono tanti coloro che, nel primo giorno della “nuova era”, le esprimono fiducia. «Lo scandalo Marrazzo ci ha colpito, anche se rimane un fatto privato - afferma Liviana, una dipendente del dipartimento istituzionale -. Speriamo che la neo presidente mantenga le promesse fatte, anzi sono sicura che lo farà». «Polverini ha fatto un discorso semplice, diretto ed efficace - dice soddisfatta Raffaella, del dipartimento economico -. Lo scandalo Marrazzo ha gettato una brutta luce su tutta l’istituzione, ora speriamo di poter far capire che la Regione non è questo».
«Questa presidente già dal primo giorno ha avuto un approccio diverso da quello di Marrazzo - spiega Micaela - che, benché fosse un politico di sinistra, era molto distante dai dipendenti e aveva creato attorno a lui una specie di cordone sanitario». «Marrazzo ha fatto fare brutta figura a tutti e in 5 anni non ci ha mai incontrati - dice Piero, un altro funzionario -. Lei ha dimostrato di essere diversa, speriamo che mantenga le promesse e faccia pulizia, mandando via i dirigenti inutili».
Gli auguri al Papa. In una giornata così solenne, non poteva mancare un pensiero per il Papa. «Eminenza Reverendissima, la preghiamo far giungere vostro tramite al Santo Padre, i più sinceri voti augurali miei personali e della istituzione da me rappresentata, in occasione dell’ottantatreesimo genetliaco di Sua Santità Benedetto XVI». È quanto scrive il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, in un messaggio inviato al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano. «Voglia significare inoltre - prosegue Polverini - la filiale gratitudine per l’opera pastorale ed il sommo magistero che Sua Santità quotidianamente elargisce alla comunità laziale. A Voi, Eminenza Reverendissima, giungano i sentimenti della mia profonda deferenza».

SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE DI LATINA, SI DIMETTONO IN 22. ZACCHEO DECADE DALLA CARICA DI SINDACO. ORA IL COMMISSARIO PREFETTIZIO FINO A VOTAZIONI

(da "Il Tempo", Latina). Nella tarda mattinata di ieri, attorno alle ore 13, dodici consiglieri comunali di area FI (Ivano Di Matteo, Enzo Malvaso, Giuseppe Di Rubbo, Nicola Calandrini, Michele Nasso, Gianfranco Antonnicola, Sandro Boccatonda, Mario Giulianelli, Raimondo Tiero, Rino Cecere, Sandro Catani e Domenico Bonanni) si sono recati dal notaio Giuseppe Coppola a via Carducci per rassegnare le dimissioni. Dopo pochi minuti lo stesso passo è stato compiuto da 5 consiglieri del Pd (Maurizio Mansutti, Mauro Visari, Giorgio De Marchis, Fabrizio Mattioli e Antonio Cozzolino) e da 4 del gruppo «Progetto per Latina» (Fabio Cirilli, Maurizio Scalia, Manlio Scalzi e Corrado Lucantonio). Un'operazione non breve, dal momento che l'iter procedurale dal notaio è terminato poco dopo le ore 14. Nel primo pomeriggio sono seguite altre complicazioni. 21 le firme apposte, fino a quel momento. Un numero sufficiente per sfiduciare il sindaco. Ma Maurizio Mansutti decideva di recarsi nell'abitazione del consigliere Giuseppe Campagna, rimasto a casa per via di un'influenza stagionale. Una volta raccolta l'ultima firma, alle ore 15 Mansutti tornava a piazza del Popolo, e con le carte in mano e con gli altri consiglieri dimissionari al seguito varcava il portone del Comune per ultimare le procedure. Altro piccolo scoglio alle 15.10 quando i capigruppo ex FI, Pd e «Progetto per Latina» si sono riuniti nella stanza del presidente del Consiglio Nicola Calandrini per gli ultimi ritocchi sulla documentazione. Una rivisitazione lunga (circa mezz'ora) conclusasi verso le 15.40. L'ostacolo finale è stato rappresentato dalla consegna delle dimissioni al direttore generale Mario Taglialatela. I consiglieri non hanno infatti trovato il dirigente nel suo ufficio. Qualche minuto di panico, poi ecco spuntare il direttore generale dai corridoi del palazzo. Tutti dentro per circa 45 minuti. Poi, alle 16.30 la fine dei giochi.

lunedì 12 aprile 2010

PONTINIA, EX HILME: APPROVATO IN CONSIGLIO LA RIACQUISIZIONE DI UN LOTTO. ORA SI DEVE DECIDERE LA NUOVA DESTINAZIONE URBANISTICA: ECONOMICA O SOCIALE

Il discorso sull’insediamento industriale della ex Hilme va affrontato con calma e molta riflessione.
Innanzitutto occorre ricordare che sullo scadere degli anni’ 50, l’allora Consiglio Comunale approvò di regalare il terreno all’imprenditore privato, che in cambio avrebbe creato nuovi posti di lavoro e quindi ricchezza locale.
Con il passare degli anni, gli imprenditori si sono susseguiti e le società commerciali con essi, fino ad arrivare ai primi tagli al personale e purtroppo alla completa chiusura dello stabilimento.
Ora il Comune, per riprendere il controllo di tutto o di una parte del lotto, dovrà sborsare soldi e rispondere all’asta fallimentare. L’operazione ammonta a circa 500.000 euro complessivi (base d’asta, rilancio legale di 30.000 euro, tasse e imposte, smaltimento fanghi chimici presenti nei capannoni, messa in sicurezza).
Quindi prima di spendere mezzo milione di euro occorre riflettere bene: cosa vogliamo fare di quell’area? Vogliamo sprecare questa somma dei cittadini o reinvestirla per il bene della collettività di Pontinia?
Attualmente l’area, secondo Piano Regolatore Generale, ha indirizzo industriale. Ma sappiamo bene tutti che un Ente Pubblico non può mettersi a fare l’industriale e nemmeno l’imprenditore. Quindi se non possiamo ricreare nuovi posti di lavoro, allora la mia proposta è quella di approvare in Consiglio una variante al P.R.G. per cambiare la destinazione d’uso e quindi realizzare le condizioni per diminuire le spese delle famiglie: possiamo creare o un Farmer Market dove si attua il kilometro zero famiglie-coltivatori per comperare i prodotti agroalimentari a basso prezzo, sostenere l’economia agricola e la qualità del prodotto. Se proprio non si potrà attuare questo tipo di attività, allora largo spazio ad un polo civile e sociale: uno stabile per costituire una Comunità giovanile e magari al di sopra degli appartamenti popolari per le famiglie bisognose.
Questi sono i miei progetti, questi sono i progetti di chi non vuol fare solo opposizione, bensì proposizione di progetti per il bene della collettività e di Pontinia. Fin’ora ho partecipato attivamente all’attività del Comune e intendo continuare a farlo a pieno regime; anche se la maggioranza non l’ho sostenuta, il cittadino e le sue esigenze prima di ogni cosa!

martedì 30 marzo 2010

RENATA POLVERINI NUOVO PRESIDENTE REGIONE LAZIO. CLAUDIO FAZZONE PRIMO DEGLI ELETTI IN PROVINCIA E REGIONE

Renata Polverini e la coalizione di centro-destra stravincono a Pontinia: 5069 voti pari al 71%. Il PDL si conferma primo partito con il 47% e ben 3139 preferenze. Sempre a Pontinia, nel PDL Galetto primo dei votati con 938 preferenze, Fazzone con 345, Di Giorgi 199, Del Balzo 186 e D'ottavi 5.
A livello provinciale, la nostra terra pontina si dimostra sempre il solito traino con 174.278 voti pari al 63,3% per Renata Polverini e il PDL primo partito con 106.474 pari al 42%. Il PDL elegge tre consiglieri regionali: Fazzone primo degli eletti con 28.817 preferenze, Galetto con 20.715 e Di Giorgi con 10.453. L'UDC elegge Aldo Forte, la Lista Polverini elegge Gianfranco Sciscione. Se si somma anche Gina Cetrone, candidata nel listino regionale della Polverini, la nostra provincia elegge ben 6 consiglieri di centro-destra. Il PD solo uno.
In totale a livello regionale Renata Polverini totalizza 1.409.028 voti pari al 51,14%.
Ora abbiamo realizzato il cosiddetto "filotto" istituzionale Stato-Regione-Provincia; manca solo il Comune di Pontinia...