mercoledì 27 gennaio 2010

DA McDONALD ARRIVA "McITALY" PANINO ITALIANO AL 100%, IL MINISTRO ZAIA BENEDICE L'INAUGURAZIONE

In uno dei luoghi più tipici del mangiar giovane, McDonald's, la catena fast-food che annovera circa il 50% della clientela under 30, arriva un panino e l'insalata con sapori, ingredienti, e tipicità tutte italiane. Si chiama McItaly, ed è la nuova linea 100% Made in Italy, con carne nazionale, appunto, olio extra vergine e prodotti certificati come l'Asiago Dop e la Bresaola della Valtellina Igp, in vendita da domani e per almeno sette settimane nei 392 punti vendita italiani. A presentarlo, oggi nel primo punto vendita in Italia della multinazionale (Roma - Piazza di Spagna), è il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. "Sono grato a McDonald's che si è prestata a questa grande operazione culturale" ha detto Zaia.
"Questo nuovo panino ha grandi ambizioni, a partire da quello di movimentare mille tonnellate di nostri prodotti in un mese per un controvalore di 3,5 miliardi di euro. Abbiamo chiesto a McDonald's di farne un marchio internazionale che arrivi ai consumatori di Parigi come a Shanghai. Vogliamo globalizzare il gusto italiano, dando una svolta identitaria alla nostra agricoltura. Ma è soprattutto un messaggio alle nuove generazioni che potranno così avere una memoria gustativa di impronta italiana". "Difenderò sempre i farmer's market, ma i grandi numeri si fanno nella distribuzione organizzata dove va il 75% dell'agricoltura italiana ha detto poi il ministro.
"Contiamo di vendere 3,5 milioni di panini McItaly in sette settimane" ha detto l'amministratore delegato di McDonald's Italia Roberto Masi, sottolineando come il gruppo sia "estremamente orgoglioso dell'importante riconoscimento che il Ministro Zaia ha voluto concedere a questo progetto. Da tempo stiamo dedicando grandi energie ed investimenti alla realizzazione di prodotti più vicini al gusto degli italiani. Lo abbiamo fatto, con successo, col Parmigiano Reggiano che la settimana prossima porteremo nei punti vendita francesi, dopo quelli svizzeri. E lo rifaremo con le arance siciliane nel gelato, per le quali finalmente abbiamo trovato una filiera in grado di fornire tutta la nostra rete vendita".

venerdì 22 gennaio 2010

GENERAZIONE PDL: PROTAGONISTI SEMPRE!

Sabato e domenica ad Arezzo si terrà un incontro importantissimo ad Arezzo per il Popolo della Libertà, «Generazione PDL, Protagonisti sempre»: sarà un momento di confronto tra tutti noi che vi abbiamo aderito, tra tutti noi che deriviamo da percorsi politico-culturali differenti, ma che vogliamo oggi ribadire la nostra volontà di coesione in nome di un progetto chiamato Italia. Io sono particolarmente felice e convinto perché sin da subito ho creduto al progetto unico del Popolo della Libertà. Chiaramente per me, e per molti miei colleghi amministratori giovani, sarà uno dei tanti momenti in più per ascoltare, intervenire e crescere sotto un profilo umano e politico, sperando di poter riportare nel proprio Comune ciò che si è appreso dalle altre realtà.
Alla convention di sabato e domenica ad Arezzo è prevista la partecipazione di più di mille tra quadri, esponenti degli enti locali, sindaci, dirigenti e militanti giovanili del Popolo Della Libertà. I promotori sono il Ministro Ignazio La Russa (coordinatore nazionale PDL), il Ministro Giorgia Meloni e il capogruppo PDL al Senato Maurizio Gasparri: la convention sta suscitando molta attenzione mediatica. Numerose le adesioni alla convention aretina. Tra gli altri prenderanno parte ai dibattiti gli altri due coordinatori nazionali del PDL Sandro Bondi e Denis Verdini; i ministri Angelino Alfano, Raffaele Fitto, Altero Matteoli, Andrea Ronchi, Maurizio Sacconi, Giulio Tremonti; il capogruppo PDL alla Camera Cicchitto e i vice capigruppo di Camera e Senato Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello.
Non c'è bisogno delle correnti, anzi ribadisco la mia ferma negazione delle correnti interne, perché in politica ci si unisce al fine di avere maggior forza per realizzare progetti per la nostra comunità e non ci si deve perdere in lotte o faide interne che portano solo odio e nulla di concreto per il popolo, e la dimostrazione viene proprio dalla convention di Arezzo che non è più la manifestazione di “Destra protagonista” (ovvero l’area in AN corrispondente a Gasparri e Meloni), ma mette insieme figure provenienti da percorsi diversi. È un'iniziativa che serve per confrontarsi e mettere insieme una comunità. Si discuterà dei problemi che ci sono stati, ma si rivendicheranno anche i risultati ottenuti. Il confronto è la vera forza del PDL, mi rendo conto che serve tempo, ma abbiamo tutti imparato in questi mesi che le differenze erano più facili da superare rispetto a quello che pensavamo (tranne qualcuno, che ha scelto evidentemente una via antistorica, che invece crea nuove divisioni e correnti locali: vedi Mochi con la sua “Linea D’azione”…).
Quello che è successo a livello giovanile, con la confluenza di Azione giovani e dei Giovani di Forza Italia nella Giovane Italia, può essere un esempio per il partito di come trovare un modo di lavorare per un obiettivo comune. Potremmo esser stati i precursori, all’interno delle nostre federazioni Provinciali, delle scuole e delle università nelle quali militiamo, di un progetto che vedrà come faro sempre e solo la buona amministrazione dei nostri enti locali e la giusta guida della Nazione.

giovedì 21 gennaio 2010

CONSORZIO DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA D.O.P. COMMISSARIATO, ERA ORA!

Articolo pubblicato sul quotidiano Latina Oggi del 21 gennaio (di Andrea Zuccaro).
Il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia commissaria il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala Dop della Campania e a Pontinia, e in generale in tutta la provincia di Latina, gli operatori del settore, dai produttori ai sindacati, sono tutti contenti. «Era ora che qualcuno intervenisse» è stata la prima reazione di chi con le bufale ci sta a contatto tutti i giorni. Gli allevatori della nostra zona si trovano all'interno del Consorzio e ogni mozzarella che viene prodotta qui, se vuole il Dop deve essere firmata con il nome di quel Consorzio, che si è scoperto annacquava il latte con l'acqua. «A noi i controlli spaccano
il capello, invece all'interno dei caseifici si fa quello che si vuole e a rimetterci siamo noi quando scoppia qualche scandalo », spiegano gli allevatori, ancora scottati dallo scandalo diossina e ora vedono nuovamente il frutto del loro lavoro rovinato da qualche industriale
del settore senza scrupoli. E la richiesta è quella di uscire una volta per tutte dal Consorzio campano. Di tagliare questo cordone ombelicale che lega il destino dei produttori di Pontinia e delle altre province
a quello dei produttori casertani. Anche se del progetto Colossella la politica ha smesso di parlare, proprio ora che ci sono le elezioni regionali. «La Provincia di Latina si è sempre distinta per la qualità dei prodotti commercializzati – spiega il Cra con Danilo Calvani - ma le continue contraffazioni e i problemi sanitari più volte emersi in altre zone facenti parte del Consorzio hanno creato un continuo danno all’immagine del Marchio Dop tanto che alcuni produttori hanno iniziato a non apporlo più sui propri prodotti. Riteniamo sia il caso di valutare l’uscita dei produttori del territorio pontino da tale consorzio ». Ma per andare dove? Secondo Nino Andriollo è ora di concretizzare l'iter per il marchio «Colossella». « Gli incontri con gli allevatori continuano – spiega Andriollo presidente dell'Aia –. E' l'unica soluzione per evitare altri danni alla nostra immagine ma bisogna che caseifici e allevatori si consorziano». Più critico sul marchio, oltre che al Cra, anche Maurizio Ramati, allevatore. «Ma la Valentini dov'è? – si chiede Ramati – E poi perchè i caseifici vengono controllati con il contagocce mentre noi produttori siamo super controllati? Non si possono continuare ad ingannare i consumatori e far pagare le conseguenze a noi». Anche per Paolo Torelli, allevatore di bufale la notizia era attesa. «Mi sembrava impossibile vedere vendere mozzarella di bufala a 8-9 euro al chilo – spiega il consigliere comunale - Il caseificio non ci starebbe dentro con i costi. La mozzarella di bufala deve costare 11 euro».

lunedì 18 gennaio 2010

E' IN ARRIVO IL REGOLAMENTO PER L'AFFIDAMENTO DEI CANI RANDAGI DETENUTI IN CANILE...

Da quando sono stato eletto, un tema che ho sempre tenuto sotto controllo e denunciato è stato quello del randagismo diffuso a Pontinia. Segnalai in diversi consigli comunali e sulla stampa la realtà: ovvero branchi di cani che si riuniscono nel prato di via Marconi, o a Pontinia Nuova, o nel quartiere Primavera o nella zona PEEP. Spinti dalla fame, diverse volte hanno inseguito automobili, ciclisti o pedoni; costantemente invece hanno arrecato disturbo alla quiete pubblica poiché il loro è un abbagliare continuo dovuto probabilmente alla sete ed alla fame. Inoltre è sotto gli occhi di tutti il degrado dei marciapiedi, pieni di escrementi. Ma, da un punto di vista strettamente legato all’Ente comunale, l’aspetto più odioso è quello economico: la spesa per i canili nei quali si portano i cani accalappiati qui è altissima ed ammonta a circa 160.000 euro l’anno. Proprio per cercare di abbattere questa immensa spesa proposi diverse soluzioni: innanzitutto la giunta avvii dei controlli per verificare il reale numero di cani pontiniani detenuti nei canili al fine di determinare il giusto costo da pagare che è legato alle unità di cani possedute; in secondo luogo, proviamo ad abbassare il numero di cani detenuti nei canili attraverso un regolamento ad hoc che prevedi l’affido ai cittadini; in terzo luogo iniziamo a sondare il terreno per creare un canile pubblico, comunale o con la partecipazione anche di fondi privati. L’immobilismo della Giunta Tombolillo su questo tema è stato finora lampante ed ha esasperato i cittadini al punto di far credere all’opinione pubblica che il sentimento che guida l’amministrazione è di abbandono e menefreghismo delle esigenze e delle richieste della collettività.
Ma finalmente pare che una delle mie proposte sia stata accolta. Infatti venerdì 15 ci siamo riuniti in Commissione Regolamenti, insieme ai consiglieri Calisi e Medici, e alla presenza dell’assessore Battisti, per analizzare e discutere su una bozza di regolamento per determinare le modalità di affidamento di un cane randagio ad un cittadino. Abbiamo così determinato: a) la forma della domanda da presentare all’ufficio Ambiente del Comune; b) i criteri di esame della domanda; c) che deve intercorrere un periodo di prova di due mesi prima che il cane divenga di proprietà del cittadino, con relativa iscrizione all’anagrafe canina; d) che ad ogni cittadino il Comune erogherà una somma annuale pari a 360 euro (suddivisa in tre rate quadrimestrali) per far fronte alle spese di mantenimento e veterinarie, e che si sobbarcherà delle spese dovute all’evento morte; e) che in zona residenziale un cittadino potrà detenere al massimo un cane, mentre in zona rurale massimo due cani; f) che il Comune potrà effettuare in ogni momento dei controlli per evitare truffe. Da un punto di vista civile, ma soprattutto economico, il fenomeno sarà un po’ arginato perché ogni cane detenuto al canile ci costa circa 1000-1100 euro l’anno: con questo regolamento invece ci costerà 360 euro l’anno. Ma è chiaro che il problema resta, perché ci sono i cani ancora da accalappiare che arrecano tutti i disturbi su esposti alla cittadinanza…

domenica 17 gennaio 2010

COSTRUIAMO UN FORTE POPOLO DELLA LIBERTA' NEL NOME DEL "RINNOVAMENTO"

Articolo pubblicato sul quotidiano La Provincia (di Graziano Lanzidei). Paolo Torelli, capogruppo di An in consiglio comunale, si è già attivato, come tutto il suo partito, il Pdl, per le elezioni regionali. La partita è importante, c’è da rappresentare al meglio il territorio e da dare un sostegno importante a Renata Polverini. «Si gioca una partita importante. Dopo anni di gestione Marrazzo, bisogna ripristinare il buon governo e cercare di valorizzare le province come Latina, da cinque anni dimenticate completamente. Il Pdl deve essere unito e coeso, solo così potremmo arrivare ad una vittoria senza ombre». A Pontinia, però, sembra che non sia ancora possibile arrivare ad un partito unico tra gli ex An e gli ex Fi. «Probabilmente questa mancata unificazione è il risultato di dissidi, relativi al passato, che sono difficilmente sanabili e che non c’entrano niente con la politica nazionale. In tutta Italia sono partiti ormai da settimane con il tesseramento per il Pdl. Qui a Pontinia, di tessera, non se n’è vista ancora una». Una velata critica alla gestione Mochi? «Probabilmente un giovane che riesce ad ottenere consensi e a essere portatore di novità, non è ben accetto. Non si può negare che una crisi del centrodestra, in questa città, c’è stata. Le ultime elezioni comunali ne sono la dimostrazione. Si è voluta scaricare la colpa su Donnarumma e su chi, in quelle elezioni, ci ha messo la faccia cercando di rappresentare il centrodestra pur non essendo responsabile di una sola delle scelte prese in passato. La colpa di quella debacle viene da lontano, ha nomi e cognomi che, però, si cerca sempre di nascondere. Sta di fatto che siamo uno dei pochi Comuni della Provincia in cui c’è un sindaco di centrosinistra». La distanza tra te e Mochi, a questo punto, è insanabile. «A me piace la politica del confronto e della pluralità. Credo che proprio attraverso il confronto democratico sia possibile crescere, a livello di progettualità e a livello di consensi. Per questo credo nel progetto del Popolo delle Libertà. Certo che fare una cena di ‘corrente’ con il simbolo del partito, qualche confusione l’ha creata. Da allora mi arrivano telefonate in cui i nostri elettori mi chiedono perché sono andato via dal Partito. Probabilmente c’è qualcosa che non va e che va sistemato. A partire dal collegamento con i vertici provinciali del Partito che rendono la sezione di Pontinia fuori dai centri decisionali».

lunedì 11 gennaio 2010

DA BUON EX COMUNISTA, IL SINDACO TOMBOLILLO IGNORA E TOLLERA ECCESSIVAMENTE I FENOMENI DI IMMIGRAZIONE E DI CLANDESTINITA'

In questi giorni, con ciò che sta accadendo in Calabria, è giusto interrogarsi sullo stato reale degli immigrati, regolari e clandestini, del nostro territorio. Purtroppo diversi cittadini pontiniani, soprattutto i residenti in condomini, raccontano di assistere a scene non corrispondenti alla legge, né tantomeno al buon senso. Infatti è sempre più frequente il fenomeno del surplus di presenze negli appartamenti da parte di comunitari o extracomunitari che, a volte, arrivano anche a vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie. Premetto sin da subito che non sono né xenofobo, né razzista! Sono semplicemente un cittadino italiano che ama rispettare la legge e l’ordine pubblico, e dato che mi sono preso la responsabilità di partecipare all’amministrazione del nostro Comune, chiedo che vengano fatte rispettare entrambe. Mi riferisco alla legge Bossi-Fini e al decreto sicurezza del Governo Berlusconi e quindi al nuovo articolo del codice penale: il reato di clandestinità.
Intendo dire chiaramente che le mie accuse non sono rivolte alle forze dell’ordine, che troppo ben fanno considerando la dotazione organica e i mezzi a loro disposizione, bensì sono rivolte esclusivamente a colui il quale spetterebbe la “regia” dei lavori di prevenzione e controllo: ovvero il Sindaco, divenuto col decreto Maroni Ufficiale di Governo. Da parte sua si sta attuando una indifferenza e tolleranza inaccettabili verso l'immigrazione clandestina. Il Decreto Maroni dello scorso anno ha conferito ai Sindaci maggiori poteri di pubblica sicurezza: ai sindaci sarà consentito di emanare ordinanze in materie che erano di competenza statale, relativamente a “incolumità pubblica” (l’integrità fisica della popolazione) e “sicurezza urbana” (bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa del rispetto delle norme che regolano la vita civile). Questo indirizzo non è casuale, ma ha un reale motivo geografico e politico: i Sindaci sono molto più vicini a conoscere le reali esigenze e potenziali emergenze del proprio territorio e quindi è stata ad essi demandata una porzione di responsabilità politica ed istituzionale. così i cittadini potranno giudicarli, senza che usino la scusante di scaricare tutto sul Governo o le forze di Polizia nazionali.
Concordo pienamente con il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il quale, in relazione ai fatti di Rosarno (prov. di RC) ha dichiarato in un’intervista a Sky TG 24 che: "Queste situazioni sono frutto di “tolleranza sbagliata”, sono stati chiusi gli occhi: nessuno ha voluto vedere una situazione che, prima ancora che un problema di ordine pubblico, poteva essere risolta con una serie di interventi degli enti locali. Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare. Dopo dieci anni senza fare nulla - e parlo delle autorità locali e territoriali - sono nate comunità di extracomunitari". In due anni, ha sottolineato ancora Maroni, "noi invece abbiamo rimpatriato 40 mila clandestini".
Il Sindaco Tombolillo, dovrebbe dirlo in campagna elettorale che in tema di immigrazione e di clandestinità, da buon ex comunista, non intende agire e reagire, né tantomeno utilizzare i nuovi poteri attribuitigli dal Governo Berlusconi.
Io personalmente chiedo a tutti i cittadini di segnalare ogni tipo di situazione potenzialmente d’emergenza in modo tale da arginare sul nascere il fenomeno. Al Sindaco chiedo: 1) di aumentare il numero dei vigili urbani, che anch’essi operano alla grande considerando che ce ne sono solo sei o sette per tutto il territorio; 2) emettere ordinanze esecutive in conformità al decreto Maroni; 3) consentire alla Protezione Civile e ad associazioni di ex appartenenti alle forze dell’ordine di svolgere pacifiche operazioni di controllo del territorio, al fine di garantire maggior sicurezza ai pontiniani, maggiore legalità, maggior tutela degli stranieri regolari ed onesti e maggior prevenzione.

martedì 22 dicembre 2009

CAL LAZIO: SINISTRA ALLO SBANDO, NON PASSA IL BILANCIO DI PREVISIONE E LA LEGGE FINANZIARIA


Ieri ci siamo riuniti al CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) della Regione Lazio. Al primo punto dell'o.d.g. abbiamo convalidato gli atti della precedente seduta nella quale sono stati composti gli organi istituzionali interni all'ente regionale (la delegazione trattante con la Giunta Regionale e i membri della Commissione sul Patto di Stabilità interna nella quale sono stato eletto io) ed è stato espresso parere sul riordino dei servizi sociali e del terzo settore all'interno degli enti locali che compongono la Regione.
Ieri invece abbiamo affrontato un argomento fondamentale, forse il più importante: il bilancio di previsione e la legge finanziaria della Regione Lazio.
Occorre premettere un dato di fondo, necessario per comprendere lo svolgimento della seduta: il CAL è espressione degli Enti Locali che fanno parte della Regione (Comuni, Comunità Montane o di Arcipelago, Province) e quindi in questa sede noi siamo chiamati a rappresentare le esigenze e le istanze dei nostri popoli e delle nostre comunità locali prima di tutto. Certamente poi c'è un dato oggettivo che ci chiama a mostrare responsabilità e coerenza istituzionale, ovvero il saper parlare delle politiche regionali a 360°.
Ma quando si parla di Bilancio di previsione, come si fa a non analizzare soprattutto le voci rivolte allo stesso CAL e agli Enti Locali o alle attività svolte da quest'ultimi? Possiamo comprendere che questo è un periodo particolare, a causa delle vicende personali ed istituzionali dell'ex Presidente Marrazzo. Purtroppo, a causa delle sue "scappatelle" e di alcuni buchi normativi presenti nello Statuto Regionale, oggi ci troviamo ad avere un Vice Presidente che non è un "facente funzioni" e ci ritroviamo un Consiglio Regionale sciolto e una Giunta legata a gestire solo l'ordinaria amministrazione (qundi scelte tecniche e non di progettualità politica).
Ma i furbetti della Giunta Regionale (di sinistra) hanno comunque distribuito i soldi in modo politico: e quindi assistiamo a un fondo di soli 120.000 euro per il CAL (che invece è organo previsto dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto Regionale per favorire la vicinanza delle comunità locali alla Regione) e pochissime voci a favore di Province e Comuni. Il tutto nutrito da molte nuove voci milionarie a favore di Fondazioni o Associazioni "amiche" o addirittura per progetti sociali al solo scopo di mantener caldo l'elettorato in vista delle elezioni regionali di marzo 2010.
Ma questa volta qualcosa è andato storto: la maggioranza del CAL, attraverso i vari interventi personali, dimostrava un malumore trasversale verso questo comportamento inaccettabile da parte della Giunta Regionale. Ad aprire gli interventi sono stato io, come capogruppo rappresentante dei colleghi del Popolo Della Libertà, e a chiudere è stato quello del capogruppo dell'UDC che ha ribadito sostanzialmente i miei stessi concetti. Questa volta anche Rifondazione Comunista si è schierata con noi...
Ebbene, sul finire, i consiglieri del PD ed i presidenti delle associazioni rappresentanti degli enti locali che dovrebbero essere laici, ma che laici non sono (tranne il presidente ANCI che è rimasto e si è astenuto) hanno abbandonato l'aula in modo che fosse abbattuto il numero legale o quorum istituzionale e così non si votasse NO a questo bilancio sciagurato. Ma il risultato politico è il medesimo! Questa sinistra è al capolinea e ormai naviga a vista aspettando di capitolare a marzo alle elezioni regionali che vedranno la destra ritornare a guidare la nostra amata regione Lazio.

sabato 5 dicembre 2009

VOTATO IN CONSIGLIO IL NUOVO STATUTO COMUNALE: CARTA FONDAMENTALE DELL'ENTE

Lunedì sera il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità il nuovo Statuto comunale (eravamo 16 presenti; ccorre una maggioranza qualificata dei 2/3 degli eletti per far si che valga l'approvazione e quindi bastavano 15 voti).
Lo Statuto ora dovrà esser pubblicato per 30 giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (B.U.R.L.), dopodichè sarà trasmesso al Ministero dell'Interno per la trascrizione nell'elenco degli Statuti comunali d'Italia e quindi sarà efficace.
L'art. 6 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000) afferma che: "lo statuto stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze e le attribuzioni degli organi dei vari enti o aziende comunali, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente. Stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone. Possono stabilirsi norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra i cittadini, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune".
Lo Statuto di un Comune ha un valore speciale, sia da un punto di vista giuridico, che sostanziale. Dal primo punto di vista è l'atto normativo fondamentale attraverso il quale si manifesta, in modo pieno e completo, l'autonomia dell'ente. Analizzando invece il secondo aspetto, è facile comprendere che si pone come una carta programmatica della vita istituzionale dell'ente, anche se non ha valore vincolante: si possono stabilire principi e valori ispiratori del presente, ma soprattutto del futuro in favore non solo dell'istituzione Comune, ma anche della Comunità che lo compone. Può divenire quindi la Carta della garanzia del cittadino in favore di maggiore trasparenza e partecipazione politico-amministrativa.
Questo è un ottimo frutto del lavoro della Commissione per lo Statuto (della quale mi onora esser membro), nella quale maggioranza e opposizione hanno saputo dimostrare che quando, alle forzate contrapposizioni, si riesce ad anteporre l'Amore per il proprio paese e per la propria comunità, tutto è possibile!
Tra le novità istituzionali, vi è l'istituzione del Presidente del Consiglio Comunale, cioè di colui che gode di autonomi poteri di direzione dei lavori e delle attività del Consiglio, nonché di convocazione del medesimo, per garantire i poteri del Consiglio (organo di indirizzo e controllo politico della Giunta presieduta invece dal Sindaco) e pari diritto a tutti i membri di intervenire (anche il Sindaco si atterrà alle regole del Consiglio Comunale come fosse un semplice consigliere).

IN BILANCIO ANCORA TROPPI SPRECHI E NESSUN INVESTIMENTO PER PROGETTUALITA'. UN SOLO LAMPO DI LUCE: DIMINUISCONO LE SPESE LEGATE AI RIFIUTI...

All'ultimo Consiglio Comunale di lunedì sera tra i punti all'o.d.g. abbiamo affrontato anche gli assestamenti o variazioni dell'attuale bilancio d'esercizio finanziario. Purtroppo, a mio modesto avviso, si notano ancora troppi sprechi nella gestione della macchina amministrativa (telefono e bollette degli istituti pubblici o eccessivi lavori di manutenzione ordinaria che suonano come dei "rattoppi" per non intervenire invece una volta per tutte attraverso straordinaria manutenzione...) , ma soprattutto troppe voci socialmente ed economicamente importanti lasciate in un angolino con pochi spiccioli. Fa male, infatti, leggere un capitolo costituito solo da qualche centinaia d'euro all'agricoltura, proprio a Pontinia che invece ha come prima attività economica il settore primario e che potrebbe elevarsi a città delle eccellenze agroalimentari e dell'agriturismo come ulteriore sostegno alla microeconomia locale. Inoltre, come ben ricorderete attraverso le mie due mozioni consiliari, un'interrogazione scritta e una petizione popolare, ho sempre controllato il capitolo dedicato ai cani randagi: ebbene, nel 2006 eravamo a 120.000 euro di spesa, oggi siamo arrivati a 168.000 euro! E per ottenere cosa? I cani scorazzano ancora per le vie del centro...
Una nota invece che mi rende orgoglioso di sedere tra i banchi degli amministratori comunali è quella relativa alla gestione del ciclo dei rifiuti: si sono avverate le mie proiezioni che all'epoca davano adito a qualche collega di "poca fede" di deridermi. Grazie alla raccolta differenziata oggi leggiamo ben 48.000 euro in meno di spese per il conferimento in discarica dei rifiuti (poichè sono diminuiti i Kg di rifiuti indistinti che trasportavamo li) e 4.000 euro in meno per il canone dovuto al Comune di Latina in quanto ospitante la discarica stessa. Oggi questi 52.000 sono stati reinvestiti per la raccolta differenziata (un argomento che quasi si eleva a mio "dogma" personale, l'ho seguito dal primo giorno della mia elezione perchè credo fermamente nel valore "ambiente")! Oggi con questi soldi lo scarto alimentare dei nostri pasti diviene compost o fertilizzante (e non più un semplice rifiuto da gettare in discarica) e le nostre bottiglie di vetro o plastica, o i nostri giornali di carta, possono ridivenire nuove bottiglie riciclate o nuovi quaderni per i nostri ragazzi che vanno a scuola. Per il momento non possono essere utilizzati per diminuire le tasse relative ai rifiuti (la cosiddetta Tarsu), ma li stiamo utilizzando per migliorare l'ambiente e quindi le condizioni del luogo nel quale viviamo noi e vivranno i nostri figli. Nei prossimi bilanci, una volta che avremo comprato tutte le attrezzature idonee ad effettuare la raccolta differenziata, sicuramente quei soldi serviranno a diminuire la spesa collettiva per la gestione dei rifiuti e quindi, di riflesso, anche della Tarsu al fine di rendere concreto l'auspicio di dare una mano economica alle nostre famiglie. Finalmente un proclama diviene pian piano realtà! Questa è la politica che ho sempre sognato!
Infine mi sento di ammonire l'amministrazione perchè credo che ci si stia occupando solamente dell'ordinaria amministrazione e cioè ci si sta preoccupando di mantenere Pontinia "in piedi": cioè ci si occupa della pulizia delle strade, della manutenzione dei lampioni, della potatura degli alberi... Ma purtroppo non si sta sviluppando una progettualità di medio o lungo periodo! Essere politici, secondo me, vuol dire anche essere "coraggiosi" e quindi attuare politiche del coraggio, che sappiano seminare oggi e raccogliere i frutti domani con la sola aspettativa di vedere una società migliore, più giusta e più illuminata. Spero quindi che arrivi il giorno in cui non si pensi sempre e solo ad introitare risorse economiche, ma si pensi anche e soprattutto a "seminare" e ad ideare progetti di sviluppo infrastrutturale, economico e soprattutto sociale...